sabato 10 maggio 2014
mercoledì 7 maggio 2014
Pomarance, pozzi nella riserva: il Comune dice no
POMARANCE - Due buchi a un tiro di schioppo dalla riserva naturale di Berignone. Scopo, trovare acqua calda o vapore per realizzare energia. Due pozzi esplorativi, circa 2.300 metri, a pochi passi dal fiume Cecina, per ricercare fluidi prossimi ai duecento gradi.La decisione in merito alla fattibilità del progetto esplorativo spetta alla Regione Toscana. Il "progetto pozzi” è targato Gesto Geothermal Italy Srl, branchia italiana della portoghese Gesto Energy.Il Comune per presentare le proprie osservazioni ha tempo fino alla fine di maggio. Dopo di che la Regione si prenderà altri trenta giorni circa per dare il proprio giudizio finale.«E’ un intervento che è inserito in un piano di reperimento delle energie alternative, in primis gestito dalla Regione – sottolinea il sindaco di Pomarance Loris Martignoni – non sono contrario alle ricerche, e tanto meno allo sviluppo delle energie rinnovabili, però mi sembra che il piano regionale non vada nella direzione che si era auspicata, forse dovrebbe essere ridiscusso, dai territori non c’è stata una grossa risposta, una montagna ha partorito un topolino, i due pozzi nel comune di Pomarance e poco più, per i quali siamo orientati a dare parere negativo».Si lavora ai documenti da presentare in Regione. «Non riusciremo a presentare i documenti prima del 20 di maggio – spiega Martignoni – ad ogni modo questo parere deve essere presentato entro il 29 maggio».Sono state già raccolte oltre 1600 firme da indirizzare al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, affinché si revochi l’autorizzazione alle esplorazioni che è stata concessa alla società Gesto. Il rischio, sostengono i promotori della petizione, è quello di un inutile scempio ambientale.«Vorremmo che l’amministrazione spiegasse meglio ai cittadini il progetto dei pozzi esplorativi presentato da Gesto, si è svolta un'assemblea nella disinformazione generale - affermano da Sinistra Democratica – riteniamo che lo sviluppo delle energie rinnovabili debba essere perseguito, però vorremmo che alle discussioni partecipassero anche gli altri comuni della Valdicecina, ciò detto il progetto della Gesto ci sembra molto discutibile e al momento non siamo d’accordo».
Da "Il Tirreno" di Mercoledì 7 Maggio 2014
giovedì 10 aprile 2014
Teleriscaldamento con gli scarti del bosco
Si inaugura nel borgo di Micciano il primo impianto del territorio a biomasse: alimenta una rete di circa 30 utenze allacciate
POMARANCE. - In mancanza di vapore le famiglie si riscaldano con gli scarti del bosco. Sarà inaugurato venerdì 11 aprile alle 17 il nuovo impianto di teleriscaldamento a biomasse del borgo di Micciano. G.E.S. e Comune di Pomarance danno un nuovo input alle energie rinnovabili con questo investimento che utilizza materiale organico di origine vegetale o animale, dal quale si può produrre energia.Nel caso di Micciano il combustibile è cippato di legna vergine, cioè legno sminuzzato con dimensioni di circa cinque centimetri, ricavato da legname non pregiato.L'impianto è capace di alimentare una rete con circa trenta utenze allacciate; la rete è alimentata da una caldaia con potenzialità di 400KW ed ha una lunghezza di circa settecento metri.Tutti gli utenti hanno una sottostazione che consente di alimentare il riscaldamento dell'appartamento e di produrre acqua calda sanitaria.Il progetto, che insiste nella parte bassa della frazione, è finanziato dal Comune di Pomarance per 400mila euro, compreso il contributo della Regione di 134mila.«È il primo impianto a biomasse del territorio - sottolinea il sindaco Loris Martignoni -. Ed è importante sotto vari punti di vista, oltre al fatto che arriverà il teleriscaldamento anche a Micciano, sarà anche un modo per acquisire ulteriori competenze, un know how, nuovi saperi da parte degli addetti nella società Ges a cui fa capo la rete di teleriscaldamento».
Da "Il Tirreno" di Giovedì 10 aprile 2014
sabato 22 marzo 2014
Geotermia, tirocini pagati al centro di ricerca di Sesta
POMARANCE - Tirocini retribuiti della durata di quattro mesi. Il bando per la ricerca delle figure professionali idonee è appena stato pubblicato dal centro di ricerca di Sesta, il laboratorio sperimentale della geotermia preso recentemente in carico dal CoSviG (consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche) di cui fa parte anche il Comune di Pomarance.Il progetto (realizzato nell'ambito del programma regionale “GiovaniSì” teso a favorire l'ingresso dei giovani all'interno del mondo del lavoro) riguarda 8 figure professionali da individuarsi tra i giovani iscritti alle liste di disoccupazione della Regione Toscana che non abbiano ancora compiuto il trentesimo anno d'età e che dispongano di diploma quinquennale o laurea breve in linea con le figure oggetto dell'avviso pubblico.L'attività dei tirocini sarà svolta al laboratorio Sperimentale di Sesta (nella foto) che si trova nel Comune di Radicondoli. Si tratta di una delle più avanzate (per potenzialità e condizioni di test) stazioni di prova per combustori turbogas (alimentati da diversi tipi di combustibile: metano, gasolio, gas di sintesi, idrogeno, etc.) a livello internazionale e serve alcuni tra i maggiori produttori mondiali sia per quanto riguarda prove di qualifica, che per test e sviluppo di nuove apparecchiature.Chi si cerca. In particolare si ricercano: addetti alla manutenzione di impianti elettrici, tecnici della programmazione e dello sviluppo di programmi informatici, addetti alla manutenzione dei macchinari destinati alla produzione, addetti in impianto per prove di combustione comprese analisi di fumi di scarico e combustibili.Criteri di selezione. Il criterio di selezione sarà per titoli e le domande, dovranno pervenire a CoSviG entro il 9 aprile.Le modalità sono 3:- posta ordinaria via raccomandata con ricevuta di ritorno indirizzata a CoSviG Scrl, via Vincenzo Bellini 58, 50144 Firenze;- posta elettronica certificata all'indirizzo posta@pec.cosvig.it ;- a mano, in busta chiusa al centro per l'Impiego di Poggibonsi, località Salceto 121, a Poggibonsi (apertura: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 8.45 alle 12.30 e martedì e giovedì dalle 15 alle 16.30).
Da "Il Tirreno" di Sabato 22 Marzo 2014
Infermiere di famiglia, più assistenza a casa con il nuovo progetto
POMARANCE - Si scrive Infermiere di famiglia, si traduce in un servizio di assistenza più capillare a tutte quelle persone che per problemi di salute non riescono a raggiungere le Case della salute di Pomarance e di Larderello.Nove addette ai lavori saranno disponibili da lunedì al venerdì, dalle 8 alle 17 e il sabato mattina dalle 8 alle 12 e insieme ai medici di famiglia saranno programmati gli interventi domiciliari, in base alle esigenze manifestate dai pazienti.Il progetto è nuovo, partirà nella prima settimana di aprile.«Con questa nuovo modus operandi, quello che in parte veniva fatto anche prima sarà codificato e programmato: l’infermiere potrà effettuare medicazioni a domicilio, aiutare per le operazioni legate e flebo e cateteri, terapie per malattie terminali», spiega Loriano Fidanzi, capogruppo con delega alla sanità del Comune di Pomarance che insieme alla Società della Salute, al coordinamento infermieri e alla Asl ha realizzato il progetto.Un utente che ha bisogno dell’infermiere di famiglia che deve fare?«Il servizio dovrebbe partire il primo di aprile – continua – Una persona può chiamare l’ufficio amministrativo della Casa della salute al numero 0588 62451 e far presente quali sono le necessità: sarà poi il medico a fare un programma delle uscite degli infermieri domiciliari e pianificare il lavoro». Fidanzi spiega che cosa cambia, rispetto alla “vecchia gestione”.«Se fino ad ora gli infermieri erano operativi su questo fronte la mattina, mentre il pomeriggio sbrigavano per lo più questioni amministrative, adesso fino alle 17 saranno a disposizione».Il capogruppo non nega che il corpo degli infermieri è carente di una unità. «Con un infermiere o figure assimilabili in più si riuscirebbe a lavorare meglio, stiamo cercando di ottenerla».Intanto il Comune sta lavorando anche su un altro fonte: insegnare alla popolazione, prettamente composta da anziani, a utilizzare correttamente la tessera sanitaria elettronica. «In questo modo da casa le persone potrebbero visionare tante informazioni, tipo le analisi del sangue, senza fare la fila agli sportelli», chiude Fidanzi.
Da "Il Tirreno" di Sabato 22 Marzo 2014
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