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mercoledì 2 ottobre 2013

Tetti pubblici: là dove il sole batte i Comuni risparmiano sulle spese

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VOLTERRA - A Castelnuovo quei pannelli solari a copertura di una parte dell’istituto scolastico rendono qualcosa come 30mila euro l’anno. 
I cugini geotermici di Pomarance, invece, sono ancora più soddisfatti dell’investimento: il sole che batte sui tetti in silicio della palestra del Gallerone, copre, annualmente tutte le spese energetiche. Pure i pannelli solari piazzati sullo stadio sono un contributo alle casse comunali non da poco. 
Eppure la riqualificazione energetica degli edifici comunali non tocca tutti e quattro i Comuni dell’Alta Valdicecina: indossano la maglia nera Montecatini Valdicecina e Volterra dove nel 2013 ancora c’è la cultura dell’energia del sole sulle strutture comunali. 
Sul Colle etrusco la mancanza di operazioni green viene sollevata, con non poche polemiche, dal gruppo di opposizione di Progetto Originario. Quando ancora i consiglieri di minoranza di Po erano in maggioranza esisteva un progetto per la piscina comunale: siamo nel 2010. «Ogni anno l’impianto natatorio carica sulle spalle comunali cifre che superano le 200mila euro tra metano, energia elettrica e acqua: peccato che uscita la nostra componente dalla maggioranza, questo piano energetico fu prontamente abbandonato dalla giunta Buselli», ricordano gli attivisti. Altro elemento contro: nell’ultima variazione di bilancio salta fuori una maggiore spesa di 90mila euro causata dai consumi dei pochi giorni di temperatura sotto zero capitati lo scorso anno. «Impianti vecchi – continuano – vogliono dire frequenti problemi: infatti tutti gli anni le scuole rischiano di restare all’addiaccio per i guasti». Vero è che nel caso di edifici storici e vincolati dalla Sovrintendenza, c’è una legge regionale che vieta l’installazione di pannelli solari. Ma per gli edifici storici, appunto. 
Anche Montecatini ammette di non avere pannelli solari sui tetti degli edifici pubblici, anche se l’amministrazione comunale ha avviato studi in questo senso per ovviare. 
«Gli investimenti fatti sulla palestra del Gallerone e sullo stadio con i pannelli solari fanno risparmiare il Comune, è innagabile: abbiamo un bando non ancora definitivo per fare la stessa operazione sulle scuole di Montecerboli, Serrazzano e Lustignano – dice la sua il sindaco di Pomarance Loris Martignoni – I contributi per questi investimenti sembravano fossero finiti, per questi ci siamo rallentati un attimo, ma siamo intenzionati ad andare avanti». 
Anche la vicina amministrazione comunale di Castelnuovo va orgogliosa dell’investimento fatto sulla copertura della palestra dell’istituto scolastico del capoluogo. «Le entrate dalla produzione di energia non ce la fanno ad abbattere i consumi integrali, ma ogni anno i pannelli solari rendono qualcosa come 30mila euro», chiude il sindaco Alberto Ferrini.

Da "Il Tirreno" di Mercoledì 2 Ottobre 2013

domenica 25 novembre 2012

Canile intercomunale a Buriano

Sindaci e società che gestisce la discarica ne stanno parlando




MONTECATINI - Basta con i trovatelli a quattro zampe spediti a Reggio Emilia. Dopo anni di spese aggiuntive e difficoltà di monitorare gli animali chiusi nella struttura di Madonna di Guadalupe, ecco che la soluzione, per il territorio dell’Alta Valdicecina, potrebbe essere vicina.
Si chiama canile intercomunale e per la prima volta i sindaci di Pomarance, Montecatini, Volterra e Castelnuovo stanno veramente parlando di un progetto concreto, da realizzare vicino alla discarica di Buriano, nei terreni comunali di proprietà del Comune guidato dal primo cittadino Sandro Cerri.
«Ne abbiamo cominciato a parlare all’Unione Montana e poi durante un consiglio di amministrazione di Asv, la società che gestisce la discarica: spero che questo progetto sia portato avanti, perché serve», spiega Cerri. E va nello specifico: «Il problema dei randagi da noi esiste e dover appoggiarci su un canile a Reggio Emilia, sicuramente, comporta spese aggiuntive che oggi più che mai devono essere evitate». Si tratterebbe di dare gambe a una struttura che potrebbe sorgere vicino alla discarica.
Positivo verso il progetto anche il sindaco di Pomarance, Loris Martignoni. «Sul territorio serve un canile intercomunale, stiamo cercando di capire se ci sono tutti i requisiti per portare avanti questa intenzione comune». Il canile che verrà dovrebbe essere gestito dalla stessa Asv.
«Il problema è stato sollevato dai Comuni soci – commenta il direttore della società Augusto Mugellini – per adesso è solo un’ipotesi tutta da valutare». E puntualizza: «Sicuramente il nostro terreno è tutto occupato dalla discarica e passerebbero anni prima di renderlo agibile per realizzarci un canile. Al momento le due cose sono incompatibili, salvo che non si trovino altri spazi adiacenti».

Da "Il Tirreno" di Domenica 25 Novembre 2012

venerdì 10 agosto 2012

I sindaci: servono due ospedali

Gli enti locali fanno quadrato in difesa del plesso di Volterra

POMARANCE Non ci stanno al gioco al massacro i tre sindaci di Monteverdi Marittimo, Pomarance e Montecatini Valdicecina in merito alle voci sugli ospedali di Volterra e Cecina che si sono rincorse in questi giorni. Il qui pro quo.
Tutto nasce da poche righe scritte sul giornalino municipale di Monteverdi, che riporta l’interesse che la comunità e l’amministrazione del paese nutrono verso l’ospedale della costa. Il che, però, è stato effettivamente riferito senza una parola di esclusione nei confronti del presidio del Colle etrusco; del resto, la conclusione dell’incontro fra i Comuni della Bassa e dell’Alta Valdicecina era stata proprio questa: entrambi i plessi sono importanti, magari con le specifiche specializzazioni. Apriti cielo. La polemica.
Il sindaco di Volterra, Marco Buselli, ha interpretato l’interesse per Cecina dimostrato dagli altri Comuni come la volontà di abbandonare la sanità volterrana; e ha quindi speso parole al vetriolo nei confronti degli altri amministratori.
Le reazioni. Ci va giù pesante il primo cittadino di Monteverdi, Carlo Giannoni. «Le sue parole sono assolutamente strumentali a dividere le popolazioni della Valdicecina», sbotta. «Mi meraviglio del fatto che un sindaco sia più preoccupato di comparire sulla stampa e non di affrontare le problematiche negli organismi istituzionali come la Società della Salute; oppure, ancora, che non alzi la cornetta e senta di persona che cosa ne pensano gli altri sindaci. Se Buselli, col suo deleterio protagonismo che arreca solo danni, non ha altro da fare che alimentare polemiche sterili, campate per aria, che nascono dal fraintendimento della realtà – che invece è quella che abbiamo ribadito nei nostri incontri fra amministratori – io non gli rispondo più».
Più tiepidi i sindaci di Montecatini, Sandro Cerri, e Pomarance, Loris Martignoni. «Ho ritenuto opportuno adoperarmi per smentire quanto sta circolando in questi giorni», dice Martignoni. «Noi sindaci abbiamo partecipato a una sola riunione che riguardava la sanità nella zona, e siamo convenuti che si dovessero difendere tutti e due i poli ospedalieri. Vitali per le circa 200mila persone che abitano la Alta e la Bassa Valdicecina. È chiaro che non giudicheremo mai opportuno lasciare Volterra, a cui va il nostro interesse primario, di concerto con la Regione e la Società della Salute».
E conclude Cerri: «Le polemiche, quindi, non hanno ragione di esistere: chi invece afferma il contrario è tenuto a dimostrarlo con prove concrete e coi documenti del caso», chiosa Martignoni.

Da "il Tirreno" di Venerdì 10 Agosto 2012

giovedì 27 ottobre 2011

Unione dei comuni - Tempi ridotti, Volterra e Castelnuovo latitano

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Decisione entro un mese. Martignoni: chi è fuori perde la gestione politica del territorio

 

 

POMARANCE. A Montecatini se ne parla stasera in un’assemblea pubblica, dopo aver fatto un consiglio comunale a tema. L’interesse verso la trasformazione della Comunità Montana in Unione dei Comuni è tanto anche nei Comuni di Monteverdi e Pomarance. Latitano Castelnuovo e Volterra.
E’ direttamente il sindaco pomarancino Loris Martignoni a scandire i tempi di questa trasformazione. «Il 31 dicembre per legge la Cm va in commissariamento».
Lui, al timone di una lista civica, non condivide la posizione defilata, o contraria dei suoi colleghi rispettivamente Alberto Ferrini e Marco Buselli. «Se vogliamo evitare che le deleghe di forestazione, protezione civile, aree protette, agricoltura siano trasferite a Provincia e Regione dovremo essere in grado di ereditarle e questo può avvenire solo con la trasformazione in Unione dei Comuni», spiega. Che vuol dire continuare ad avere la gestione politica delle funzioni, e quindi del territorio.
«In questo momento è necessario raccogliere in modo chiaro le adesioni. La commissione creata ad hoc per redigere la bozza di regolamento dello statuto dell’Unione ha finito il lavoro. Adesso la bozza è stata inoltrata a tutte e 5 le amministrazioni che entro l’8 di novembre si dovranno pronunciare su eventuali osservazioni», continua.
Entro il 21 novembre lo statuto dell’Unione dei Comuni dovrà essere approvato - o meno - nei rispettivi 5 consigli comunali.
«A questo punto dovremo far domanda ufficiale alla Regione di costituzione dell’Unione», aggiunge.
In tempi di crisi le gestioni associate di alcune funzioni vitali delle comunità sono più che mai fondamentali. Per il mantenimento dei servizi e per evitare l’aumento di tasse.
«Si tratta di un importante banco di prova per capire chi ha la volontà o meno di una reale politica d’area del territorio. Noi andiamo avanti anche in 3, innegabile che sentiamo il peso di chi manca».

Da "Il Tirreno" di Giovedì 27 Ottobre 2011

venerdì 19 agosto 2011

In bilico 6 assessori e 19 consiglieri

I sindaci non ci stanno: «Non sono questi gli sprechi della politica»

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La manovra di governo potrebbe decimare gli amministratori di Castelnuovo, Montecatini e Pomarance

CASTELNUOVO VDC. Da palazzo Chigi alla Valdicecina le distanze si sono ridotte d’improvviso negli ultimi giorni. Arriva dalle stanze romane, infatti, l’ultima novità sul governo del territorio. 
Una parte di quei 45 miliardi e mezzo che si prevede di risparmiare nei prossimi due anni con la cosiddetta manovra bis saranno rastrellati tagliando i costi dell’amministrazione pubblica. 
E anche tre comuni della Valdicecina sono chiamati a fare la loro parte. Castelnuovo e Montecatini dovranno tagliare il numero di assessori da quattro a due e i consiglieri da una dozzina a cinque, come chiesto ai comuni che hanno tra mille e 3mila abitanti. Pomarance, come i comuni fino a 10mila abitanti, avrà invece 2 assessori e 7 consiglieri in meno. Nessun taglio, invece, per Volterra che, con oltre 11mila abitanti, non viene toccata da questi provvedimenti. 
«Quanto al resto, come l’uscita dalle partecipate e altre misure previste dalla manovra, ancora non abbiamo fatto il punto», spiega il sindaco Marco Buselli. Fin qui, la situazione appare chiara. Ma quanto risparmieranno i contribenti sacrificando la loro rappresentanza sul territorio? 
«Tutti i consigli comunali dei circa 5.500 Comuni sotto i 5mila costano il 3 per cento dello stipendio dei parlamentari», tuona Alberto Ferrini, sindaco di Castelnuovo Valdicecina. «Si dice che si taglieranno 54mila poltrone: ma si è guardato che tipo di poltrone sono le nostre? Da noi un assessore prende 80 euro lordi al mese, un consigliere 18 euro lordi a presenza per sei consigli all’anno. Sono questi i costi veri della politica? Qui è un taglio al volontariato». 
Dello stesso tono il sindaco di Montecatini Sandro Cerri. «In questo modo - spiega - comuni come Montecatini non riusciranno ad avere nemmeno un consigliere per frazione. Così ci rimettono sono i cittadini».
Conferma Loris Martignoni, sindaco di Pomarance. «Il nostro comune si estende per 300 chilometri quadrati - spiega - e comprende nove paesi. Tra il primo e l’ultimo ci sono 40 chilometri. Portarci i servizi è difficile già così. Chi vorrà più fare politica a queste condizioni?». Di opposto avviso Ferrini: «Sarebbe meglio dimezzare i compensi, ma lasciare la possibilità di lavorare per il territorio». Cerri invece lancia una provocazione. «Il bello dei piccoli Comuni è che la politica è vicina alla gente - spiega - il sindaco conosce tutti, lo chiamano al cellulare. Se non è così, allora sciolgano i comuni sotto i 5mila abitanti». 
Il coro di no si sta però attrezzando. L’Anci ha già chiamato a raccolta per la manifestazione del 29 agosto a Milano. 
«Temo che grosse possibilità non ci siano - frena però Martignoni - l’unica alternativa è coalizzarci».

Da "Il Tirreno" di Venerdì 19 Agosto 2011