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mercoledì 7 maggio 2014

Pomarance, pozzi nella riserva: il Comune dice no

Drilling

POMARANCE - Due buchi a un tiro di schioppo dalla riserva naturale di Berignone. Scopo, trovare acqua calda o vapore per realizzare energia. Due pozzi esplorativi, circa 2.300 metri, a pochi passi dal fiume Cecina, per ricercare fluidi prossimi ai duecento gradi. 
La decisione in merito alla fattibilità del progetto esplorativo spetta alla Regione Toscana. Il "progetto pozzi” è targato Gesto Geothermal Italy Srl, branchia italiana della portoghese Gesto Energy.
Il Comune per presentare le proprie osservazioni ha tempo fino alla fine di maggio. Dopo di che la Regione si prenderà altri trenta giorni circa per dare il proprio giudizio finale. 
«E’ un intervento che è inserito in un piano di reperimento delle energie alternative, in primis gestito dalla Regione – sottolinea il sindaco di Pomarance Loris Martignoni – non sono contrario alle ricerche, e tanto meno allo sviluppo delle energie rinnovabili, però mi sembra che il piano regionale non vada nella direzione che si era auspicata, forse dovrebbe essere ridiscusso, dai territori non c’è stata una grossa risposta, una montagna ha partorito un topolino, i due pozzi nel comune di Pomarance e poco più, per i quali siamo orientati a dare parere negativo». 
Si lavora ai documenti da presentare in Regione. «Non riusciremo a presentare i documenti prima del 20 di maggio – spiega Martignoni – ad ogni modo questo parere deve essere presentato entro il 29 maggio». 
Sono state già raccolte oltre 1600 firme da indirizzare al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, affinché si revochi l’autorizzazione alle esplorazioni che è stata concessa alla società Gesto. Il rischio, sostengono i promotori della petizione, è quello di un inutile scempio ambientale. 
«Vorremmo che l’amministrazione spiegasse meglio ai cittadini il progetto dei pozzi esplorativi presentato da Gesto, si è svolta un'assemblea nella disinformazione generale - affermano da Sinistra Democratica – riteniamo che lo sviluppo delle energie rinnovabili debba essere perseguito, però vorremmo che alle discussioni partecipassero anche gli altri comuni della Valdicecina, ciò detto il progetto della Gesto ci sembra molto discutibile e al momento non siamo d’accordo».

Da "Il Tirreno" di Mercoledì 7 Maggio 2014

giovedì 10 aprile 2014

Teleriscaldamento con gli scarti del bosco

Image Si inaugura nel borgo di Micciano il primo impianto del territorio a biomasse: alimenta una rete di circa 30 utenze allacciate

POMARANCE. - In mancanza di vapore le famiglie si riscaldano con gli scarti del bosco. Sarà inaugurato venerdì 11 aprile alle 17 il nuovo impianto di teleriscaldamento a biomasse del borgo di Micciano. G.E.S. e Comune di Pomarance danno un nuovo input alle energie rinnovabili con questo investimento che utilizza materiale organico di origine vegetale o animale, dal quale si può produrre energia.   
Nel caso di Micciano il combustibile è cippato di legna vergine, cioè legno sminuzzato con dimensioni di circa cinque centimetri, ricavato da legname non pregiato. 
L'impianto è capace di alimentare una rete con circa trenta utenze allacciate; la rete è alimentata da una caldaia con potenzialità di 400KW ed ha una lunghezza di circa settecento metri. 
Tutti gli utenti hanno una sottostazione che consente di alimentare il riscaldamento dell'appartamento e di produrre acqua calda sanitaria.
Il progetto, che insiste nella parte bassa della frazione, è finanziato dal Comune di Pomarance per 400mila euro, compreso il contributo della Regione di 134mila. 
«È il primo impianto a biomasse del territorio - sottolinea il sindaco Loris Martignoni -. Ed è importante sotto vari punti di vista, oltre al fatto che arriverà il teleriscaldamento anche a Micciano, sarà anche un modo per acquisire ulteriori competenze, un know how, nuovi saperi da parte degli addetti nella società Ges a cui fa capo la rete di teleriscaldamento».

Da "Il Tirreno" di Giovedì 10 aprile 2014

sabato 22 marzo 2014

Geotermia, tirocini pagati al centro di ricerca di Sesta

Geo

POMARANCE - Tirocini retribuiti della durata di quattro mesi. Il bando per la ricerca delle figure professionali idonee è appena stato pubblicato dal centro di ricerca di Sesta, il laboratorio sperimentale della geotermia preso recentemente in carico dal CoSviG (consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche) di cui fa parte anche il Comune di Pomarance.
Il progetto (realizzato nell'ambito del programma regionale “GiovaniSì” teso a favorire l'ingresso dei giovani all'interno del mondo del lavoro) riguarda 8 figure professionali da individuarsi tra i giovani iscritti alle liste di disoccupazione della Regione Toscana che non abbiano ancora compiuto il trentesimo anno d'età e che dispongano di diploma quinquennale o laurea breve in linea con le figure oggetto dell'avviso pubblico.
L'attività dei tirocini sarà svolta al laboratorio Sperimentale di Sesta (nella foto) che si trova nel Comune di Radicondoli. Si tratta di una delle più avanzate (per potenzialità e condizioni di test) stazioni di prova per combustori turbogas (alimentati da diversi tipi di combustibile: metano, gasolio, gas di sintesi, idrogeno, etc.) a livello internazionale e serve alcuni tra i maggiori produttori mondiali sia per quanto riguarda prove di qualifica, che per test e sviluppo di nuove apparecchiature. 
Chi si cerca. In particolare si ricercano: addetti alla manutenzione di impianti elettrici, tecnici della programmazione e dello sviluppo di programmi informatici, addetti alla manutenzione dei macchinari destinati alla produzione, addetti in impianto per prove di combustione comprese analisi di fumi di scarico e combustibili. 
Criteri di selezione. Il criterio di selezione sarà per titoli e le domande, dovranno pervenire a CoSviG entro il 9 aprile. 
 
Le modalità sono 3: 
- posta ordinaria via raccomandata con ricevuta di ritorno indirizzata a CoSviG Scrl, via Vincenzo Bellini 58, 50144 Firenze; 
- posta elettronica certificata all'indirizzo posta@pec.cosvig.it ; 
- a mano, in busta chiusa al centro per l'Impiego di Poggibonsi, località Salceto 121, a Poggibonsi (apertura: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 8.45 alle 12.30 e martedì e giovedì dalle 15 alle 16.30).

Da "Il Tirreno" di Sabato 22 Marzo 2014

giovedì 26 dicembre 2013

Oltre un milione di fondi per le energie rinnovabili

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Cosvig contro la crisi, bando triennale per le aziende di Pomarance e Castelnuovo Tra le condizioni essenziali per fare domanda, quella di creare posti di lavoro



POMARANCE - Garantire nuovi posti di lavoro e avere la sede a Pomarance o a Castelnuovo Valdicecina. Queste le due condizioni essenziali per partecipare al bando triennale anti-crisi promosso da Cosvig - Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche - insieme ai Comuni soci.
Sono 1 milione e 220mila euro i contributi a disposizione per le imprese del territorio che intendano investire nel settore delle fonti energetiche rinnovabili e dell’efficientamento energetico. 
«Le domande saranno presentabili a sportello fino al 31 ottobre 2016, salvo esaurimento fondi: tutte le informazioni al riguardo sono consultabili sul nostro sito www.cosvig.it alla sezione bandi», dicono dal Consorzio. «La crisi economica è ancora un problema contingente ed è particolarmente sentito nei territori che già scontano problemi di marginalità dovuti in primo luogo alle difficoltà infrastrutturali legate alle viabilità. Per questo motivo Cosvig, in accordo con i propri soci, ha intrapreso un’iniziativa sul proprio territorio con l’obiettivo di contrastare la crisi», continuano e vanno nel dettaglio. 
Possono fare domanda le iniziative imprenditoriali che incentivino lo sviluppo di attività economiche; oppure progetti concepiti nella logica della condivisione territoriale rispetto alle direttrici di sviluppo del sistema economico locale, che dovrebbero introdurre elementi di innovazione sia dal punto di vista della diffusione delle energie rinnovabili che della sensibilità e della corretta informazione sull’efficienza energetica in ambito produttivo. 
Le tipologie d’investimento che possono essere finanziate riguardano la ristrutturazione di immobili strumentali all’attività d’impresa, il rinnovo o l’adeguamento di impianti, macchinari, attrezzature per il miglioramento delle prestazioni energetiche, l’acquisizione di marchi e brevetti, le spese sostenute per innovazioni di prodotto o processo in chiave energeticamente più efficiente sino all’avvio di nuove imprese. 
Tutte queste tipologie d’investimento potranno accedere ad un contributo a fondo perduto non superiore al 30% delle spese di progetto, con un ammontare minimo di spese rendicontabili pari a 50mila euro e per un contributo massimo sino a 200mila euro. 
È previsto anche un sistema di premialità aggiuntive sino ad un massimo del 15% nel caso ricorrano specifiche condizioni. Tra queste l’incremento di occupazione, la nuova occupazione femminile o giovanile, l'imprenditoria femminile o giovanile, la formazione per i lavoratori, i miglioramenti ambientali o tecnologici, il partenariato con istituti di ricerca o la collaborazione con altre imprese. 

da “Il Tirreno” di Mercoledì 24 Dicembre 2013

mercoledì 2 ottobre 2013

Tetti pubblici: là dove il sole batte i Comuni risparmiano sulle spese

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VOLTERRA - A Castelnuovo quei pannelli solari a copertura di una parte dell’istituto scolastico rendono qualcosa come 30mila euro l’anno. 
I cugini geotermici di Pomarance, invece, sono ancora più soddisfatti dell’investimento: il sole che batte sui tetti in silicio della palestra del Gallerone, copre, annualmente tutte le spese energetiche. Pure i pannelli solari piazzati sullo stadio sono un contributo alle casse comunali non da poco. 
Eppure la riqualificazione energetica degli edifici comunali non tocca tutti e quattro i Comuni dell’Alta Valdicecina: indossano la maglia nera Montecatini Valdicecina e Volterra dove nel 2013 ancora c’è la cultura dell’energia del sole sulle strutture comunali. 
Sul Colle etrusco la mancanza di operazioni green viene sollevata, con non poche polemiche, dal gruppo di opposizione di Progetto Originario. Quando ancora i consiglieri di minoranza di Po erano in maggioranza esisteva un progetto per la piscina comunale: siamo nel 2010. «Ogni anno l’impianto natatorio carica sulle spalle comunali cifre che superano le 200mila euro tra metano, energia elettrica e acqua: peccato che uscita la nostra componente dalla maggioranza, questo piano energetico fu prontamente abbandonato dalla giunta Buselli», ricordano gli attivisti. Altro elemento contro: nell’ultima variazione di bilancio salta fuori una maggiore spesa di 90mila euro causata dai consumi dei pochi giorni di temperatura sotto zero capitati lo scorso anno. «Impianti vecchi – continuano – vogliono dire frequenti problemi: infatti tutti gli anni le scuole rischiano di restare all’addiaccio per i guasti». Vero è che nel caso di edifici storici e vincolati dalla Sovrintendenza, c’è una legge regionale che vieta l’installazione di pannelli solari. Ma per gli edifici storici, appunto. 
Anche Montecatini ammette di non avere pannelli solari sui tetti degli edifici pubblici, anche se l’amministrazione comunale ha avviato studi in questo senso per ovviare. 
«Gli investimenti fatti sulla palestra del Gallerone e sullo stadio con i pannelli solari fanno risparmiare il Comune, è innagabile: abbiamo un bando non ancora definitivo per fare la stessa operazione sulle scuole di Montecerboli, Serrazzano e Lustignano – dice la sua il sindaco di Pomarance Loris Martignoni – I contributi per questi investimenti sembravano fossero finiti, per questi ci siamo rallentati un attimo, ma siamo intenzionati ad andare avanti». 
Anche la vicina amministrazione comunale di Castelnuovo va orgogliosa dell’investimento fatto sulla copertura della palestra dell’istituto scolastico del capoluogo. «Le entrate dalla produzione di energia non ce la fanno ad abbattere i consumi integrali, ma ogni anno i pannelli solari rendono qualcosa come 30mila euro», chiude il sindaco Alberto Ferrini.

Da "Il Tirreno" di Mercoledì 2 Ottobre 2013

venerdì 27 settembre 2013

L’INAUGURAZIONE: Atteso con Enrico Rossi anche Renzo Piano al neo Museo della geotermia

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POMARANCE - Un taglio del nastro in grande stile. A dimostrazione che la Regione tutta punta sul turismo geotermico ci sarà pure il presidente Enrico Rossi, lunedì al villaggio Enel Green Power di Larderello per l’ inaugurazione del nuovo museo della Geotermia, alla presenza dell'amministratore delegato di Enel Green Power Francesco Starace. 
Tra gli ospiti è attesa anche il neo senatore a vita Renzo Piano, 76 anni, genovese, considerato uno degli architetti più brillanti nel panorama mondiale della progettazione. Si preannuncia una cerimonia in grande stile quella di lunedì. 
Si comincia alle 10 per far conoscere la struttura completamente rinnovata ad alto contenuto tecnologico e multimediale, aperta al mondo delle scuole, della ricerca e a tutti coloro che sono interessati a conoscere il fenomeno geotermico e i suoi sviluppi industriali attraverso la storia nei secoli: dalle terme etrusco romane agli usi nel settore della chimica fino alla scoperta elettrica e all'avvio dell'industria geotermoelettrica. 
Oggi la geotermia toscana produce più del 26% del fabbisogno elettrico regionale ed esporta nel mondo il know how sviluppato a Larderello e nelle aree geotermiche della Toscana, tra le province di Pisa, Siena e Grosseto. 
L'inaugurazione del Museo cade nel centenario dell'entrata in esercizio della prima centrale alimentata da vapore geotermico, avvenuta nel settembre 1913. 
«In questi anni facendo un conto delle presenze emerge chiaro che il turismo geotermico da noi ha retto – commenta il sindaco di Pomarance, Loris Martignoni – Questo ulteriore investimento è una conferma in più: ora le visite annue registrate contano 25mila presenze, ma l’obiettivo è quello di tornare agli anni d’oro, quando il museo contava quasi 40mila visitatori», chiude.

Da "Il Tirreno" di Venerdì 27 Settembre 2013

venerdì 20 settembre 2013

Geotermia, 500 milioni in 5 anni

Entro fine 2013 anche Pomarance e Castelnuovo
nel centro di Sesta

POMARANCE - Buone nuove sulla geotermia. I tre soggetti in campo sono Regione, Enel e Cosvig.
Sarà proprio il consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche di proprietà dei Comuni “a vapore”, tra cui anche Pomarance e Castelnuovo che entro la fine dell’anno, gradualmente, passerà alla direzione del centro sperimentale di Sesta, a Radicondoli, attualmente diretto da Enel. L’accordo definitivo dovrà arrivare entro il 2013.
Enrico Rossi in visita nei territori della geotermia ha incontrato i vertici dei comuni dell’area, tra cui Pomarance e Castelnuovo, per confrontarsi con le amministrazioni locali sul tema dello sviluppo geotermico regionale.
«Il nuovo piano energetico – ha detto Rossi – che ci apprestiamo ad approvare in giunta regionale valorizzerà molto la risorsa geotermica. Davanti all'obiettivo, di qui al 2020, di incrementare del 10% l'utilizzo di fonti rinnovabili la geotermia svolgerà un ruolo primario. Nel nuovo piano si prevede che questo incremento dovrà essere prodotto per il 55% dalla geotermia a media entalpia».
Nel corso del convegno Enel ha confermato il proprio impegno in Toscana, annunciando un piano di investimenti per il prossimo quinquennio di 900mila euro, di cui oltre 500mila, per lo sviluppo della geotermia nelle zone geotermiche di Larderello, Radicondoli, Lago Boracifero.
Nel luglio scorso la Regione ha promosso un’intesa per la creazione di un polo tecnologico nel settore energetica di cui il primo tassello è stato la firma di un protocollo, sottoscritto da Regione, Enel, Nuovo Pignone, Ansaldo, Cnr e Cosvig.
«Stiamo valutando questa operazione, che potrebbe essere molto importante per il territorio - afferma il sindaco di Pomarance Loris Martignoni – il centro potrebbe costituire un banco di prova di livello nazionale e internazionale per i costruttori di turbine, perciò si sta valutando se in qualche modo possa essere trasferito alla Regione, acquisito da Cosvig, e gestito da Cosvig, va da sé che i comuni siano interessati a l’operazione, è chiaro che se questo centro si perdesse, i costruttori italiani avrebbero difficoltà notevoli ed esporterebbero probabilmente all’estero la necessità di queste sperimentazioni».
Entusiasta anche il collega Alberto Ferrini, sindaco di Castelnuovo. «La struttura è molto vicina a noi anche geograficamente, l'interesse è fare sistema, con Pomarance – dice – la Regione investirebbe risorse per un’operazione che salva il salvabile, l'Enel lo dimetterebbe, quindi positivo che si cerchi un'alternativa, che però deve essere convincente per il territorio in termini di ricadute, sia occupazionali sia per sviluppi futuri in prospettiva, con la certezza che questo organismo poi cammini da solo».
E chiude: «Abbiamo avuto aperture da Rossi anche in relazione a iniziative locali sulla viabilità, sempre con i fondi della geotermia, a cui la Regione è disposta ad aggiungere il proprio contributo».

Da "Il Tirreno" di Venerdì 20 Settembre 2013

martedì 12 marzo 2013

Lampo Green Gas, prima pietra

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 Al via il cantiere a Larderello, almeno un anno di lavori. Si creeranno quindici posti di lavoro


POMARANCE - L’area è recintata. Dà il senso del cantiere e della prospettiva che si lega all’insediamento della Lampo Green Gas.
Un investimento annunciato da tempo e che adesso inizia a prendere forma a Larderello. La società ha progettato la costruzione di uno stabilimento per la purificazione e il recupero dell’anidride carbonica ad uso alimentare e industriale. 
L’intervento, che insiste nella parte superiore del Pip, a fronte di un investimento di 8 milioni di euro promette di portare sul territorio una quindicina di posti di lavoro. Un punto fermo, dopo anni di attesa. Che è parte del disegno di un distretto geotermico specializzato, che si promette di recuperare e localizzare sul territorio quell’indotto di addetti a servizio della geotermia targata Enel.
Servirà almeno un anno prima della messa in marcia della Lampo Green Gas. In pratica, l’azienda recupererà le circa 70mila tonnellate di anidride carbonica in uscita dall’impianto Amis della centrale Valle del Secolo di Enel Green Power, ovvero ciò che risula in atmosfera dal processo che consente di ridurre del 95% le emissioni di mercurio e di circa il 70-80% quelle di idrogeno solforato, il composto responsabile del caratteristico sgradevole odore delle emissioni geotermiche.
Il sindaco di Pomarance Loris Martignoni prova a gettare lo sguardo in avanti: «In Toscana ci sono una trentina di Amis per cui l’operazione potrebbe essere replicabile, nel solco di sfruttare le possibilità che si accompagnano alla geotermia». Passa da Larderello l’asse occupazionale e produttivo e arriva al Pip di Pomarance, dove sono in corso i lavori per l’urbanizzazione delle aree. «Quest’ultimo sarà pronto prima dell’estate – dice Martignoni –. Ci sono già alcune aziende che si stanno interessando. Tra le altre un’azienda che vorrebbe sfruttare la disponibilità di vapore per l’essicazione del legname». 
Nel Pip di Larderello, nella parte bassa dell’area, s’insedierà una realtà della zona specializzata nell’industria e servizi, dall’Emilia Romagna arrivano trattamenti dei fanghi di perforazione e da Piombino una società di carpenteria. Inoltre, vicino alla zona degli insediamenti produttivi è sbarcata un’azienda di Civitavecchia che fa analisi metallografiche.
«Ha acquistato una palazzina in cui attrezzerà il laboratorio», dice il sindaco di Pomarance.
Qualche previsione e un bilancio indicativo il primo cittadino pomarancino prova a farli. «Enel ha assunto centotrenta ragazzi per dare nuova linfa al turn-over nell’ambito dei nove Comuni geotermici tra il 2009 e il 2013 – sostiene Martignoni –. Lampo Green Gas metterà al lavoro una quindicina di persone, di cui cinque indiretti nell’ambito delle manutenzioni, e le altre rrealtà che arriveranno nel Pip di Larderello porteranno circa sessanta posti di lavoro. Si tratta di imprese che prima erano itineranti sul territorio. 
Auspichiamo che lavorino con manodopera del luogo e che portino ricchezza».

 

Poste chiuse, più corse del bus

2688Larderello, il Comune di Pomarance corre ai ripari per alleviare i disagi


  
LARDERELLO - Bus navetta, più corse per far fronte ai disagi dovuti alla chiusura dell’ufficio postale di Larderello. Passano da due a tre le corse settimanali in direzione Montecerboli, andata e ritorno: il lunedì, mercoledì e venerdì.
A disporlo è l’Unione montana dell’Alta Valdicecina, che fino a giugno rafforza il servizio di prossimità stipulato in convenzione con l’Autonoleggio Il David.
Ha chiuso nella seconda metà di dicembre l’ufficio postale di Larderello. «Una decisione presa in maniera unilaterale da Poste Italiane – dice il sindaco di Pomarance, Loris Martignoni –, che non ha lasciato spazio a nessuna contrattazione».
Che aggiunge: «Le possibilità per una futura riapertura sono davvero poche. Abbiamo richiesto all’azienda di installare un Postamat a Larderello, che consentirebbe di fare almeno alcune operazioni con l’utilizzo del bancomat».
Le contromisure prese dall’amministrazione pomarancina sono quelle d’intensificare il bus navetta per la frazione di Montecerboli, dove Poste ha mantenuto un suo ufficio, e di usufruire del servizio “Ecco Fatto”, che prevede la presenza di due persone che saranno utilizzate anche per le esigenze “postali” dei cittadini di Larderello.
La frazione geotermica è in pieno sviluppo. Ci sono le previsioni legate all’insediamento di nuove attività produttive nel Pip.
E alcune certezze. Il paese si sta ingrandendo. Sono poco meno di duecento gli appartamenti venduti e che un tempo erano di Enel. In più c’è il centro di Enel Green Power che promette altre importanti prospettive per Larderello. Partirà tra la fine del mese e l’inizio di aprile, invece, il servizio “Ecco fatto”, messo a punto da Uncem con la Regione Toscana. Saranno i ragazzi del Servizio civile a coprire, almeno in parte, il vuoto lasciato da Poste e a far fronte ad altre esigenze dei cittadini.
 Da "Il Tirreno" di Martedì 12 Marzo 2012

sabato 23 febbraio 2013

Nasce il laboratorio geotermico a Larderello la ricerca applicata

Approvato dalla Regione Toscana il progetto definitivo presentato dal Cosvig, investiti 800mila euro Energea gestirà la struttura per lo studio di nuovi impieghi del vapore, a bassa e media entalpia

POMARANCE - C’è il progetto definitivo, approvato dalla Regione Toscana. L’investimento, che supera gli 800mila euro, promette di rilanciare la filiera delle applicazioni geotermiche. 
Sorgerà a Larderello il Laboratorio del Centro di eccellenza per la geotermia. Sarà una realtà di competenze avanzate per la sperimentazione e la messa a punto di prototipi e processi. 
Le chiavi: l’innovazione e il trasferimento tecnologico in chiave geotermica. Nell’area di Larderello mancava una struttura che ospitasse studi applicati di settore e che mettesse a disposizione di enti e imprese le conoscenze dei ricercatori in un’ottica di valorizzazione della risorsa endogena. 
Tra le attività del laboratorio le applicazioni per le produzioni geotermoelettriche a media entalpia. Ma anche le utilizzazioni di tipo diretto a bassa entalpia, come il teleriscaldamento o gli usi industriali, e a bassissima entalpia, ovvero le pompe di calore geotermiche per la climatizzazione di ambienti. 
Inoltre, il centro erogherà servizi avanzati alle imprese e agli enti, con lo scopo di favorire e rilanciare la filiera geotermica toscana, creare nuove opportunità occupazionali, ospitare diverse tipologie di laboratori e di strumentazioni e usufruire dell’apporto di competenze da parte dei partner scientifici di Cosvig. 
La gestione del laboratorio, una volta ultimato, sarà affidata a EnerGea, società con sede proprio a Larderello e di cui lo stesso Cosvig, nonché l’Università di Pisa e la Scuola Superiore Sant’Anna sono soci.

Martignoni: «Sarà un braccio operativo per testare utilizzi innovativi della risorsa»

«Sarà un braccio operativo fondamentale». Non ha dubbi il sindaco di Pomarance Loris Martignoni (nella foto) sulla portata del laboratorio a servizi del Centro di eccellenza per le geotermia di Larderello. «Consentirà di fare sperimentazioni e attività di ricerca che possono essere trasferite sul territorio». Un risultato che trova sede nel territorio di Pomarance ma dai confini più ampi. «Lo si deve a un insieme di soggetti – dice –. Alla Regione Toscana, alla Provincia di Pisa, ai Comuni geotermici e al Cosvig. 
L’apertura del laboratorio farà fare un significativo balzo in avanti al Centro di Larderello. Avrà sede nell’ex scuola, in quella che un tempo era l’officina, si trova al piano terra dell’edificio. 
Garantito anche l’approvvigionamento del fluido perché i vapordotti passano a una distanza di appena dieci metri».
da "Il Tirreno" di Venerdì 22 Febbraio 2013

domenica 22 aprile 2012

La centrale a biomasse traslocherà alla discarica

L’amministrazione sta cercando un accordo con l’imprenditore. Soddisfazione del comitato nato per contrastare l’impianto all’ombra della Rocca.
POMARANCE - All’orizzonte prende forma la possibilità, neppure troppo remota, di far traslocare il progetto della contestata centrale a biomasse nella zona della discarica del Bulera. Da quella valle all’ombra della storica Rocca Sillana, la Società agricola Solare potrebbe scegliere di far costruire l’impianto nella zona delle vecchie serre, in terreni di sua proprietà.
Dopo la petizione-contro organizzata dagli imprenditori agricoli e dai cittadini di Pomarance, la creazione di un comitato e il congelamento temporaneo del progetto in conferenza dei servizi - la Provincia è in attesa di integrazioni da parte della società -, ecco che la politica pomarancina sta cercando di trovare una soluzione che non scontenti. Da una parte la popolazione, dall’altra l’imprenditore che sta cercando di investire in loco per produrre energia rinnovabile.
«Come Comune – spiega il sindaco Loris Martignoni – dobbiamo essere bravi a governare il territorio, con gli strumenti adatti a non subire scelte, bensì a orientarle».
Il messaggio di Martignoni è chiaro: non si può dire di no a prescindere, se non si produce energia alternativa è difficile stare al passo con i tempi. L’importante è governare il processo di modernizzazione. Così lunedì il sindaco, insieme alla Sovrintendenza, che deve ancora esprimere il parere sull’operazione e con l’imprenditore che vuole fare l’investimento, hanno fatto un sopralluogo nell’area interessata dalla centrale, a Molino di Terra Rossa. Il gruppo è salito pure alla Rocca Sillana, per valutare l’eventuale impatto visivo.
Quello che la mantovana Società agricola Solare ha intenzione di realizzare in terreni di sua proprietà è un impianto che sfiora il megawatt di potenza elettrica.
Per la legge la centrale, che rientra tra quelle alimentate da fonti rinnovabili, è soggetta ad autorizzazione unica da parte della Provincia.
Ma in ballo oltre alle osservazioni, in testa quelle del Comune, c'è anche una normativa che Regione a breve varerà per regolare questi impianti. E c’è, inoltre, una sfilza di integrazioni tecniche e ambientali che l’imprenditore deve apportare.Da parte loro i signori dell’agricoltura sono soddisfatti della posizione dell’amministrazione.
Con un sindaco che, sull’onda dell’incontro avuto con il giornalista Piero Angela a cui è andato il premio Larderello in un teatro Florentia affollatissimo, è ancora più convinto che l’energia deve essere prodotta e governata. «Angela ha sottolineato quanto l’energia sia il motore del mondo e dell’intelligenza, alla politica il delicato compito di gestire in modo oculato la produzione».
Da "Il Tirreno" di Domenica 22 Aprile 2012

lunedì 2 aprile 2012

Centrale a biomasse bloccata

«Richieste integrazioni»







POMARANCE - È temporaneamente bloccato il progetto di centrale a biomasse all’ombra della Rocca Sillana, a San Dalmazio.
La sfilza di “no” messa sul piatto della conferenza dei servizi, in Provincia, crea titubanze: l’imprenditore che vuole l’impianto, la mantovana Società agricola solare, deve portare integrazioni al progetto.
Proprio per rispondere ai pareri negativi sfornati dal Comune di Pomarance, dall’Unione dei Comuni, dalla Sovrintendenza. Senza dimenticare le 300 firme raccolte dagli imprenditori agricoli e dai cittadini che subito si sono mobilitati con la petizione contro, inviata anche in Provincia.
«L’imprenditore deve portare integrazioni e tutto è rimandato alla prossima conferenza dei servizi, ancora da definire», spiega il sindaco Loris Martignoni. Domani il primo cittadino convocherà la Società Agricola.
«In Provincia mi hanno detto che a breve la Regione uscirà con la normativa per regolare questo tipo di impianti, intanto ci tengo a ricordare che il nostro regolamento urbanistico non prevede in quell’area una centrale del genere. Voglio incontrare l’imprenditore per spiegare con onestà la situazione e trovare un punto di incontro».
Da "Il Tirreno" di Domenica 1 Aprile 2012

mercoledì 28 marzo 2012

No a Puretta e alla centrale Il Comune non ha dubbi

Impianto a biomasse e accordo Solvay dibattuti nel consiglio aperto L’amministrazione di Pomarance mette i “paletti” e prosegue la concertazione



POMARANCE - Una sfilza di no ufficiali contro la centrale a biomasse che dovrebbe sorgere vicino alla Rocca Sillana. E sulla delicata questione Solvay ormai prossima ai tavoli finali dell'accordo di programma, arriva una presa di posizione netta, dell' amministrazione di Pomarance: sì al protocollo-ponte, ottimo il percorso di concertazione tra Regione, Solvay e tutte le istituzioni, ma per la prima volta il sindaco dice no al progetto dell'invaso di Puretta (connesso al rilascio delle concessioni Cecina e Poppiano e alla risoluzione dell'annosa criticità idrica).
I temi del consiglio aperto sono sentiti. Il Comitato in difesa dell'Alta Valdicecina applaude la presa di distanza dell'amministrazione dal contestatissimo invaso, considerato da più parti un evitabile scempio, non risolutivo del problema (700mila metri cubi di capienza).
Contrari all'impianto. Un no di pancia, quello di cittadini e imprese agricole che hanno raccolto 300 firme contro. E un no tecnico e politico dell'amministrazione: la location dell'impianto della società agricola Solare (sfiora il megawatt) vicino alla Rocca Sillana non è previsto dal regolamento urbanistico. No dalla commissione paesaggio; dall'Unione dei Comuni che pone dubbi sulla coltivazione attraverso la quale l'impianto si dovrebbe auto-alimentare. Ovvero, una specie di tabacco.
Inoltre, il Ptc della Provincia prevede che questi impianti siano installati a 50 metri dal bosco: le condizioni mancano, verrebbe disboscata la zona, successivamente reintegrata altrove.
«Porteremo il nostro no in conferenza dei servizi anche se vi dico – e si rivolge ai tanti imprenditori agricolo presenti – che l'azienda ha seguito la normativa, la centrale è soggetta ad autorizzazione unica e potrebbe realizzarsi lo stesso», sottolinea il sindaco che si auspica che, presto, la Regione normi meglio le biomasse, in accordo con i Comuni.
Avanti con Solvay senza Puretta. Martignoni ripercorre le ultime vicende legate a Solvay. Una strada verso il rilascio delle concessioni che la Regione, su pressioni, ha deciso di condividere con le istituzioni coinvolte.
Pomarance firma il protocollo-ponte, che porta alla trattativa finale, per rivedere l'accordo di programma monitorato del Ministero. «Le carte bollate servono solo a far scomparire una delle parti in causa, la politica deve risolvere le questioni ai tavoli».
Concorda il segretario del Pd Garfagnini: «Lo scontro non porta a niente».
La dichiarazione che apre margini per una rivoluzione "idrica" per il futuro della zona arriva da Martignoni: no a Puretta. «Sostenevamo il progetto, ma adesso alla luce dei 3 ricorsi al Tar, abbiamo maturato l'idea che non sia più fattibile. Abbiamo incontrato altri interlocutori per avallare un progetto alternativo che è quello di Pian di Goro».
Da "Il Tirreno" di Domenica 25 Marzo 2012

mercoledì 21 marzo 2012

BASTA CARO BENZINA, POMARANCE VUOLE IL GPL

Il sindaco Martignoni in prima linea: disposti a far aprire in zona un distributore che lo eroghi



POMARANCE Una mannaia pressochè quotidiana che incombe sui tanti pendolari dell’Alta Valdicecina, la benzina. Il problema è sentito più che mai sul territorio, visto che al momento non ci sono distributori che erogano il più economico Gpl, gas di petrolio liquefatto.
«Il benzinaio più vicino che c’è in zona e che ha anche Gpl è a Cecina», premette Loriano Fidanzi, consigliere con delega di Pomarance. Ecco che da settimane l’amministrazione guidata dal sindaco Loris Martignoni si è seriamente presa a cuore la questione.
«Nonostante le difficoltà delle norme vigenti in merito alla realizzazione di distributori di Gpl – continua Martignoni – siamo decisi anche a fare variazioni urbanistiche pur di portarne uno in zona, per questo a breve convocheremo una riunione con tutti i soggetti del settore».
Il Comune fa due calcoli. «Il continuo aumento della benzina costa qualcosa come 1.500 euro in più a famiglia all’anno, per chi abita in zone come la nostra dove si è costretti a pendere l’auto sia per recarsi al lavoro, per raggiungere i laboratori, ospedali, centri commerciali».
L’amministrazione è stata sensibilizzata in questa direzione anche da numerose richieste dei cittadini. «Secondo i nostri calcoli – continuano dall’amministrazione – un distributore di questo tipo porterebbe notevoli risparmi per i pendolari, basta fare semplici calcoli: un pieno di Gpl su un’auto di 1200 di cilindrata occorrono 23 euro, per circa 300 chilometri di autonomia, mentre se alla stessa vettura mettiamo l’equivalente di benzina si andfebbe a pagare un 40% in più»
Da "Il Tirreno" di Mercoledì 21 Marzo 2012

domenica 19 febbraio 2012

Scl, fotovoltaico e assunzioni L’azienda marcia a pieno ritmo

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Alla discarica di Bulera l’Enel ha avviato l’iter per collegare i pannelli di silicio alla rete elettrica Almeno 5 posti di lavoro in vista, altri arriveranno con l’avvio della produzione di stannato di zinco

POMARANCE Corre lungo un cavo dell’elettricità la nuova vita della discarica di Bulera. La parte dismessa e chiusa è destinata a restare un sito produttivo, con una copertura in pannelli fotovoltaici.
A dare il segno che i tempi per l’accensione dell’impianto sono maturi è la richiesta di Enel Distribuzione per la costruzione di un elettrodotto per «soddisfare la richiesta di allacciamento avanzata dalla Società Chimica Larderello in via discarica di Bulera, per un impianto di produzione da fonte solare».
Una prima tappa del protocollo d’intesa, che ha segnato la svolta nella gestione della Società del 2010, si chiude in positivo. Così come lo scorso anno, che è stato archiviato con un fatturato nell’ordine dei 30 milioni di euro.
Il tutto nel segno del piano di rilancio da 13 milioni di euro. Investimenti che stanno portando nuova linfa e prospettive all’azienda. Al punto che la proprietà conferma l’impegno nei prossimi mesi ad aprire i cancelli a nuovi assunti. È quanto riferisce la responsabile della camera del lavoro di Volterra Sonia Antoni: «La direzione ci ha presentato un programma di investimenti e di nuove assunzioni, almeno 5 persone. Un numero da non sottovalutare visto lo scenario generale di crisi». Che aggiunge: «Già adesso alcune postazioni sono in sofferenza e si fanno parecchi straordinari».
Un colpo d’acceleratore arriverà con il trasloco a Larderello delle produzioni inglesi. La Scl, infatti, ha inglobato la storica società inglese Joseph Story, leader nella produzione dello stannato di zinco. E il piano prevede di chiudere lo stabilimento oltremanica. Un passaggio a cui si accompagnano nuove assunzioni di manodopera, personale qualificato, ricercatori e giovani laureati.
Attualmente Scl è l’unico produttore europeo di specialità a base di boro, che trovano applicazione in svariati settori, dal chimico al farmaceutico, dal nucleare all’elettronico. La società vende i propri prodotti in tutto il mondo, distribuendoli in oltre 50 Paesi. Una settantina i dipendenti, di cui 50 a Larderello. Uffici a Milano e sedi commerciali negli Stati Uniti, in Germania e nella Repubblica Popolare Cinese. Dei 13 milioni del piano industriale 5 sono per migliorare l’impianto della discarica: un milione e mezzo per il trattamento del percolato con un impianto specifico e 3,5 milioni per il “capping" del sito. I restanti 8 milioni, invece, sono tutti per l’area industriale e comprendono il regolamento Reach, la cui applicazione richiede un investimento di 1,5 milioni di euro, il rinnovo degli impianti (2 milioni), l'espansione della capacità produttiva (un milione), l'ampliamento della rete commerciale (un milione e mezzo di euro) e il lancio di nuovi prodotti con una quota di 2 milioni di euro.

Da "Il Tirreno" di Domenica 19 Febbraio 2012

Centrale a biomasse in Provincia un nuovo progetto 

Biomassa
POMARANCE Molino di Terra Rossa. La località potrebbe presto prestare il nome alla centrale a biomasse che la mantovana Società Agricola Solare ha intenzione di realizzare in terreni di sua proprietà nella località pomarancina.
Un impianto che sfiora il megawatt di potenza elettrica e per il quale è già stata avanzata la richiesta di autorizzazione alla Provincia di Pisa.
Per la legge la centrale che rientra tra quelle alimentate da fonti rinnovabili è soggetta ad autorizzazione unica. E la Provincia lo scorso 2 febbraio ha dato il via al procedimento che entro novanta giorni si dovrà concludere con un pronunciamento della conferenza dei servizi. La conferenza è fissata per il 27 marzo, ma entro il 20 gli enti chiamati al tavolo tra cui il Comune dovranno presentare il proprio parere.
In Comune si studiano le carte, anche se di progetti definitivi non ce ne sono per adesso. «Si tratta di valutare il progetto anche rispetto a quanto previsto dal nostro regolamento urbanistico – dice il sindaco Loris Martignoni –.
Ad oggi la normativa consente l’installazione di centrali nel fondovalle del Cecina e in altri luoghi ma a condizione che contribuiscano al teleriscaldamento».
Da "Il Tirreno" di Domenica 19 Febbraio 2012

lunedì 12 settembre 2011

Poche aziende nella vetrina vip della geotermia

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Martignoni: «Non si può stare alla finestra e promuoversi solo sul territorio»

 

 

POMARANCE. Due o tre aziende di Larderello e dintorni presenti all’expò di Firenze sulle energie rinnovabili sono poche, secondo il sindaco Loris Martignoni.
«Sarà una vetrina importante e andava sfruttata meglio», spiega il capo dell’amministrazione comunale. Su una cinquantina di espositori presenti a Energetica alla Fortezza da Basso (dal 22 al 24 settembre), circa 25 saranno presenti alla parte di Padiglione Spadolini riservata a Expo Pomarance. E di queste solo tre della Valdicecina. 
«Forse Firenze ha intimorito un po’ gli imprenditori - spiega Alessandro Muzzupappa, organizzatore e ideatore della rassegna pomarancina, quest’anno in trasferta a Firenze - anche se l’aspetto geotermico sarà comunque affrontato e rappresentato al meglio». 
Secondo il primo cittadino Loris Martignoni, uno dei motivi che hanno impedito alle imprese dell’Alta Valdicecina legate alla geotermia e alle energie rinnovabili è anche fisiologico rispetto alla crisi economica. «Il nostro territorio è sempre stato costituito da persone dipendenti da Enel - dice il sindaco - e il tessuto imprenditoriale legato a questo settore si è cominciato a formare da poco tempo». Le premesse servono, in qualche modo a giustificare gli scarsi numeri che andranno a rappresentare il territorio in quel di Firenze. «Questo insieme alle difficoltà oggettive della situazione economica - continua - hanno tolto un po’ di slancio ed entusiasmo alla partecipazione a questa manifestazione.
Certo è che non si può stare alla finestra o promuoversi solo sul territorio di riferimento. Servono iniziative e voglia di raggiungere un pubblico diverso da quello a cui siamo abituati». 
Suonano come un’esortazione al tessuto imprenditoriale di zona le parole del sindaco. anche perché la prima edizione di Expo Pomarance fu realizzata nel 2008 e in quella circostanza gli espositori presenti erano 24. L’anno successivo le aziende presenti salirono a 39, di cui circa 15 della Valdicecina. Poi la decisione di rendere l’iniziativa biennale e la scelta del trasferimento a Firenze per l’edizione 2011 che resterà un evento unico.
«Dalla prossima volta si tornerà a Pomarance», afferma Martignoni. A Firenze, si parlerà di tecnologie da e per le energie rinnovabili, ma attraverso il Cosvig sarà vissuto anche una sorta di tour industriale della Toscana a cominciare proprio dalle attività geotermiche di Larderello.
«Sarà l’inizio di un giro virtuale delle risorse della nostra regione - spiega Muzzupappa - che proprio nelle rinnovabili e nella geotermia ha uno dei suoi motori economici e di sviluppo di maggior rilievo».

Da "Il Tirreno" di Domenica 11 Settembre 2011

mercoledì 6 aprile 2011

Il boro Scl nell’emergenza Giappone

Il prodotto di Larderello contro le radiazioni dell’impianto di Fukushima.
Il sindaco Martignoni: tramite l’ambasciata è stato siglato un accordo, segno tangibile che l’azienda sta crescendo.

La Società Chimica è la migliore al mondo nella produzione della sostanza

LARDERELLO. Giappone chiama, Scl risponde. L’emergenza terremoto e poi quella tsunami e la conseguente tragedia legata alla radioattività della centrale nucleare di Fukushima hanno portato Tokyo a chiedere l’aiuto dell’azienda di Larderello per una fornitura di boro che aiuterà a riportare la normalità nella provincia del Sol Levante.
«La Società Chimica, infatti, è la migliore al mondo nella produzione di questa sostanza - ha spiegato il sindaco di Pomarance Loris Martignoni - e tramite l’ambasciata giapponese e il loro ministero dell’industria è stato siglato un accordo per la fornitura in un Paese la cui industria è praticamente paralizzata».
Il Boro marchiato Scl, secondo quanto spiegato, ha una qualità elevatissima, grazie alla grande attività di ricerca dell’azienda.
«Fra l’altro - ha proseguito il sindaco - Scl sta già operando sul boro 10, l’elemento che sarà utilizzato nelle centrali di quarta generazione».
Senza entrare in troppi tecnicismi, il motivo per cui l’industria nucleare giapponese ha richiesto il boro made in Larderello è legato all’acqua contenuta fra il reattore e il nucleo. «Questa contiene proprio la sostanza in questione - ha sottolineato Martignoni - e la sua funzione è quella di raffreddare l’impianto. Cosa fondamentale in questa fase nella specifica situazione di Fukushima. Più alta è la qualità del boro, migliore sarà l’operazione di raffreddamento. Ecco, perché è stata chiamata in causa la Scl. Oltre al fatto che questo materiale è giunto in Giappone da ogni parte del mondo, ma desso le scorte cominciano a scarseggiare».
Scl ha tentato a lungo di entrare nel mercato giapponese, ma nonostante tutto non era mai riuscita ad agganciare il filone giusto. L’azienda di Larderello è già fornitrice di boro in esclusiva della Edf, la società che gestisce le centrali nucleari transalpine. Adesso avrà l’opportunità di misurarsi con una realtà estremamente in difficoltà e sotto la lente d’ingrandimento di tutto il mondo. «E’ una bella sfida - afferma ancora il sindaco - ma già il fatto di essere stati chiamati testimonia la crescita di questa azienda che solo pochi mesi fa era in grosse difficoltà».
Martignoni sottolinea la bravura di chi guida Scl in questo momento, ma rivendica anche l’operazione di salvataggio dello stabilimento della Valdicecina condotta in porto con l’aiuto di tante parti in causa. «Abbiamo lavorato molto per giungere a questo accordo - riprende - con grandissime difficoltà, ma basandoci sostanzialmente su dati di fatto inequivocabili. Questa azienda aveva la struttura, la capacità e il mercato per far bene. Non è stato semplice, perché mettere insieme così tanti enti in ambito delicato come quello economico, ma anche quello ambientale ha richiesto una concertazione di alto livello. Ma poi, quando si raggiungono questi risultati e quando ci si trova a queste prospettive che senza dubbio poteranno crescita a una delle realtà industriali più importanti della nostra zona, la sensazione di aver vinto una scommessa è enorme. Ora starà a chi guida Scl a confermare quanto di buono è riuscito a fare fino a questo momento e a garantire sviluppo a uno dei punti di forza della nostra economia».

Da "Il Tirreno" di Mercoledì 6 Aprile 2011


giovedì 3 febbraio 2011

Manca la relazione geologica, la Regione boccia il parco eolico

Insieme per cambiare: progetto Enel al mittente per la terza volta

LUSTIGNANO. Lustignano tira un nuovo sospiro di sollievo. La frazione pomarancina, per la seconda volta, stava per essere adombrata da nuove pale eoliche legate al nuovo progetto di fattoria del vento di 9 aerogeneratori presentato da Enel sul Monte di Canneto, al confine con Monteverdi. «Il terzo progetto presentato da Enel è stato immediatamente rimandato al mittente a causa di una documentazione incompleta», fanno presente dal gruppo delle liste civiche Insieme per Cambiare.
Già due progetti targati Enel, che miravano a trasformare il Monte di Canneto in una selva di pale eoliche, sono stati bocciati dalla Regione Toscana. E anche il terzo fa la stessa fine.
«Sul poggio di Canneto è presente un’enorme frana, segnata anche sulla cartografia comunale, e nel progetto manca del tutto la relazione geologica. Forse non sono riusciti a trovare un geologo che attestasse la sicurezza del sito?», si chiedono.
Il Comune di Pomarance ha già avuto modo di manifestare il proprio parere negativo ad un progetto di 15 pale eoliche che impattava principalmente il borgo di Lustignano. «E Enel, curiosamente, dimentica di inviargli copia della documentazione», concludono.

Da "Il Tirreno" di Giovedì 3 Febbraio 2011


mercoledì 12 gennaio 2011

Insieme per Cambiare: bene la Regione sul fotovoltaico

Comunicato Stampa

La Federazione delle Liste Civiche Insieme per Cambiare appoggia pienamente la decisione della giunta Regionale di limitare fortemente la possibilità di installazione di centrali fotovoltaiche industriali nelle zone agricole: tale decisione è in linea con la salvaguardia del paesaggio toscano e con l’art. 9 della Costituzione, che lo ricordiamo ai molti che sembrano ignorarlo (in primis l’Assessore provinciale all’ambiente, Picchi), pone il paesaggio e la sua tutela come uno dei principi fondamentali della nostra Repubblica.
Oltre a rovinare il paesaggio (come accade in questi giorni a Monteverdi M.mo nei pressi dell’Abbazia di S. Pietro in Palazzolo) tali impianti sono anche dannosi per le tasche delle famiglie, che pagano di tasca loro gli enormi incentivi che vengono pagati ai produttori, creando occupazione in Cina dove i pannelli vengono prodotti e non certo da noi. Ancor più rovinosi lo sono per le industrie energivore che, già tartassate dal costo dell’elettricità più alto d’Europa, vedono aggiungersi un ulteriore balzello alle loro bollette e prima o poi chiuderanno, licenziando centinaia di persone.
A fronte di ciò abbiamo una produzione di elettricità del tutto irrilevante: i 3000 MW di fotovoltaico installati in Italia a fine 2010 costeranno alla collettività nei prossimi vent’anni oltre 20 miliardi di euro, avendo prodotto una quantità di energia elettrica pari allo 0,5% della richiesta.
Risulta evidente come le risorse pubbliche dovrebbero essere impiegate per attività più efficienti nel raggiungimento di obbiettivi ambientali, come le misure di efficienza energetica o al limite verso i piccoli impianti domestici che beneficiano finanziariamente le famiglie non i grandi speculatori.
Tali centrali sono dannose per l’agricoltura in quanto, al di là del terreno occupato, determinano un cambiamento della vocazione delle aziende che le realizzano ed esiste il rischio che le attività agricole diventino un’attività del tutto marginale rispetto alla produzione industriale di energia determinando la possibilità di un ulteriore abbandono dei campi, estremamente dannoso perché giustificato solo dalla presenza degli incentivi, e con un grave danno anche all’occupazione del settore.
Ci auguriamo che per una volta l’Assessore Picchi ponga realmente la tutela dell’ambiente davanti agli interessi di industrie e speculatori. Ci auguriamo infine che la stessa normativa regionale di tutela venga presto estesa anche alle centrali eoliche.

Fabio Tinelli Roncalli
Capogruppo Consiliare insieme per Cambiare Montescudaio

Loriano Fidanzi
Capogruppo Consiliare insieme per Cambiare Pomarance

Massimo Manetti
Capogruppo Consiliare insieme per Cambiare Monteverdi M.mo

Emilio Mancini
Capogruppo Consiliare insieme per Cambiare Riparbella


domenica 2 gennaio 2011

Inaugurata la nuova illuminazione

VALDICECINA IMPIANTO ANCHE ARTISTICO ALLA CENTRALE GEOTERMICA «SASSO 2»

ENEL GREEN Power e Comuni geotermici della Val di Cecina brindano al nuovo anno con un importante evento a fini artistici e turistici: è stato inaugurato, alla presenza del sindaco di Castelnuovo Valdicecina, Alberto Ferrini e di quelli di Pomarance, Martignoni, e di Monterotondo, Giannetti, nonché del responsabile Geotermia di Enel Green Power, Massimo Montemaggi, il nuovo impianto di illuminazione artistica della Centrale geotermica «Sasso 2», a Sasso Pisano.
Un intervento altamente spettacolare che fa risaltare la torre di raffreddamento e valorizza il territorio e le sue bellezze.
Si tratta di un’iniziativa di riqualificazione architettonica e paesaggistica promosso da Enel negli impianti geotermici della Toscana, da sempre risorsa per la regione con 5 miliardi di chilowattora annui che coprono il 25% del fabbisogno energetico toscano, ma anche valore aggiunto per il turismo di settore e di massa e per i cosiddetti usi plurimi con riflessi importanti in termini di sviluppo economico, teleriscaldamento e più in generale di crescita culturale, artistica e sociale dei territori geotermici.
La torre refrigerante assume il doppio ruolo di emettere dal suo interno una suggestiva luce bianca, che si riflette sulle acque di precipitazione, e di diffondere verso l’esterno la luce ambrata che dei fari proiettano sulle grandi superfici della membrana iperbolica. Dalle finestrature del fabbricato si diffonde un ulteriore effetto di illuminescenza.

Da " La Nazione" di Domenica 2 Gennaio 2011