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sabato 20 aprile 2013

Scl e le promesse mantenute investimenti e occupazione

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Larderello, inaugurato l’impianto per la produzione di antifiamma a basso impatto ambientale In tre anni 3 milioni di euro per ammodernare lo stabilimento e la discarica, 20 i nuovi posti di lavoro
 
LARDERELLO - Cinque assunzioni negli ultimi tre mesi. E lo sguardo proiettato sul futuro. 
Nonostante la crisi internazionale la Società Chimica Larderello tiene il passo. E raccoglie i primi frutti a tre anni dal Protocollo d’intesa con le istituzioni e i sindacati che ha legato lo sfruttamento e la messa in sicurezza della discarica di Bulera agli investimenti per rilanciare la presenza industriale di un’azienda che dall’Alta Valdicecina si proietta sui mercati internazionali, su cui realizza il 90% del proprio fatturato. 
Un investimento di 3 milioni di euro per un incremento dei livelli occupazionali diretti di 20 nuovi posti nell’ultimo triennio, oltre alle ricadute sull’indotto dell’Alta Valdicecina. Entra in esercizio l’impianto per la produzione di stannati di zinco, ovvero antifiamma a basso impatto ambientale.
Mentre in parallelo alla discarica di Bulera un moderno impianto consentirà l’integrale recupero delle acque di percolazione, destinate a soddisfare il fabbisogno idrico dello stabilimento di Larderello (circa 30mila metri cubi all’anno). 
«Qui ci sono le competenze e la disponibilità di energia geotermica che fanno di Larderello il centro delle nostre attività – afferma l’amministratore delegato di Scl Paolo Bonini –. A tre anni dalla sigla del Protocollo d’intesa con le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali, nonostante una crisi internazionale senza precedenti, proseguiamo con successo nel piano di sviluppo industriale presentato alle autorità nel maggio del 2010. E nel medio termine abbiamo altri progetti di sviluppo». 
Soddisfatto il sindaco di Pomarance Loris Martignoni. «Quel protocollo rappresenta una scommessa che siamo riusciti a portare avanti – dice –. La discarica è stata resa efficiente e sicura. Si è creato lavoro e migliorato l’aspetto ambientale». 
Tra le autorità intervenute al taglio del nastro del nuovo impianto anche il prefetto di Pisa Francesco Tagliente.
«È un esempio di come superare la crisi – afferma il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni – accelerando i propri investimenti in innovazione e ripensando criticamente il proprio modo di operare». 
Il bilancio dell’operazione lo fa l’assessore regionale alle Attività produttive Gianfranco Simoncini. «La società ha deciso di restare in Toscana e puntare tutto sull'innovazione e sulla qualità,rinnovando le tecniche e l'organizzazione produttiva, con una maggiore attenzione all'ambiente e alle tecnologie di recupero delle risorse naturali geotermiche. 

Il risultato è stato un rilancio dell'occupazione,
diretta e nell'indotto, e una migliore gestione energetica e ambientale. E' la dimostrazione che il futuro del manifatturiero, in Italia e in Toscana, è strettamente legato alla qualità e all'innovazione».

 Da "Il Tirreno" di Sabato 20 Aprile 2013

domenica 19 febbraio 2012

Scl, fotovoltaico e assunzioni L’azienda marcia a pieno ritmo

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Alla discarica di Bulera l’Enel ha avviato l’iter per collegare i pannelli di silicio alla rete elettrica Almeno 5 posti di lavoro in vista, altri arriveranno con l’avvio della produzione di stannato di zinco

POMARANCE Corre lungo un cavo dell’elettricità la nuova vita della discarica di Bulera. La parte dismessa e chiusa è destinata a restare un sito produttivo, con una copertura in pannelli fotovoltaici.
A dare il segno che i tempi per l’accensione dell’impianto sono maturi è la richiesta di Enel Distribuzione per la costruzione di un elettrodotto per «soddisfare la richiesta di allacciamento avanzata dalla Società Chimica Larderello in via discarica di Bulera, per un impianto di produzione da fonte solare».
Una prima tappa del protocollo d’intesa, che ha segnato la svolta nella gestione della Società del 2010, si chiude in positivo. Così come lo scorso anno, che è stato archiviato con un fatturato nell’ordine dei 30 milioni di euro.
Il tutto nel segno del piano di rilancio da 13 milioni di euro. Investimenti che stanno portando nuova linfa e prospettive all’azienda. Al punto che la proprietà conferma l’impegno nei prossimi mesi ad aprire i cancelli a nuovi assunti. È quanto riferisce la responsabile della camera del lavoro di Volterra Sonia Antoni: «La direzione ci ha presentato un programma di investimenti e di nuove assunzioni, almeno 5 persone. Un numero da non sottovalutare visto lo scenario generale di crisi». Che aggiunge: «Già adesso alcune postazioni sono in sofferenza e si fanno parecchi straordinari».
Un colpo d’acceleratore arriverà con il trasloco a Larderello delle produzioni inglesi. La Scl, infatti, ha inglobato la storica società inglese Joseph Story, leader nella produzione dello stannato di zinco. E il piano prevede di chiudere lo stabilimento oltremanica. Un passaggio a cui si accompagnano nuove assunzioni di manodopera, personale qualificato, ricercatori e giovani laureati.
Attualmente Scl è l’unico produttore europeo di specialità a base di boro, che trovano applicazione in svariati settori, dal chimico al farmaceutico, dal nucleare all’elettronico. La società vende i propri prodotti in tutto il mondo, distribuendoli in oltre 50 Paesi. Una settantina i dipendenti, di cui 50 a Larderello. Uffici a Milano e sedi commerciali negli Stati Uniti, in Germania e nella Repubblica Popolare Cinese. Dei 13 milioni del piano industriale 5 sono per migliorare l’impianto della discarica: un milione e mezzo per il trattamento del percolato con un impianto specifico e 3,5 milioni per il “capping" del sito. I restanti 8 milioni, invece, sono tutti per l’area industriale e comprendono il regolamento Reach, la cui applicazione richiede un investimento di 1,5 milioni di euro, il rinnovo degli impianti (2 milioni), l'espansione della capacità produttiva (un milione), l'ampliamento della rete commerciale (un milione e mezzo di euro) e il lancio di nuovi prodotti con una quota di 2 milioni di euro.

Da "Il Tirreno" di Domenica 19 Febbraio 2012

giovedì 6 ottobre 2011

Presto un consiglio sulla Società Chimica

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Martignoni risponde alle critiche Pd

 

 

 

 

 

POMARANCE. «Le critiche del Pd? Solo demagogia. La Società Chimica ha rischiato di chiudere e solo la nostra amministrazione ha creduto ai piani di salvataggio varati, per evitare che l’azienda passasse in mani straniere».
Il sindaco di Pomarance Loris Martignoni rispedisce al mittente le accuse sollevate dai democratici di “frenare” lo sviluppo della Scl di Larderello. «Adesso la società, in tempi brevi, chiuderà la questione bonifica della discarica di Bulera per una gestione in sicurezza. Noi seguiamo passo passo questa realtà così importante per il territorio, anche per i progetti di sviluppo che arriveranno», continua.
Martignoni fa anche un passaggio rispetto alle royalty derivanti dall’attività geotermica: «Le risorse sono tutte bloccate in Regione per la questione del patto di stabilità - spiega - Il Pd rivendica e parla di cose di cui non possiamo beneficiare al momento, e dovrebbe saperlo».
E rincara: «Senza contare che parlano di dare questi fondi a società private del territorio. Anche in questo caso dovrebbero sapere che le risorse pubbliche si fanno per mezzo di un bando».
Il sindaco chiude annunciando in tempi brevi un consiglio comunale in cui si farà il punto proprio sullo stato dell’arte della Società Chimica di Larderello.

Dal "Il Tirreno" di Giovedì 6 Ottobre 2011

mercoledì 20 luglio 2011

Il Comune: al Bulera finiranno gli stessi rifiuti, nessun allarme

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Dopo la nuova classificazione decisa dal Parlamento Europeo

 

 

 

POMARANCE. Nuova classificazione dei rifiuti conferiti nella discarica della Bulera. Sull’argomento interviene l’amministrazione comunale di Pomarance.
In questi ultimi periodi, è stata legiferata da parte del Parlamento Europeo e del governo italiano una nuova classificazione sui rifiuti, che nel caso della Bulera prevede, per i conferimenti che finora sono stati portati in discarica con la denominazione di “non pericolosi”, la nuova denominazione di “speciali pericolosi”.
«I rifiuti sono gli stessi
- precisa il Comune - ne viene cambiata denominazione solo perché la nuova legge ha individuato come tracciabili alcuni parametri che fanno riferimento ad elementi prima ignorati, come ad esempio lo zinco.
Non essendo nella sostanza cambiato alcunché, come amministrazione comunale, in osservanza a quanto disposto dall’autorità a cui è attribuita per legge la competenza decisionale in materia, ovvero l’amministrazione provinciale, avevamo in teoria piena facoltà di aderire al nuovo disciplinare senza passare dal consiglio comunale e dalle commissioni provinciali.
Ciononostante,
coerentemente al nostro programma, abbiamo scelto ancora una volta di ratificare questo passaggio con un percorso il più possibile trasparente e partecipato; per questo abbiamo bloccato qualsiasi decisione sia verso la Società Chimica che verso tutti gli altri soggetti interessati, ritenendo che portare a conoscenza tutto il consiglio comunale e l’intera cittadinanza di questa nuova classificazione dei materiali sia elemento imprescindibile di buona e trasparente amministrazione.
Fermo il fatto che si tratta degli stessi materiali sino ad ora conferiti, già autorizzati al momento della firma del protocollo che la discarica può continuare a ricevere in tutta sicurezza, con l’obiettivo di colmatare e chiudere definitivamente e in tempi brevi il sito di Bulera».

Da "Il Tirreno" di Mercoledì 20 Luglio 2011

sabato 23 aprile 2011

Cento tonnellate di acido borico a Fukushima

POMARANCE FERRUCCI: «DOBBIAMO ESSERE ORGOGLIOSI DI QUESTA PICCOLA-GRANDE AZIENDA»

NEI GIORNI scorsi il governo giapponese ha chiesto alla azienda Scl di Pomarance 100 tonnellate di acido borico per spegnere i reattori della centrale nucleare di Fukushima. I giapponesi hanno scelto l’azienda di Pomarance perché l’acido borico che produce è il più puro al mondo.
«Il piccolo paese in provincia di Pisa è fondamentale per risolvere una delle più grandi catastrofi nucleari di sempre — ha detto il consigliere regionale, Ivan Ferrucci — i cui esiti non saranno noti per molti anni a venire. Dobbiamo essere orgogliosi che il nostro Paese e la nostra Regione possano dare un contributo così importante per salvare migliaia di vite umane. Che strana Italia è questa: prigioniera delle vicende personali del presidente del Consiglio e dotata allo stesso tempo di preziose risorse che spesso ignora di possedere — continua la nota — Larderello e Pomarance sono l’esempio di un’Italia diversa, un’Italia che non vive di grandi ribalte e di pubblicità, ma di lavoro quotidiano, di sacrificio e dedizione. Forse un giorno questa piccola azienda di Pomarance sarà accolta da eroi in Giappone.
Ma spero che prima sia il nostro Paese, il nostro governo a riconoscere a questa piccola azienda, ai suoi lavoratori e all’intero comune, i suoi meriti».

Da "La Nazione" di Sabato 23 aprile 2011

Apprezziamo e condividiamo le affermazioni di Ferrucci. Ci chiediamo però: fa parte dello stesso PD in cui militano gli attuali consiglieri di opposizione a Pomarance? Questo perché quando lo scorso anno si trattò di decidere il futuro e la sopravvivenza dell'Azienda la loro posizione non fu altrettanto positiva ed entusiasta....


mercoledì 6 aprile 2011

Il boro Scl nell’emergenza Giappone

Il prodotto di Larderello contro le radiazioni dell’impianto di Fukushima.
Il sindaco Martignoni: tramite l’ambasciata è stato siglato un accordo, segno tangibile che l’azienda sta crescendo.

La Società Chimica è la migliore al mondo nella produzione della sostanza

LARDERELLO. Giappone chiama, Scl risponde. L’emergenza terremoto e poi quella tsunami e la conseguente tragedia legata alla radioattività della centrale nucleare di Fukushima hanno portato Tokyo a chiedere l’aiuto dell’azienda di Larderello per una fornitura di boro che aiuterà a riportare la normalità nella provincia del Sol Levante.
«La Società Chimica, infatti, è la migliore al mondo nella produzione di questa sostanza - ha spiegato il sindaco di Pomarance Loris Martignoni - e tramite l’ambasciata giapponese e il loro ministero dell’industria è stato siglato un accordo per la fornitura in un Paese la cui industria è praticamente paralizzata».
Il Boro marchiato Scl, secondo quanto spiegato, ha una qualità elevatissima, grazie alla grande attività di ricerca dell’azienda.
«Fra l’altro - ha proseguito il sindaco - Scl sta già operando sul boro 10, l’elemento che sarà utilizzato nelle centrali di quarta generazione».
Senza entrare in troppi tecnicismi, il motivo per cui l’industria nucleare giapponese ha richiesto il boro made in Larderello è legato all’acqua contenuta fra il reattore e il nucleo. «Questa contiene proprio la sostanza in questione - ha sottolineato Martignoni - e la sua funzione è quella di raffreddare l’impianto. Cosa fondamentale in questa fase nella specifica situazione di Fukushima. Più alta è la qualità del boro, migliore sarà l’operazione di raffreddamento. Ecco, perché è stata chiamata in causa la Scl. Oltre al fatto che questo materiale è giunto in Giappone da ogni parte del mondo, ma desso le scorte cominciano a scarseggiare».
Scl ha tentato a lungo di entrare nel mercato giapponese, ma nonostante tutto non era mai riuscita ad agganciare il filone giusto. L’azienda di Larderello è già fornitrice di boro in esclusiva della Edf, la società che gestisce le centrali nucleari transalpine. Adesso avrà l’opportunità di misurarsi con una realtà estremamente in difficoltà e sotto la lente d’ingrandimento di tutto il mondo. «E’ una bella sfida - afferma ancora il sindaco - ma già il fatto di essere stati chiamati testimonia la crescita di questa azienda che solo pochi mesi fa era in grosse difficoltà».
Martignoni sottolinea la bravura di chi guida Scl in questo momento, ma rivendica anche l’operazione di salvataggio dello stabilimento della Valdicecina condotta in porto con l’aiuto di tante parti in causa. «Abbiamo lavorato molto per giungere a questo accordo - riprende - con grandissime difficoltà, ma basandoci sostanzialmente su dati di fatto inequivocabili. Questa azienda aveva la struttura, la capacità e il mercato per far bene. Non è stato semplice, perché mettere insieme così tanti enti in ambito delicato come quello economico, ma anche quello ambientale ha richiesto una concertazione di alto livello. Ma poi, quando si raggiungono questi risultati e quando ci si trova a queste prospettive che senza dubbio poteranno crescita a una delle realtà industriali più importanti della nostra zona, la sensazione di aver vinto una scommessa è enorme. Ora starà a chi guida Scl a confermare quanto di buono è riuscito a fare fino a questo momento e a garantire sviluppo a uno dei punti di forza della nostra economia».

Da "Il Tirreno" di Mercoledì 6 Aprile 2011


martedì 1 giugno 2010

DEL PUNTA (CGIL): «FRUTTO DELLE SINERGIE»

«Scl, piano da 15 milioni e 25 posti di lavoro in più»

POMARANCE - «IL RITORNO in mani italiane, unitamente alle scelte fatte in questi giorni ed agli accordi raggiunti, sono per noi una sicurezza, un punto fermo, nel futuro della Società Chimica Larderello». A parlare è Stefano Del Punta, sindacalista della Cgil, che ha guidato tutte le trattative a fianco dei lavoratori e che oggi fa il punto della situazione di una società che ha sulle spalle due secoli di storia e d’avanguardia, con le sedi in Usa e Cina e clienti in oltre cinquanta paesi. Una società che ha saputo affrontare la globalizzazione e che ora punta ad una fase di rilancio per cavalcare il dopo crisi.
Quali garanzie ci sono in questo piano industriale che avete sottoscritto?
«E’ un piano da 15 milioni di euro che prevede 25 assunzioni, l’impegno per la ricerca e nuove prospettive di mercato. Poi ribatto su un punto: anche se tutto avveniva qui, non ci scordiamo che l’azionista di maggioranza era americano e le scelte venivano fatte anche oltreoceano. Ora la società è tutta in mani italiane, come sindacato è un aspetto che giudichiamo positivamente».
E’ stata dura arrivare al risultato?
«Abbiamo fatto sentire la nostra voce. Come l’hanno fatta sentire i lavoratori che hanno manifestato davanti al consiglio comunale a Pomarance ed al consiglio provincia a Pisa. Ma qui tutti hanno fatto bene la loro parte, istituzioni, sindacati, parte imprenditoriale».
L’accordo per la discarica…
«E’ stato decisivo. Perché da lì arriveranno i 15 milioni di euro per il futuro della Scl, la Società Chimica Larderello. Un futuro che passa dall’attuazione di un piano strategico importante che, ribadisco, nonostante la crisi sia tutt’altro che alle spalle, apre nuove prospettive anche dal punto di vista occupazionale. Siamo stati fin dall’inizio pienamente concordi anche sul futuro della discarica, che dovrà continuare ad essere gestita da Scl, con i vincoli e le regole che Provincia e Regione impongono. C’è un altro aspetto che ora voglio ribadire e che ci piace delle scelte che Scl si è impegnata a fare: portare a fine la discarica per poi riconvertire il terreno con un impianto fotovoltaico. Una scelta per l‘ambiente, per il futuro».
Ora che succede?
«Ora il nostro compito sarà quello di monitorare il piano industriale. Ne seguiremo le tappe passo dopo passo, saremo vigili e allo stesso tempo collaborativi. E così faranno azienda, Comune e Provincia che hanno firmato per la gestione della discarica. Ognuno, a proprio titolo, vigilerà per il rispetto dell’accordo».

Da "La Nazione" di Martedì 1 Giugno 2010


domenica 30 maggio 2010

Accordo SCL: parla il Presidente della Provincia Pieroni

«Chimica Larderello verso il futuro sul modello Comprensorio del Cuoio»

POMARANCE - Chimica Larderello: l’accordo tra enti locali e azienda per la prosecuzione dell’attività industriale e per l’utilizzo della discarica di Bulera sia un punto non d’arrivo ma di partenza, per aprire nuovi orizzonti di sviluppo dell’Alta Valdicecina. A dirlo è per la Provincia di Pisa – firmataria dell’intesa insieme al Comune di Pomarance – il Presidente Andrea Pieroni.

«Assumere l’accordo sulla Chimica come un punto di partenza — dice — significa in primo luogo dare per acquisito un principio che, di questo accordo, rappresenta un elemento fondante, a livello di approccio al tema dello crescita: ovvero che non devono esistere contrapposizioni tra lavoro da una parte e ambiente dall’altra. Il primo è un pilastro della nostra Costituzione; il secondo è un dovere nell’interesse della collettività e delle prossime generazioni». Nella realtà provinciale pisana, prosegue Pieroni, «sfide importanti di armonizzazione tra produzione e sostenibilità sono state già vinte, come nella Zona del Cuoio con le sue concerie.

Ecco, seguendo tale rotta, in Alta Valdicecina occorre affiancare alle potenzialità storiche dell’area (geotermia, salgemma, cultura e turismo, agroalimentare) nuove prospettive industriali. In tal senso c’è bisogno di un ruolo propositivo dell’imprenditoria, locale e non solo: perché si metta in gioco, scommettendo su un territorio nel quale in questi anni si è operato intensamente in termini di potenziamento infrastrutturale; e che oggi, per questo, è più appetibile per una nuova fase d’iniziativa economica. Per realizzarla servono investimenti: a fronte del forte calo delle disponibilità pubbliche (tendenza che trova ulteriore conferma nella manovra in atto da parte del governo), occorre utilizzare le risorse della geotermia per progetti strutturali e infrastrutturali d’area, evitandone la dispersione in tanti microinterventi non strategici. Il nuovo Piano di sviluppo della Regione – conclude Pieroni - offre subito un’occasione per concretizzare questa direttrice di marcia, sulla quale chiameremo i Comuni a una condivisione di orientamento e di impegni».

Da "La Nazione" di Domenica 30 Maggio


giovedì 27 maggio 2010

Appesi a un filo 55 posti di lavoro

POMARANCE. Appesi a una connessione internet per salvare i 55 posti di lavoro della Società chimica Larderello. Il proverbiale filo questa volta è in realtà una banda larga che ha permesso ieri sera di collegare in video conferenza Pomarance con gli Stati Uniti, dove si è svolto il consiglio d’amministrazione della Società chimica Larderello. Obiettivo: prendere tempo per produrre e firmare il protocollo d’intesa che comprenda l’ampliamento della discarica di Bulera, da cui Scl ricaverebbe finanziamenti da immettere nell’azienda, ma anche i paletti ambientali del territorio e della Provincia di Pisa che consentano però di dare il via all’attuazione del business plan.

Ieri sera la Provincia di Pisa ha lavorato a una serie di osservazioni da presentare all’azienda per stilare il famoso protocollo d’intesa: un passo importante per ottenere la proroga di alcuni giorni da parte del cda statunitense, senza il quale ci sarebbe la messa in liquidità di Scl. Oggi, poi, ci sarà il consiglio provinciale che dovrebbe dare il via libera all’ampliamento della discarica di Bulera.

E’ l’ultimo tassello mancante per salvare la situazione. Il consiglio comunale di Pomarance, infatti, ha approvato la delibera (con soli 3 astenuti di Unione democratica) contenente i paletti ambientali fissati per dare l’ok all’operazione discarica-business plan.

Sindacati e azienda hanno sottoscritto l’accordo sul piano finanziario, in cui è contenuto il piano di assunzioni nei prossimi 5 anni (26 unità, di cui 20 fra operai e tecnici di sviluppo, 4 tecnici commerciali e 2 amministrativi), ma anche quello degli investimenti: 2 milioni per il rinnovo degli impianti, 1,5 per la registrazione dei prodotti e altrettanti per l’espansione della rete commerciale, 1 per l’espansione della capacità produttiva, 2 per il lancio di nuovi prodotti, 5 per il capping e lo smaltimento delle acque della discarica, oltre ai 2,3 milioni stimati per la gestione di Bulera fino al periodo di post mortem.

«Sono le ore decisive - ha detto Gianfranco Francese, segretario provinciale della Cgil - per trovare una soluzione positiva. Noi abbiamo lavorato con l’unico obiettivo di salvaguardare i posti di lavoro in ballo e, se possibile, crearne di nuovi. Il business plan è buono, secondo noi, e consente di guardare al futuro con ottimismo. La speranza è che tutti facciano la loro parte e che si possa dare sviluppo a una realtà difficile come la Valdicecina, nonostante ci sia stato qualcuno che, negli ultimi giorni, ha fatto di tutto, tranne che pensare ai lavoratori».

Il sindaco Loris Martignoni ha avuto un ruolo importante nella partita riguardante Scl: «I documenti risultano sostanzialmente condivisi in quanto non hanno avuto voti contrari ma solo l’astensione dei tre consiglieri presenti di Unione democratica ed il voto favorevole oltre che della maggioranza anche del rappresentante di Rifondazione Comunista. Tra l’altro il documento relativo alle condizioni da inserire nel protocollo accoglie anche le osservazioni tecniche dei consiglieri di Unione democratica. Questo ci conforta anche in vista di raggiungere l’obiettivo finale che è quello di un accordo positivo che consenta il consolidamento e l’auspicato ampliamento delle risorse umane all’interno dell’azienda Scl e l’avvio per una colmatazione finale che consenta la chiusura a regola d’arte ed in sicurezza della discarica di Bulera. Rimaniamo a disposizione per essere convocati prima possibile al tavolo finale delle trattative con la Provincia, il sindacato e la Scl, durante il quale sarà possibile affinare anche le condizioni esposte nel documento».

Da "Il Tirreno" di Giovedì 27 Maggio


SCL : un passo importante verso la soluzione

profilo_01-thumb1.jpegAPPROVATA LA DELIBERA SUL PROTOCOLLO DI INTESA CON L’AZIENDA

In una sala consiliare affollata da oltre 50 persone tra lavoratori della Società Chimica Larderello ed altri cittadini, Martedì 25 Maggio si è tenuto in una seduta d’urgenza il Consiglio Comunale straordinario con all’ordine del giorno l’approvazione del protocollo cui erano legate le sorti della stessa società.

Nell’occasione i lavoratori della SCL, molti dei quali giovani padri di famiglie monoreddito, prima dell’inizio della seduta del consiglio hanno consegnato un loro documento ai gruppi consiliari nel quale si evidenziava la forte preoccupazione per l’imminente possibilità della messa in liquidazione della SCL e conseguente perdita del posto di lavoro.

Dalla discussione del consiglio comunale sono emerse riflessioni e proposte che hanno avuto sostanziale condivisione dell’intero consiglio.

Non vi sono stati infatti voti contrari ma solo l’astensione dei tre consiglieri presenti di Unione Democratica ed il voto favorevole, oltre che della maggioranza, anche del consigliere di Rifondazione Comunista.Il documento allegato alla Delibera e relativo alle condizioni da inserire nel protocollo da presentare all’azienda ha fatto proprie, nella quasi totalità, anche le osservazioni tecniche formulate dai consiglieri di Unione Democratica a testimonianza del fatto che nessuna pregiudiziale politica o ideologica può frapporsi alla salvaguardia di oltre cinquanta posti di lavoro.

Tutto ciò è la dimostrazione che ogni sforzo è stato fatto in vista del raggiungimento dell’obiettivo finale, ovvero quello di un accordo positivo che consenta il consolidamento e l’auspicato ampliamento delle risorse umane all’interno dell’azienda SCL e l’avvio per una colmatazione finale che consenta la chiusura a regola d’arte ed in sicurezza della discarica di bulera .

In breve le condizioni aggiuntive approvate in sede di Consiglio da inserire nella bozza di protocollo da stipulare con la Società Chimica Larderello sono le seguenti:

  1. L’individuazione da parte del Comune di Pomarance di un organismo anche a carattere amministrativo, che provveda alla verifica puntuale dei carichi immessi in discarica e verifichi le modalità di realizzazione dell’impianto di trattamento del percolato come previsto dal piano di gestione della discarica stessa.
  2. Previsione di confronti semestrali tra le Amministrazioni, le RSU e l’Azienda al fine di verificare in quale misura i profitti realizzati attraverso il consentito conferimento in discarica di rifiuti per conto terzi siano utilizzati in vista della modernizzazione e dell’adeguamento tecnologico degli impianti di produzione.
  3. Prevedere un ritorno a favore del Comune di Pomarance da destinare alla realizzazione di progetti rivolti al sociale.
  4. Rivisitazione della Fideiussione per la gestione della discarica una volta che questa sarà chiusa.
  5. Revisione dell’autorizzazione al conferimento in caso di variazioni degli assetti relativi alla proprietà e rimarrà valida solo nel caso che rimangano vincolate le attività di produzione chimica e di gestione della discarica.
  6. Prevedere il trasferimento della Direzione Aziendale della SCL a Larderello almeno in parte preponderante.
  7. Inserimento di una clausola di impegno dell’azienda all’effettuazione, in tempi brevi, della bonifica dell’amianto presente all’interno dell’impianto e di partecipazione al processo di screening sanitario di tutti i lavoratori per una loro maggiore tutela.
  8. Valutazione di una clausola di tutela dei lavoratori con il versamento di un deposito cauzionale a tutela degli stessi per vincolare maggiormente gli imprenditori ad una attività che sia continuativa e stabile nel futuro.
  9. Valutazione della possibilità di concedere un ampliamento di volumetrie della discarica del Bulera in base alle effettive necessità economiche dell’impianto industriale.
  10. Valutazione sulla responsabilità imprenditoriale dei vecchi/nuovi soggetti ai quali sarà richiesto uno sforzo (anche economico) per dare un segnale chiaro di investimento verso la S.C.L. per il suo definitivo rilancio.
  11. Qualora l’Amministrazione Comunale ritenga non ottemperate le condizioni fondamentali relative ai precedenti punti si riserva di ridiscutere il presente accordo e di chiedere all’Amministrazione Provinciale di sospendere l’autorizzazione al conferimento in discarica da parte di terzi.

Preme infine sottolineare come la lista civica “Insieme per cambiare”, già nella campagna elettorale del giugno 2009, aveva chiaramente messo a fuoco la problematica in questione tanto da dedicare nel programma elettorale un preciso paragrafo alla discarica di Bulera affermando quanto segue:

“Ottenere tutte le garanzie circa la sicurezza della discarica attraverso:

  • Un piano di campionamento da eseguirsi sui mezzi di trasporto prima del relativo conferimento per verificare la conformità tra formulari ed materiali realmente conferiti e la loro rintracciabilità.
  • Istituzione di un garante con lo scopo di informare i cittadini sulla tipologia dei materiali conferiti e la loro rintracciabilità.
  • Una volta ottenute tutte le suddette garanzie, verificare con le varie industrie, l’opportunità di procrastinare la chiusura del sito, previa presentazione dei piani industriali che prevedono sviluppo ed occupazione.
  • Fare in modo che da un’efficiente e sicura gestione della discarica vi sia una ricaduta economica anche per le casse comunali da reinvestire su progetti.”

Oggi possiamo dire di aver mantenuto fede a quell’impegno.


domenica 21 marzo 2010

SCL: più soldi e meno rifiuti

Riprendiamo dalla stampa odierna:
Martignoni: «Ci vuole un diverso piano industriale: la discarica di Bulera non può servire a fare cassa»

LARDERELLO. Più soldi dalle tasche degli acquirenti e meno risorse da ricavare sotto forma di finanziamento dalla discarica di Bulera. Solo così si potrà risolvere il nodo cessione per la Società chimica Larderello (Scl) per il sindaco di Pomarance Loris Martignoni.
«Il dubbio riguarda la discarica - afferma Martignoni - perché già in passato questo sito è stato utilizzato solo per fare cassa, senza però avere ripercussioni positive sull’andamento economico dell’azienda. E’ per questo che stiamo lavorando alla richiesta di una variazione del piano presentato, che comprenda la disponibilità a investire denaro da parte degli acquirenti e a ridurre il conferimento in Bulera di rifiuti speciali non pericolosi». E aggiunge: «Vorremmo che ci fosse una maggiore disponibilità a investire, perché si creerebbe un vincolo più saldo tra il territorio e la Scl».
Le parti torneranno a incontrarsi nei prossimi giorni, ma è intenzione dell’amministrazione comunale chiudere entro la fine del mese. Intanto, stando a quanto spiegato dallo stesso Martignoni, ci sarebbero un altro paio di realtà economiche pronte a inserirsi nella trattativa e che avrebbero manifestato interesse per acquistare Scl.
Al momento, però, non ci sono stati contatti fra chi ha già avviato la trattativa e questi ultimi. I tempi comunque si fanno stringenti e per la Scl si comincia a intravedere una possibile soluzione. L’opinione pubblica avrà un certo peso sulla vicenda e il fatto che la proprietà non abbia aderito al protocollo per la sorveglianza sanitaria per i malati di amianto potrebbe creare un sentimento negativo nei confronti della Chimica Larderello.
Da "Il Tirreno" di Domenica 21 Marzo.

domenica 14 marzo 2010

SCL - Del Punta (FILCTEM - CGIL) dice sì «Una proposta credibile con garanzie produttive»


Sulla vicenda della Società Chimica Larderello" vogliamo fornire ai cittadini questo ulteriore elemento di informazione:

LARDERELLO. «Credo che la proposta della società che sta trattando l’acquisto della Scl sia credibile e offra garanzie produttive e occupazionali, ammesso, comunque, che la discarica di Bulera sia il mezzo e non il fine dell’intera operazione».
Stefano Del Punta, segretario provinciale della Filctem Cgil, sigla che racchiude anche i lavoratori del settore chimico, parla chiaro e dice sì al piano industriale per il passaggio di mano della Società Chimica Larderello.
La condizione posta dal sindacalista, però, è altrettanto evidente.
«Non ci sembra che ci siano alternative - spiega - ma quello che abbiamo ascoltato è un piano che risponde affermativamente alle richieste di salvaguardia dell’occupazione, di incremento della produzione e assicurazioni d’investimento.
Il tema della discarica di Bulera è fondamentale per inquadrare la situazione, ma dovrà essere il territorio a dare l’ok oppure il no alle richieste degli eventuali acquirenti. Il nostro parere è positivo, perché si tratta di un’operazione che può dare sviluppo alla Scl, ma anche al territorio della Valdicecina
».

Dal "Il Tirreno" di Sabato 13 Marzo.

mercoledì 10 marzo 2010

RISPOSTA DELLA SOCIETA' CHIMICA LARDERELLO SUL CONFERIMENTO DI AGRIDECO NELLA DISCARICA DI BULERA

Riteniamo utile mettere a conoscenza dei cittadini la seguente comunicazione giunta alla Amministrazione Comunale (vedi anche l'intervista al Tirreno di Venerdì 23 febbraio 2010 sotto riportata):

Gentile Sig. Sindaco,

Agrideco è un cliente di SCL dal 2007 ed ha conferito in discarica rifiuti dal 2007 sino al gennaio 2010 per complessive 48.000 mt.
È uno degli undici clienti che dal 2005 ad oggi hanno conferito rifiuti non pericolosi in Bulera.
Nei confronti di Agrideco, come d’altro canto nei confronti di tutti i nostri clienti, abbiamo adottato tutte le misure previste dalla normativa vigente e dalle nostre procedure.

In sintesi:
A) Valutazione preliminare delle caratteristiche del rifiuto da conferire per ben comprendere le situazioni ambientali che lo hanno generato, ovvero:
1) fonte e origine (Piano di caratterizzazione del sito da bonificare, progetto preliminare di bonifica e sua approvazione)
2) codice CER
3) presa visione del rapporto di prova (rilasciato da Laboratorio abilitato e certificato) che costituisce la cosiddetta caratterizzazione di base, in linea con l’art. 2 del DM 03/08/2005 (Definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica) confluito, senza modifiche, nel D.Lgs. 152/2006 .

B) Campionamento da parte di ns personale presso il luogo in cui si produce il rifiuto (esclusivamente nel sito stesso in cui si genera il rifiuto) allo scopo di sottoporre il rifiuto alla verifica di conformità presso un Laboratorio accreditato di fiducia della SCL
1) Prelievo di tre campioni, sigillati e controfirmati dalle parti, di cui due per SCL che ne invia uno al laboratorio accreditato di fiducia e ne trattiene il secondo per eventuale contraddittorio per un arco di tempo ragionevole (qualche mese dopo il conferimento)
2) Redazione di verbale di campionamento firmato dalle parti e corredato da rilievi
fotografici.

C) Ammissione del rifiuto in discarica solo se le analisi risultano conformi a quanto prefissato dal D.M. 03/08/2005.
Una volta avviato lo smaltimento in discarica, ogni lotto di rifiuto viene sottoposto a campionamenti casuali, direttamente sui mezzi di trasporto, al cancello della discarica stessa.

Ogni automezzo viene fermato al cancello e prima della sua accettazione viene verificata la documentazione di accompagnamento al fine di controllarne la regolarità e la rispondenza ai requisiti normativi.

Il materiale di ogni automezzo è sottoposto ad ispezione visiva al momento della pesatura, cioè al suo ingresso in discarica, durante e dopo lo scarico.
Ciascun carico di rifiuti deve essere accompagnato dal “formulario di identificazione del rifiuto” redatto in quattro esemplari, compilato, datato e firmato dal detentore dei rifiuti e controfirmato dal trasportatore.

I “rapporti di prova” di tutte le caratterizzazioni analitiche e delle verifiche obbligatorie e non, unitamente ai documenti di trasporto sono custoditi in archivio per un periodo di almeno 5 anni. I registri relativi alle operazioni di smaltimento sono conservati in conformità al dettato normativo.
La verifica di conformità ha causato il respingimento di alcuni lotti con addebito ad Agrideco degli oneri di campionamento e controllo analitico.

Per quanto riguarda i controlli pubblici, questi sono lasciati esclusivamente alla discrezionalità degli enti di controllo (Provincia, ARPAT, NOE, etc.) in termini di tempi e modalità.

A disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento, porgo cordiali saluti.
Paolo Bonini
Managing Director
Società Chimica Larderello S.p.A.


domenica 28 febbraio 2010

In discarica la società dell’inchiesta choc sui rifiuti



Bulera, il sindaco chiede alla Scl i dettagli dei conferimenti. Martignoni: prima di tutto la salute e la tutela del territorio.

POMARANCE. Ha conferito in discarica anche Agrideco, quella società finita nelle maglia dell’inchiesta Golden rubbish, con presidente e vicepresidente del cda arrestati per l’ipotesi di un maxi giro di rifiuti pericolosi smaltiti senza i trattamenti previsti per legge. Per questo la giunta Martignoni ha subito chiesto alla Società chimica di fare chiarezza. A tutela del territorio e della salute dei cittadini.
«Come dichiarato nel nostro programma elettorale, siamo riusciti ad acquisire i formulari dei rifiuti conferiti a partire dallo scorso gennaio per dare la massima trasparenza all’attività. Ciò ha permesso di accertare il conferimento in qualità di intermediari dell’azienda coinvolta in recenti accertamenti da parte della Magistratura e ci siamo mossi all’istante», spiega il primo cittadino di Pomarance. E’ una fase delicata per la discarica di Bulera. La realtà pomarancina è in fase di vendita: venerdì scorso l’incontro dell’amministrazione con i possibili acquirenti.

Sindaco quali novità ci sono sul futuro della discarica?
«L’incontro di venerdì è stato importante per approfondire il piano industriale di rilancio della Società. Il piano ci è sembrato più affidabile, ma resta il nodo della discarica».

Può essere più preciso?
«Siamo convinti che la Società Chimica possa avere degli sviluppi interessanti anche senza le garanzie finanziarie che provengono dai conferimenti in discarica. Il recente interessamento di altre società del settore, molto più attente al rilancio industriale che alle opportunità finanziarie, sta a dimostrare la praticabilità di questo percorso».

Quali passi state facendo?
«Come ho già detto gli interessi in gioco sono molti e di grande rilievo. Si parla di molti posti di lavoro ma anche di garanzie ambientali. Dunque ci stiamo muovendo su un duplice piano. Da una parte per dare alla Società Chimica un futuro societario frutto di ampie convergenze tra imprenditori che non dipenda direttamente dai proventi della discarica. Dall’altro, come dichiarato nel nostro programma, siamo riusciti ad acquisire i formulari dei rifiuti a partire dallo scorso gennaio per dare la massima trasparenza all’attività di conferimento. Ciò ci ha permesso di accertare che anche la Società Agrideco, coinvolta in recenti accertamenti della magistratura, ha conferito nella discarica in qualità di intermediaria. Perciò abbiamo da subito richiesto alla Società Chimica ulteriori garanzie a tutela della trasparenza considerato che, al di là dell’auspicata positiva soluzione sulla Società Chimica, il nostro principale interesse rimane la tutela del territorio e della salute dei cittadini».

Dal "Il Tirreno" di Venerdì 23 febbraio 2010.