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domenica 18 maggio 2014

C’è anche una criminologa nella lista di Martignoni

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POMARANCE - Una criminologa per la lista civica. Silvia Pacchini è una delle sei donne candidate nella squadra di Loris Martignoni, insieme con l’avvocato di Larderello Ilaria Bacci, l’insegnante Alessandra Totani, l’imprenditrice agricola Monica Antoni, la geometra Sara Mercuriali, e la dottoressa in filosofia Camilla Sguazzi. 
Sei donne, sei volti nuovi di “Insieme per Cambiare”. «Si mi sono laureata in scienze politiche con indirizzo criminologico all’università di Bologna – dice Pacchini –.
Sono materie che da sempre mi hanno affascinato, nonostante in Italia sia difficile trovare uno sbocco in questo settore visto che ad oggi non esiste nemmeno un albo, se ovviamente ne creassero uno mi piacerebbe molto lavorare come perito per un tribunale». 
Nel frattempo, per lavorare Silvia ha rispolverato il suo diploma di ragioneria. Ed è questo il punto focale del suo impegno sotto il profilo politico.   
«Il tema che più mi sta a cuore è l’occupazione femminile, bisogna cercare di creare maggiori possibilità per le donne – afferma –. È una questione che mi tocca da vicino, sono anche adesso precaria dopo essere stata anni fuori, per l’università e per lavoro, quando sono tornata in pianta stabile a Pomarance per costruire una famiglia col mio compagno, mi sono accorta che anche qui per una donna qui è molto difficile realizzarsi».

Da "Il Tirreno" di Domenica 18 maggio 2014

domenica 12 gennaio 2014

«Una cava pro ambiente» I volantini dei dipendenti della Ditta Granchi

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I lavoratori della ditta Granchi tappezzano Pomarance per spiegare il progetto «Niente impatto visivo importante e recupero del verde dell’area estrattiva»  

 

 

POMARANCE - La questione è calda. E alimenta grossi malumori a Pomarance. Da una parte il Comitato degli agriturismi che ricorre al Tar contro il progetto della cava di S. Emilia, dall’altra ci sono i lavoratori della ditta Granchi le cui prospettive occupazionali “pendono” e “dipendono” da quell’attività estrattiva. 
Sono proprio loro (o almeno così dice la firma) ad aver tappezzato il borgo geotermico con tanti volantini in cui si spiega il progetto. 
Un sito di cava che, a detta loro, avrà a cuore l’ambiente. «Dal punto di vista morfologico, la futura area estrattiva può essere raffigurata come una "cava di pianura", impostata in un contesto pianeggiante che, necessariamente, dovrà essere coltivato mediante la realizzazione di più fronti temporanei di cava ubicati ad un livello inferiore rispetto al piano di campagna originario. 
Facendo proprie le motivazioni e le preoccupazioni ambientali e paesaggistiche che hanno il piano di coltivazione articolato sulla realizzazione di due Lotti, in modo da evitare la realizzazione di fronti di scavo estesi ed i lotti suddivisi in settori. Tutto ciò di fatto, limita l'escavazione a modesti settori dell'area di coltivazione, consentirà di evitare un impatto visivo decisamente importante». 
E ancora, vanno nello specifico: «Verrà effettuato un veloce ripristino, vegetazionale e cromatico, dello stesso settore in coltivazione: si comprende facilmente come l'impatto visivo dell'attività estrattiva verrà ridotto ai minimi termini e rappresenterà un impatto solo temporaneo. Infatti svilupperà per strisce di larghezza non superiori a 30 metri; a sua volta, ogni striscia verrà articolata in settori di larghezza non superiore a 20 metri». Ogni settore di coltivazione, quindi, si svilupperà su di una superficie di circa 600 m2 che potrà variare in più o in meno, in relazione all'andamento del limite di coltivazione dell'area estrattiva. «Una volta raggiunta la quota di fondo scavo, si procederà al parziale riempimento del settore "già coltivato" con il terreno vegetale precedentemente accantonato. 
La sistemazione del terreno, sia limoso che vegetale, avverrà andando ad occupare all'incirca la metà della striscia coltivata in modo da ottenere un piano sufficiente a garantire, all'occorrenza, nella futura utilizzazione agricola, anche arature profonde. E cosi' via, fino ad esaurimento dei settori. 
Tenendo conto che l'obiettivo finale del recupero ambientale dell'area estrattiva consiste, oltre che nel garantire la stabilità del versante interessato dalle operazioni di coltivazione, nella ricostituzione di una copertura vegetale stabile e in armonia estetica e qualitativa con il paesaggio vegetale, saranno eseguiti interventi di preparazione del terreno per consentire le operazioni di rinverdimento e di riforestazione dell'intera area estrattiva oggetto di recupero ambientale».

 

Il sindaco Martignoni - «Sarà una decisione tecnica e ponderata»

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Una decisione critica e importante. Che deve tener conto di interessi contrastanti e legittimi da ambo le parti: nel mezzo ci sta il Comune di Pomarance, con il sindaco Loris Martignoni a fare l’ago della bilancia. 
«Dico a tutti di stare tranquilli, non sarà una decisione avventata: sicuramente per la concessione delle coltivazioni sarà necessaria una nuova valutazione di impatto ambientale con cui capiremo meglio le condizioni positive e negative della questione». 
Il primo cittadino ci tiene a sottolineare che si tratterà di una decisione tecnica, che non ha niente di politico. «Questa programmazione territoriale era già stata avviata anche nella passata legislatura, a settembre quando abbiamo approvato la variante al regolamento urbanistico che ha portato all’approvazione del piano cave, abbiamo solo portato avanti tecnicamente un iter provinciale e regionale cominciato prima di noi». Provincia e Regione danno l’ok. 
Il Comune si accoda e non può fare diversamente, dice Martignoni. «Dobbiamo operare nella legalità e nei termini di legge: questo vuol dire che l’imprenditore, in questo caso Granchi, oggi ha diritto di chiedermi la coltivazione della cava e mi potrebbe chiedere danni se io non procedessi». 
Il sindaco non dimentica l’aspetto occupazionale: «A quella cava sono legati oltre una ventina di posti di lavoro: quello che possiamo fare è prevedere tutta una serie di prescrizioni alla ditta Granchi, nel momento della concessione. Questo sì che è fattibile, e saranno prescrizioni che vanno in direzione della tutela dell’ambiente e del nostro territorio a vocazione turistica». 
Per Martignoni ben venga un ricorso al Tar: «Avremo una valutazione importante in più».

Da "Il Tirreno" di Domenica 12 Gennaio 2014

venerdì 3 gennaio 2014

Nuove imprese e posti di lavoro

Martignoni Il passato e il futuro nelle parole del sindaco Loris Martignoni

POMARANCE - In questi giorni arriverà il verdetto. Prima di annunciare di tentare o meno il mandato bis, il sindaco di Pomarance, Loris Martignoni, ha bisogno di verificare «la disponibilità di risorse umane qualificate per affrontare ancora in maniera responsabile un progetto così impegnativo», rivela. 
Poi si lascia andare in un bilancio 2013, guardando l’anno appena cominciato e la fine del primo mandato all’orizzonte. 
In questo anno di crisi generale, come avete provato ad aiutare i cittadini? 
«A Pomarance dal 2009 non c'è stato alcun aumento della pressione fiscale ad eccezione dei tributi imposti dal governo; sono aumentate invece le risorse da distribuire tramite il servizio sociale alle famiglie in stato di bisogno, abbiamo costruito le case dell'acqua che permettono un consistente risparmio ai cittadini, incrementato il trasporto pubblico gratuito, messi a disposizione oltre 120 alloggi di edilizia popolare ed emessi una serie di bandi in aiuto alle popolazioni in difficoltà. Inoltre abbiamo creato reti e sportelli di ascolto, la casa della salute». 
Da ora alla fine del mandato arriveranno nuovi servizi nel capoluogo e nelle frazioni?
«Sono in preparazione ed esecuzione una serie di progetti: manutenzione straordinaria delle strade comunali extraurbane e di alcuni tratti all'interno dei paesi di Pomarance,Montecerboli e Serrazzano, costruzione area camper e spogliatoi del Don Bosco a Pomarance, il primo lotto dell’area "Rotonda" a Montecerboli, il fosso di guardia per il risanamento della zona "Fontanelli" a Montecerboli", lo chalet del tennis a Larderello, la cappella del cimitero ed opere accessorie a Pomarance, San Dalmazio e Montecerboli, illuminazione pubblica a Libbiano, strada per le scuole a San Dalmazio». 
Economia e occupazione? 
«Si prevede il rilancio del settore socio-economico con l'arrivo di nuove imprese ed opportunità di lavoro sul territorio, ripresa del turn over in Enel ed in Scl anche perché alla fine, l'elemento fondamentale per lo sviluppo dei territori sarà la creazione del lavoro». 
Esistono progetti mai partiti datati 2013? 
«Non ci sono progetti naufragati, ma operazioni in ritardo sui tempi di esecuzione previsti, causa ritardi nella concessione dei finanziamenti ed impedimenti normativi, tipo il parcheggio Piazzone a Pomarance, quello denominato Acquarella a Montecerboli, il secondo lotto della rotonda a Montecerboli e la piazza di Lustignano. I lavori saranno fatti nel 2014, alcuni sono in gara». 
Continua a sostenere la scelta dell'Unione Montana? 
«Strategicamente la scelta dell'Unione è giusta e credo che sarà vincente, le difficoltà riscontrate si inquadrano nell'incertezza delle regole, dei tempi ed in una mancata riforma seria e delle autonomie locali. I contributi previsti per le Unioni dei quali abbiamo beneficiato ci hanno consentito più impegno nell'esecuzione dei servizi legati alle funzioni che abbiamo associato come la Pubblica istruzione ed il settore scuola. 
Maggio è vicino: ha intenzione di ricandidarsi? Mi definisca in 3 parole l’ esperienza di primo mandato.
«Non abbiamo ancora deciso il nostro impegno per il futuro. Comunque per me è stata un’esperienza sfidante, complessa ed estremamente impegnativa».


I motivi di orgoglio: dal piano Larderello all’operazione frane

L’orgoglio della fascia tricolore. Quello del sindaco Martignoni abbraccia la conclusione dell'operazione “Rivivere Larderello”: vendita alloggi, risistemazione strutture pubbliche (scuole, piscina, palestra, cinema) manutenzione e strade. «In 4 anni abbiamo reso pubblico il villaggio "Michelucci" concludendo un'operazione che si trascinava da oltre 20 anni senza soluzione di continuità», commenta. 
E ancora tra le operazioni sul podio lo start-up del progetto di raccolta differenziata porta a porta su Pomarance e la messa in servizio dell'isola ecologica. E ancora estensione e ottimizzazione degli impianti di teleriscaldamento sul territorio, compresa la costruzione della centrale a biomasse a Micciano.
Martignoni guarda con orgoglio anche l'ottimizzazione degli impianti di distribuzione della risorsa idrica con rivisitazione e manutenzione straordinaria di tutta la rete, adduzione di nuova risorsa, creazione di nuove infrastrutture, abbattimento dell'arsenico nell'acquedotto della Carlina e risistemazione del deposito di San Dalmazio, in attesa della costruzione da parte di Asa dell'acquedotto Ponteginori-Volterra che renderà la Valdicecina autonoma ed autosufficiente. 
In ultimo c’è il progetto con la Provincia di Pisa che dopo 25 anni toglierà le frane dalle strade: un’operazione da oltre 2 milioni di euro.

Da "Il Tirreno" di Venerdì 3 Gennaio 2014