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sabato 22 marzo 2014

Infermiere di famiglia, più assistenza a casa con il nuovo progetto

Usl

POMARANCE - Si scrive Infermiere di famiglia, si traduce in un servizio di assistenza più capillare a tutte quelle persone che per problemi di salute non riescono a raggiungere le Case della salute di Pomarance e di Larderello. 
Nove addette ai lavori saranno disponibili da lunedì al venerdì, dalle 8 alle 17 e il sabato mattina dalle 8 alle 12 e insieme ai medici di famiglia saranno programmati gli interventi domiciliari, in base alle esigenze manifestate dai pazienti.
Il progetto è nuovo, partirà nella prima settimana di aprile. 
«Con questa nuovo modus operandi, quello che in parte veniva fatto anche prima sarà codificato e programmato: l’infermiere potrà effettuare medicazioni a domicilio, aiutare per le operazioni legate e flebo e cateteri, terapie per malattie terminali», spiega Loriano Fidanzi, capogruppo con delega alla sanità del Comune di Pomarance che insieme alla Società della Salute, al coordinamento infermieri e alla Asl ha realizzato il progetto. 
Un utente che ha bisogno dell’infermiere di famiglia che deve fare?
«Il servizio dovrebbe partire il primo di aprile – continua – Una persona può chiamare l’ufficio amministrativo della Casa della salute al numero 0588 62451 e far presente quali sono le necessità: sarà poi il medico a fare un programma delle uscite degli infermieri domiciliari e pianificare il lavoro». Fidanzi spiega che cosa cambia, rispetto alla “vecchia gestione”. 
«Se fino ad ora gli infermieri erano operativi su questo fronte la mattina, mentre il pomeriggio sbrigavano per lo più questioni amministrative, adesso fino alle 17 saranno a disposizione».
Il capogruppo non nega che il corpo degli infermieri è carente di una unità. «Con un infermiere o figure assimilabili in più si riuscirebbe a lavorare meglio, stiamo cercando di ottenerla». 
Intanto il Comune sta lavorando anche su un altro fonte: insegnare alla popolazione, prettamente composta da anziani, a utilizzare correttamente la tessera sanitaria elettronica. «In questo modo da casa le persone potrebbero visionare tante informazioni, tipo le analisi del sangue, senza fare la fila agli sportelli», chiude Fidanzi.

Da "Il Tirreno" di Sabato 22 Marzo 2014

mercoledì 25 settembre 2013

Casa della salute, Pomarance è pronta

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POMARANCE - Casa della salute, Pomarance dice sì. Si avvia, dunque, a prendere forma il progetto di potenziamento delle funzioni dell’ambulatorio di via Roma che verrà trasformato, in linea con gli indirizzi dei Piani sanitario regionale, in Casa della salute. 
Si discute su un primo ventaglio di ipotesi nelle stanze del municipio di Pomarance. Presenti all’incontro, oltre al sindaco Loris Martignoni e al capogruppo di maggioranza Loriano Fidanzi, Sabina Ghilli, direttore della Società della Salute, Silvia Bianchi, della direzione amministrativa zona Alta Valdicecina della Regione e Pietro Rivieri, rappresentante dei medici di base dell'Alta Valdicecina. 
Si amplia l’orario del servizio. La bozza di progetto prevede un ampliamento di orario del servizio di medico di base nell'ottica di una rinnovata sinergia con il personale infermieristico; una sperimentazione h16 in previsione di un raggiungimento della completa copertura h24, inizialmente e nei periodi di maggior mobilità, a sostegno del 118 dalle 24 alle 8.
E ancora potranno essere organizzati dei turni di reperibilità, con modalità da concordare tra azienda e medici a rapporto orario. 
Nondimeno la possibilità che nella Casa siano effettuati interventi di medicina primaria (punti di sutura, cura piccoli traumi), in modo tale da snellire e rendere più efficiente il lavoro del pronto soccorso, col quale la Casa della salute sarà in collaborazione.
Si prevede una più stretta collaborazione tra medici di base e specialisti; un maggiore lavoro in loco sulle situazioni di malattia cronica, specie in pazienti di età avanzata. 
Si parte a ottobre. «L’impegno è di partire già da ottobre – afferma Martignoni – sarà un’operazione in progress». 
Sabina Ghilli aggiunge: «E’ un modello assistenziale grazie al quale in un’unica struttura il cittadino può trovare più servizi, organizzati e adattati, in base alle esigenze della zona». 
Parla il medico. Medici e amministratori siederanno ad un tavolo, nel comune intento di migliorare i servizi sanitari del territorio. «Un esempio – spiega Rivieri – se arrivi alle 19,15 in ambulatorio per un piccola ferita, se non trovi nessuno vai al pronto soccorso, con la Casa della salute trovi, invece, qualcuno pronto ad assisterti, noi medici di base sono ormai anni che chiediamo questo tipo di operazione, qui a Pomarance c’è già una struttura che accoglie i medici di famiglia, si tratta di lavorare sinergicamente per migliorare ulteriormente qualcosa che già c’è».
 

 Parla il medico: 
«Difficile capire la giunta volterrana»

 «Volterra è un caso strano, l’azienda ospedaliera vuole investire sul territorio ed è proprio il territorio che sembra non voler percepire». Sulla diatriba relativa alla Casa della salute interviene Pietro Rivieri, rappresentante dei medici di base dell’Alta Valdicecina.
La Asl porta avanti l’operazione e a metà ottobre inaugurerà la struttura all’interno del presidio ospedaliero, ma sindaco e giunta non vogliono l’investimento in quella location per paura che sia a rischio l’ospedale. «È stato fatto un notevole lavoro per aggregare un gruppo unico di medici: che si creino problemi dopo che si è arrivati a questa disponibilità è difficile da spiegare, oltre tutto le perplessità a riguardo sono state più volte chiarite».

Da "Il Tirreno" di Mercoledì 25 Settembre 2013

mercoledì 11 aprile 2012

Ambulatori aperti 12 ore Nasce la Casa della Salute

Progetto attivo fino a dicembre nei comuni di Pomarance e Castelnuovo
Si rafforzano i servizi socio-sanitari: riconosciuta ai medici la zona “disagiata”

POMARANCE Ambulatori aperti dodici ore al giorno. Dal lunedì al venerdì e due ore la mattina del sabato. Con tanto di riconoscimento di zona parzialmente disagiata (finalmente dopo anni di pressioni) ai medici di famiglia.
Ecco le mura “virtuali” della Casa della Salute di Pomarance e Castelnuovo.
È una data storica per i due comuni geotermici che finalmente sanciscono, lo scorso 5 aprile, la nascita di questo contenitore in grado di garantire servizi e salute a zone non esattamente “facili” da gestire da un punto di vista logistico.
«Come amministrazione avevamo messo tra le priorità del nostro programma elettorale quella di fornire dei servizi socio-sanitari tali da soddisfare i bisogni reali della gente – dicono dal Palazzo di Pomarance –. Con questi accordi siamo in grado di dare tanti più servizi senza alcun aumento per gli utenti, nonostante i tagli fatti dal governo sulla sanità».
I presupposti della Casa della Salute.
Ci sono dei presupposti importanti che hanno permesso la realizzazione di questo progetto, firmato dalla Società della Salute. Ovvero la presenza sul territorio di forme associative di medici di famiglia in “medicina di gruppo”, con la loro disponibilità di aggregarsi al fine di creare una risposta ad un bacino di utenza pari a 9mila abitanti (i due comuni interessati). E soprattutto con il loro impegno a garantire un’effettiva continuità assistenziale con tanto di informatizzazione e collegamento tra ambulatori dei medici.
Medici coinvolti.
Al momento il progetto coinvolge i medici Pietro Rivieri, Gianluca Sguazzi, Franchino Franchi, Nedda Grassi e Edi Fedeli. Insieme a 7 infermieri, operatori sociali di supporto e 2 operatori amministrativi non dedicati in maniera esclusiva. Orari, sede, aperture. Ecco nei dettagli l’orario delle attività, spalmate sui presidi distrettuali di Pomarance - via Roma 5 -, Larderello - via Leone XIII 8-, Castelnuovo - via Roma.
Nelle sedi sarà assicurata una presenza di operatori e medici di 12 ore, 5 giorni a settimana, così suddivise.
  • Dalle 8 alle 14 presidio di Pomarance, ambulatori dei medici di famiglia;
  • dalle 14 alle 17 sempre a Pomarance ambulatorio infermieristico;
  • dalle 14 alle 16 a Larderello ambulatori dei medici,
  • dalle 16 alle 18 a Castelnuovo ambulatori dei medici; dalle 18 alle 20 a Castelnuovo e al presidio di Pomarance ambulatori medici.
L’infermiere presente, al bisogno, attiva la reperibilità telefonica dei medici di famiglia.
Il sabato sono aperte dalle 8 alle 10 le sedi di Pomarance e Larderello, dove sarà presente un medico. Questi orari resteranno validi fino al 31 dicembre.
Zona disagiata e incentivi.
«Dopo molti anni – fanno ancora sapere da Pomarance – siamo riusciti ad ottenere la zona parzialmente disagiata nell’ambito territoriale Pomarance-Castelnuovo per tutti i medici di famiglia». «Si tratta di una normativa varata nel 2000 dalla Regione, applicata in tante zone del territorio toscano, tranne la nostra, nonostante avesse tutte le caratteristiche previste dalla legge», spiegano. In soldoni, significa che sono previsti incentivi (10 euro all’anno a medico, per ogni paziente, esclusi quelli di Pomarance capoluogo) con i quali i medici, che fanno tanti chilometri al giorno per raggiungere i diversi ambulatori nei borghi, saranno equiparati ai dottori di grandi città che operano in un solo ambulatorio, a zero chilometri.

Dal "Il Tirreno" di Mercoledì 11 Aprile 2012

domenica 11 dicembre 2011

Iniezioni, prestazioni a domicilio

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Creato un albo di volontari che si attivano su richiesta del paziente Pomarance, il servizio d’intesa tra la Misericordia
e il Comune

 


 

POMARANCE. Iniezioni intramuscolari a chiamata. È la soluzione tampone che coinvolge la Misericordia e l’amministrazione comunale per venire incontro alle esigenze dei pomarancini dopo lo stop della Regione alla somministrazione presso l’ambulatorio di via Roma.
L’iniziativa è resa possibile da alcuni volontari, disponibili a recarsi su chiamata presso le abitazioni degli aventi bisogno. Il tutto nel rispetto delle competenze e delle mansioni del personale medico e infermieristico professionale. Il servizio, infatti, consiste nella somministrazione intramuscolo dei soli farmaci su prescrizione medica e per i quali non c’è l’obbligo della somministrazione da parte del medico curante. «I volontari disponibili per lo più sono persone che hanno imparato “l’arte” nell’ambito delle necessità familiari, parentali e amicali. Pertanto il servizio va interpretato unicamente come un atto di umana e cristiana solidarietà - spiegano i promotori -.
Il servizio si attiva con la richiesta del paziente, rivolta alla Misericordia nella sede di via Gramsci o telefonando allo 0588 65085, dopo aver compilato un apposito modulo. La richiesta rimane valida per due mesi e può essere rinnovata». 
Presso la sede della Misericordia esiste l’elenco dei volontari disponili con cui i richiedenti prenderanno gli opportuni accordi per l’espletamento del servizio. Si tratta di un elenco provvisorio e aperto a chiunque intenda offrire la propria disponibilità.«I volontari sono a disposizione in base alle loro esigenze personali, familiari e di lavoro. Ma nel caso in cui sia impossibilito sarà lo stesso volontario a interloquire con il richiedente per proporre un’altra persona». 
Al fine di tutelare e garantire i volontari
nell’espletamento di questo servizio, la Misericordia e l’amministrazione comunale, a seguito di opportune intese, provvederanno alla stipula di ogni possibile tutela giuridica e assicurativa, secondo le modalità e le norme vigenti.
La Confraternita sottolinea che «il servizio è completamente gratuito».

Da "Il Tirreno" di Domenica 15 Dicembre 2011

martedì 9 agosto 2011

«Un solo direttore ogni 2 Società della salute»

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La proposta-riflessione del consigliere: razionalizziamo le spese

 

 

 

 

POMARANCE. Un direttore ogni due Società della salute. Per razionalizzare le spese e «fare economia là dove i territori si somigliano, evitando sprechi».
La riflessione-proposta arriva da Loriano Fidanzi, consigliere comunale di Pomarance. Il politico, con delega alla Sanità ci tiene a sottolineare che non ha niente contro i servizi organizzati dalla Sds Valdicecina. Ma in tempi di crisi delle risorse, e soprattutto difficoltà a reperire fondi per servizi sanitari fondamentali per i cittadini è obbligo soffermarsi e pensare, seriamente, quali sono gli ambiti in cui poter tagliare e quali no.
«Le caratteristiche della Valdera e della Valdicecina secondo me sono abbastanza simili per poter pensare a un unico direttore, operazione che permetterebbe un risparmio di circa 110mila euro all’anno pari all’assunzione di 3 infermieri». 
Il consigliere articola la riflessione. «In questo modo si potrebbero garantire più servizi anche per le frazioni isolate». La ricetta secondo Fidanzi potrebbe essere semplice:
«Basterebbe un medico di famiglia a fare da coordinatore delle diverse zone, una figura che poi riferisce criticità e fa il punto della situazione in conferenza dei sindaci. Questa poi si rapporta al direttore». 
La riflessione presto diventerà una richiesta vera e propria che partirà da Pomarance per arrivare dritta in Società della salute. 
«Penso che oggi un segretario comunale, figura fondamentale per il funzionamento della macchina organizzativa del palazzo, svolge questa funzione anche per tre Comuni contemporaneamente. Non capisco perché non si possa fare la stessa cosa anche per il direttore della Società della Salute».

Da "Il Tirreno" di Martedì 9 Agosto 2011

domenica 27 marzo 2011

Sanità, Pomarance chiede e delibera la zona disagiata

POMARANCE. La richiesta diventa delibera di consiglio. Che vuol dire che il Comune di Pomarance ufficialmente chiede alla Asl il riconoscimento della zona disagiata per tutto il territorio comunale. «Questo atto va finalmente ad equiparare i nostri medici, anche se con molti anni di ritardo, ad altri medici che prestano servizio in zone con le stesse caratteristiche della nostra, cioè con molti abitanti che risiedono nei piccoli borghi senza servizi di trasporto, molto distanti dal capoluogo», fa presente Loriano Fidanzi, consigliere di maggioranza con delega alla sanità. Ora la delibera sarà valutata dal comitato aziendale Asl e dopo potrà essere applicata.
«Sono soddisfatto che finalmente si sia riusciti ad colmare un ritardo inaccettabile come amministrazione - continua - Inoltre ricordo che già il comune di Castelnuovo ha approvato analoga delibera e mi risulta che farà lo stesso entro la fine del mese anche Montecatini».

Da "Il Tirreno" di Domenica 27 Marzo 2011


sabato 5 febbraio 2011

Amianto - Ha vinto la civiltà

Pubblichiamo, con il permesso dell'autore, le seguenti considerazioni, apparse sulla "Spalletta" di Sabato 5 Febbraio, che consideriamo ottima sintesi di quanto é stato fatto finora in materia (e di quanto ci sia ancora da fare):

ll numero di dicembre 2010 di "ln...Comune" il periodico che la Municipalità di Pomarance ha inviato alle famiglie, riporta la notizia che si sarebbe aperto un tavolo di discussione tra Enel e i Comuni di Pomarance, Castelnuovo di Val di Cecina e Monterotondo Marittimo sull'ispezione dei tracciati dei vapordotti dismessi lungo i quali vi sono ancora considerevoli quantita di amianto. L'articolo di un Quotidiano locale con foto del signor Sindaco di Pomarance sorridente, informa che quel tavolo si é riunito e presto i percorsi saranno controllati.
L'Amministrazione pomarancina può ritenersi soddisfatta del lavoro svolto: é giunta a una buona conclusione mantenendo quanto promesso da Insieme per Cambiare nel programma elettorale. Infatti al primo punto dei progetti atttuativi é scritto: "Bonifica da amianto - Prendere in esame la mappatura dei vecchi vapordotti e dei siti industriali dismessi da bonificare". Il risultato ottenuto é merito delle Amministrazioni locali, della politica e del contributo significativo di tanti soggetti: dal "Comitato amianto e geotermia " Alta Val di Cecina, ai Iavoratori esposti all”amianto. Dai cittadini che hanno sollecitato incessantemente, alla signora che ha presentato querela alla Procura della Repubblica di Firenze, nella quale ipotizza il reato di strage e disastro ambientale. Dai sindacati dei lavoratori il cui apporto é stato poco energico con l'eccezione di una piccola sigla, a un istituto bancario che per la rimozione di manufatti contenenti amianto ha concesso prestiti a tasso molto agevolato a famiglie, artigiani e imprese locali. lnfine, ma non ultimi, tutt”altro, i media, soprattutto la carta stampata.
Prima di continuare é doveroso evidenziare che la somma stanziata per ispezionare e bonificare i tracciati dei vapordotti non svenerà Enel Green Power. E' di poco superiore all”uno percento degli utili delI”anno 2009. Una valutazione superficiale dell'avvenimento porta a credere, come si legge nell'articolo, che vi sia stata una piccola grande vittoria della zona contro l' ex-ente elettrico.
Questa considerazione é errata.
Se successo vi é stato, é l'affermazione della civiltá contro la barbarie della finanza e lo stress da borsa, che porta a ritenere 4 o 5 millesimi di euro di dividendo per azione più importanti della salute delle popolazioni. Per nessun motivo deve essere dimenticato che la zona ha subito numerosi lutti ed enormi danni ambientali di salubrità e di immagine. Sui decessi e gli evenuali risarcimenti emetterà verdetto la Magistratura. E' invece compito della politica esigere consistente risarcimento per gli altri danni. Questo non é un punto di vista bizzoso o sovversivo bensì la posizione tenuta dal Presidente degli Stati Uniti d'America nei confronti della multinazionale BP per il disastro petrolifero nel Golfo del Messico.
Se continuerà a prevalere la civiltà, ci saranno investimenti, posti di lavoro, un ambiente migliore e un futuro meno fosco per i giovani. Se vincerà la barbarie, avremo qualche indennizzo che permetterà di camminare su marciapiedi dorati dove non passerà nessuno. La civiltà é investire, acquisire conoscenze, cooperare, salvaguardare I”ambiente, creare opportunitá e benessere per le nuove generazioni; l'altemativa: lasciarsi annebbiare la mente dal denaro. Re Mida insegna. 

Lorenzo Vangelisti

venerdì 28 gennaio 2011

Amianto, c’è la mappa dei siti ancora pericolosi

Operativo il tavolo con Enel. Martignoni: 5 milioni per la bonifica

POMARANCE. Non solo si è aperto il tavolo. Ma sopra, come prima portata, c’è pure la mappatura delle zone ancora “rosse” e di quelle già bonificate, richiesta ormai da anni da più parti. E’ una svolta epocale per la questione amianto in Alta Valdicecina.
«Finalmente si è aperta la discussione tra l’amministrazione, i Comuni interessati dal problema, il Comitato contro l’amianto e l’Enel e già si stanno muovendo i primi passi in direzione di un vero riconoscimento del problema del materiale ancora in giro con la piena volontà di recuperare il territorio ancora inquinato per dare un risultato duraturo nel tempo». L’annuncio arriva dal sindaco di Pomarance, Loris Martignoni.
Ha il sapore di una piccola grande vittoria per le tante persone - il Comitato in primis - che in questi anni hanno combattuto perché le aree ancora contaminate e non segnalate venissero mappate.
Un modo per circoscrivere. Un inizio, dopo decine e decine di persone ammalate e di ritrovamenti vicino ad abitazioni, scuole, strutture pubbliche, boschi.
Ne sono rimasti pochi di vapordotti coibentati in amianto. Enel, dati alla mano, su oltre 500 chilometri di tubazione deve ancora rinnovarne 3. «Questi li costruiranno ex novo», precisa il primo cittadino. Altri sono i numeri dati dalla big della geotermia: su oltre 120 ritrovamenti, 24 sono stati individuati, circoscritti, ma ancora da bonificare.
«Noi - continua Martignoni, all’unisono con i sindaci di Monterotondo e Castelnuovo - abbiamo chiesto all’azienda un maggior impegno sui ritrovamenti vicino ad abitazioni, paesi e strutture pubbliche perché sono veramente deleteri». E il sì da Enel è arrivato, con l’assegnazione di un contratto da 5 milioni di euro da utilizzare già nel 2011. «Le 2 imprese che opereranno sul territorio hanno garantito l’apertura di 8 cantieri in contemporanea, con la priorità su Pomarance per i siti da bonificare a S.Ippolito, nella zona intorno al Pip e a Larderello. Per contratto l’impresa deve anche monitorare settimanalmente i ritrovamenti, in modo che gli eventi atmosferici non danneggino le recinzioni». Per quanto riguarda la mappatura, si riferisce alla cartina dei vapordotti esistenti fino agli anni ’50.

Da "Il Tirreno" di Venerdì 28 Gennaio 2011


sabato 15 gennaio 2011

Abbattuto l’arsenico dall’acqua di Montecerboli

L'abbattitore è stato installato ed è funzionante

POMARANCE. Via l’arsenico, dopo quasi 80 anni, dall’acqua potabile di Montecerboli e Larderello. E’ una data storica per il sindaco di Pomarance Loris Martignoni. «E’ entrato in funzione l’abbattitore, finalmente il valore in ingresso al deposito di Sol di Chiurlo misurata 12.4 microgrammi per litro, mentre il valore in uscita è inferiore a 1 mg», spiega. Tabelle alla mano, evidenzia che i valori di arsenico sono ben al di sotto del limite di sicurezza previsto dalla normativa vigente (10 microgrammi per litro), ponendo fine ad una lunga catene di deroghe che si protraeva da oltre 7 anni.
L’abbattitore, ad alto contenuto tecnologico, è stato installato a cura da Asa al deposito Sol di Chiurlo a Larderello, ed è il primo macchinario entrato in funzione nella nostra regione.
Da un primo sguardo si nota subito sia l’alto profilo tecnologico dell’impianto, sia la complessità del sistema dotato di una molteplicità di componenti che si snodano come una ragnatela all’interno di un box prefabbricato ove sono presenti due grosse cisterne, che contengono entrambe le rarissime resine in grado di filtrare l’arsenico dall’acqua proveniente dalla Carlina.
Al momento l’impianto non è ancora a pieno regime, ma già dai primi risultati il funzionamento è assicurato.
L’importo complessivo dell’investimento sostenuto da Asa per l’acquisto e la posa in opera di tale apparecchiatura si aggira intorno ai 70mila euro. Oltre a questo intervento sono state effettuate altre importanti migliorie all’interno del deposito di Sol di Chiurlo, come la sostituzione delle vecchie tubazioni con nuove condotte in acciaio inox, l’istallazione del telecontrollo e la risistemazione delle apparecchiature interne al nuovo deposito. «Ringraziamo l’Asa per l’attenzione e l’impegno che ha riservato al nostro territorio, in particolare la squadra operativa della Val di Cecina».

Da "Il Tirreno" di Sabato 15 Gennaio 2011


venerdì 31 dicembre 2010

Arsenico nell’acqua, arriva l’abbattitore

Il Comune risolve il problema

POMARANCE. Arriva l’abbattitore dell’arsenico, Pomarance verso la definitiva risoluzione della contaminazione dell’acqua. «E’ il vero successo di questo anno e mezzo di legislatura», non fa fatica a dirlo il sindaco Loris Martignoni.
La richiesta era partita dal Comune all’Asa giusto un anno e mezzo fa. «La presenza di arsenico nelle nostre acque è un fenomeno che esiste da sempre - spiega - Dal 2003 la Commissione Europea andava avanti con deroghe rispetto ai parametri da rispettare, procedimento a cui ha messo fine qualche mese fa. Da qui è nata l’esigenza di arrivare alla risoluzione della questione, per riportare i livelli di arsenico sotto quelli determinati dalla normativa».
Costanti le misurazioni fatte fare dal Comune, prima dell’arrivo dell’abbattitore.
«Le ultime - precisa - danno una presenza di arsenico inferiore ai 5 mcg/l, livello che sarà abbassato quando saranno terminati i lavori in corso al deposito di Poggio alle Forche, relativi ad una maggiore portata per la miscelazione con l’acqua della Carlina che arriva al deposito dei Collazzi.
Altro discorso per quanto riguarda Montecerboli, una volta servito esclusivamente dall’acquedotto delle Carline dove la presenza si quantificava fino a 42 mcg/l in estate per scendere a 25-30 mcg/l in inverno».
Adesso con l’arrivo dell’abbattitore la situazione cambierà radicalmente.«Nel giro di pochi giorni sarà installato al deposito di Sol di Chiurlo a Larderello, dove arriva l’acqua della Carlina».
Rispetto ai tempi in cui si verificherà l’abbassamento dell’arsenico per rientrare definitivamente nei livelli normativi: «Credo che già in una settimana dal suo azionamento potremo cominciare a vedere qualche risultato», conclude il sindaco Loris Martignoni.

Da "Il Tirreno" di Venerdì 31 Dicembre 2010