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venerdì 17 gennaio 2014

Lampo Green Gas sì della Regione al nuovo impianto

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Pomarance: all’attività di produzione di anidride carbonica si legano a pieno regime quindici posti di lavoro.

POMARANCE - Un ok alla Valutazione d’impatto ambientale (Via) liberatorio, quello dato dalla Regione all’impianto per il recupero e la purificazione di anidride carbonica della Lampo Greengas. 
Sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana (Burt) si è ufficializzata una decisione attesa da ben cinque anni e che promette di portare nuovi posti di lavoro a Pomarance. 
«Finalmente è arrivato il via libera – spiega il sindaco Loris Martignoni –, ma che fatica che abbiamo fatto. I tempi della burocrazia sono troppo lunghi e di questo passo il Paese ne soffrirà in maniera irrimediabile». 
Lampo Greengas dovrà affrontare un ulteriore passaggio prima dell’inizio dei lavori dell’impianto: la conferenza dei servizi per la concessione mineraria. Poi potrà cominciare le operazioni di realizzazione dello stabilimento all’interno del Pip di Larderello, collegato con la centrale di Valle Secolo. 
A regime troveranno lavoro in maniera diretta circa quindici persone, con l’aggiunta del personale necessario per il trasporto dei contenitori dell’anidride carbonica. Un elemento che serve per il settore dell’antincendio, con l’impiego per le sostanze contenute all’interno degli estintori, ma anche per il comparto alimentare se si pensa agli involucri in plastica utilizzati per contenere alcune tipologie di cibo. In tutto, la produzione di anidride carbonica sarà di 60mila tonnellate all’anno, con dodici mezzi che usciranno ogni giorno per la distribuzione del “prezioso” materiale. «Possiamo tranquillamente definirlo prezioso, senza dubbio – afferma Martignoni –. Almeno per il nostro territorio. 
Questo impianto porterà posti di lavoro, servirà a imbottigliare l’anidride carbonica senza che venga liberata in atmosfera e non ci saranno più perforazioni nel sottosuolo. Una boccata d’ossigeno importante per Larderello, Pomarance e l’Alta Valdicecina. Ma per arrivare a questo risultato siamo stati costretti ad aspettare ben cinque anni. Tempi troppo lunghi per un’economia che viaggia a velocità infinitamente superiori». Che aggiunge: «La nostra fortuna è stata che l’anidride carbonica utile per il business della Lampo si trova praticamente solo nel nostro territorio. Altrimenti avrebbero investito da un’altra parte. E noi avremmo perso questa opportunità che, anche se non è risolutiva per la crisi economica, è comunque un tassello importante in un quadro occupazionale e lavorativo non ottimale». 
E conclude: «Tiriamo un sospiro di sollievo per come sta andando a finire la vicenda. I lavori potrebbero iniziare alla fine di febbraio e in pochi mesi l’attività potrebbe finalmente cominciare così come la Lampo Greengas l’aveva pensata alcuni anni fa».

Da "Il Tirreno" di Venerdì 17 Gennaio 2014

martedì 14 gennaio 2014

Martignoni - «Il piano cave l’abbiamo ereditato e non è definitivo»

2680 POMARANCE IL SINDACO MARTIGNONI REPLICA ALLE ACCUSE: «RISPETTATE CONDIZIONI DI LEGGE»

«IL PIANO cave è una situazione ereditata, partita già sette anni fa e che ora è in fase di valutazione». A dribblare le pesanti accuse che un gruppo di ambientalisti rivolge direttamente al Comune di Pomarance sul nuovo piano cave è direttamente il primo cittadino del borgo geotermico Loris Martignoni. 
La situazione è sì spinosa, ma il sindaco assicura che il suo municipio non ha agito nel silenzio più totale, respingendo così gli attacchi mossi dai cinque residenti che hanno già presentato ricorso al Tar: «Il Comune ha rispettato tutte le condizioni di legge imposte dall’iter – spiega Martignoni – la programmazione è partita durante la precedente legislatura e gestita dalla Regione e principalmente dalla Provincia di Pisa, che ha in mano direttamente la programmazione in materia di escavazioni. 
Durante questi 7 anni, i due enti hanno svolto le loro indagini che sono poi state recepite dal Comune, inserendo il piano cave attraverso una variante all’interno del nostro regolamento urbanistico. 
Il Comune ha svolto il percorso seguendo i vari step imposti dalla legge, anche con le apposite pubblicazioni». Martignoni fotografa la situazione attuale del nuovo piano cave: «I tecnici hanno individuato nell’area di Santa Emilia l’esistenza di un possibile giacimento da mettere in coltivazione. 
A breve daremo il via ad un incontro per valutare l’avvio di una valutazione di impatto ambientale ed ognuno può ancora presentare le proprie valutazioni. Se poi si presenteranno le condizioni di legge perché quel sito venga aperto e coltivato, ovviamente dovranno essere messe in atto tutte quelle prescrizioni che risultino meno impattanti per l’ambiente. 
La situazione richiede il massimo equilibrio fra il mantenimento del livello occupazionale e le tutele per le strutture ricettive che gravitano nella zona e per coloro che hanno a cuore il paesaggio in cui vivono», chiude Martignoni.

Da "La Nazione" di Martedì 14 Gennaio 2014

domenica 12 gennaio 2014

«Una cava pro ambiente» I volantini dei dipendenti della Ditta Granchi

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I lavoratori della ditta Granchi tappezzano Pomarance per spiegare il progetto «Niente impatto visivo importante e recupero del verde dell’area estrattiva»  

 

 

POMARANCE - La questione è calda. E alimenta grossi malumori a Pomarance. Da una parte il Comitato degli agriturismi che ricorre al Tar contro il progetto della cava di S. Emilia, dall’altra ci sono i lavoratori della ditta Granchi le cui prospettive occupazionali “pendono” e “dipendono” da quell’attività estrattiva. 
Sono proprio loro (o almeno così dice la firma) ad aver tappezzato il borgo geotermico con tanti volantini in cui si spiega il progetto. 
Un sito di cava che, a detta loro, avrà a cuore l’ambiente. «Dal punto di vista morfologico, la futura area estrattiva può essere raffigurata come una "cava di pianura", impostata in un contesto pianeggiante che, necessariamente, dovrà essere coltivato mediante la realizzazione di più fronti temporanei di cava ubicati ad un livello inferiore rispetto al piano di campagna originario. 
Facendo proprie le motivazioni e le preoccupazioni ambientali e paesaggistiche che hanno il piano di coltivazione articolato sulla realizzazione di due Lotti, in modo da evitare la realizzazione di fronti di scavo estesi ed i lotti suddivisi in settori. Tutto ciò di fatto, limita l'escavazione a modesti settori dell'area di coltivazione, consentirà di evitare un impatto visivo decisamente importante». 
E ancora, vanno nello specifico: «Verrà effettuato un veloce ripristino, vegetazionale e cromatico, dello stesso settore in coltivazione: si comprende facilmente come l'impatto visivo dell'attività estrattiva verrà ridotto ai minimi termini e rappresenterà un impatto solo temporaneo. Infatti svilupperà per strisce di larghezza non superiori a 30 metri; a sua volta, ogni striscia verrà articolata in settori di larghezza non superiore a 20 metri». Ogni settore di coltivazione, quindi, si svilupperà su di una superficie di circa 600 m2 che potrà variare in più o in meno, in relazione all'andamento del limite di coltivazione dell'area estrattiva. «Una volta raggiunta la quota di fondo scavo, si procederà al parziale riempimento del settore "già coltivato" con il terreno vegetale precedentemente accantonato. 
La sistemazione del terreno, sia limoso che vegetale, avverrà andando ad occupare all'incirca la metà della striscia coltivata in modo da ottenere un piano sufficiente a garantire, all'occorrenza, nella futura utilizzazione agricola, anche arature profonde. E cosi' via, fino ad esaurimento dei settori. 
Tenendo conto che l'obiettivo finale del recupero ambientale dell'area estrattiva consiste, oltre che nel garantire la stabilità del versante interessato dalle operazioni di coltivazione, nella ricostituzione di una copertura vegetale stabile e in armonia estetica e qualitativa con il paesaggio vegetale, saranno eseguiti interventi di preparazione del terreno per consentire le operazioni di rinverdimento e di riforestazione dell'intera area estrattiva oggetto di recupero ambientale».

 

Il sindaco Martignoni - «Sarà una decisione tecnica e ponderata»

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Una decisione critica e importante. Che deve tener conto di interessi contrastanti e legittimi da ambo le parti: nel mezzo ci sta il Comune di Pomarance, con il sindaco Loris Martignoni a fare l’ago della bilancia. 
«Dico a tutti di stare tranquilli, non sarà una decisione avventata: sicuramente per la concessione delle coltivazioni sarà necessaria una nuova valutazione di impatto ambientale con cui capiremo meglio le condizioni positive e negative della questione». 
Il primo cittadino ci tiene a sottolineare che si tratterà di una decisione tecnica, che non ha niente di politico. «Questa programmazione territoriale era già stata avviata anche nella passata legislatura, a settembre quando abbiamo approvato la variante al regolamento urbanistico che ha portato all’approvazione del piano cave, abbiamo solo portato avanti tecnicamente un iter provinciale e regionale cominciato prima di noi». Provincia e Regione danno l’ok. 
Il Comune si accoda e non può fare diversamente, dice Martignoni. «Dobbiamo operare nella legalità e nei termini di legge: questo vuol dire che l’imprenditore, in questo caso Granchi, oggi ha diritto di chiedermi la coltivazione della cava e mi potrebbe chiedere danni se io non procedessi». 
Il sindaco non dimentica l’aspetto occupazionale: «A quella cava sono legati oltre una ventina di posti di lavoro: quello che possiamo fare è prevedere tutta una serie di prescrizioni alla ditta Granchi, nel momento della concessione. Questo sì che è fattibile, e saranno prescrizioni che vanno in direzione della tutela dell’ambiente e del nostro territorio a vocazione turistica». 
Per Martignoni ben venga un ricorso al Tar: «Avremo una valutazione importante in più».

Da "Il Tirreno" di Domenica 12 Gennaio 2014

giovedì 26 dicembre 2013

Oltre un milione di fondi per le energie rinnovabili

Geot

Cosvig contro la crisi, bando triennale per le aziende di Pomarance e Castelnuovo Tra le condizioni essenziali per fare domanda, quella di creare posti di lavoro



POMARANCE - Garantire nuovi posti di lavoro e avere la sede a Pomarance o a Castelnuovo Valdicecina. Queste le due condizioni essenziali per partecipare al bando triennale anti-crisi promosso da Cosvig - Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche - insieme ai Comuni soci.
Sono 1 milione e 220mila euro i contributi a disposizione per le imprese del territorio che intendano investire nel settore delle fonti energetiche rinnovabili e dell’efficientamento energetico. 
«Le domande saranno presentabili a sportello fino al 31 ottobre 2016, salvo esaurimento fondi: tutte le informazioni al riguardo sono consultabili sul nostro sito www.cosvig.it alla sezione bandi», dicono dal Consorzio. «La crisi economica è ancora un problema contingente ed è particolarmente sentito nei territori che già scontano problemi di marginalità dovuti in primo luogo alle difficoltà infrastrutturali legate alle viabilità. Per questo motivo Cosvig, in accordo con i propri soci, ha intrapreso un’iniziativa sul proprio territorio con l’obiettivo di contrastare la crisi», continuano e vanno nel dettaglio. 
Possono fare domanda le iniziative imprenditoriali che incentivino lo sviluppo di attività economiche; oppure progetti concepiti nella logica della condivisione territoriale rispetto alle direttrici di sviluppo del sistema economico locale, che dovrebbero introdurre elementi di innovazione sia dal punto di vista della diffusione delle energie rinnovabili che della sensibilità e della corretta informazione sull’efficienza energetica in ambito produttivo. 
Le tipologie d’investimento che possono essere finanziate riguardano la ristrutturazione di immobili strumentali all’attività d’impresa, il rinnovo o l’adeguamento di impianti, macchinari, attrezzature per il miglioramento delle prestazioni energetiche, l’acquisizione di marchi e brevetti, le spese sostenute per innovazioni di prodotto o processo in chiave energeticamente più efficiente sino all’avvio di nuove imprese. 
Tutte queste tipologie d’investimento potranno accedere ad un contributo a fondo perduto non superiore al 30% delle spese di progetto, con un ammontare minimo di spese rendicontabili pari a 50mila euro e per un contributo massimo sino a 200mila euro. 
È previsto anche un sistema di premialità aggiuntive sino ad un massimo del 15% nel caso ricorrano specifiche condizioni. Tra queste l’incremento di occupazione, la nuova occupazione femminile o giovanile, l'imprenditoria femminile o giovanile, la formazione per i lavoratori, i miglioramenti ambientali o tecnologici, il partenariato con istituti di ricerca o la collaborazione con altre imprese. 

da “Il Tirreno” di Mercoledì 24 Dicembre 2013

sabato 21 dicembre 2013

Laboratorio geotermico al via la realizzazione

Larderello
Pomarance, cantiere da oltre un milione di euro con la prospettiva di dare lavoro Il Centro finanziato da Regione e Cosvig farà ricerca e darà servizi alle imprese

POMARANCE - Vale oltre un milione di euro ma promette molto di più il Centro di eccellenza per la geotermia di Larderello. 
Il Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche (Cosvig) ha aggiudicato l’appalto per la realizzazione del laboratorio che sorgerà all’interno dei locali restaurati dell’edificio scolastico del villaggio-azienda griffato Michelucci. 
«La previsione è che il cantiere si possa concludere in estate», afferma il direttore Cosvig Sergio Chiacchiella. Che aggiunge: «La struttura opererà a servizio degli enti pubblici e delle imprese geotermiche, in particolare per l’analisi della risorsa a media e bassa entalpia e per la risoluzione dei problemi di incrostazione e perdita di calore nei vapordotti». 
Al Centro si lega una prospettiva più ampia. è un tassello fondamentale per strutturare la ricerca geotermica nella media e bassa entalpia per la produzione di riscaldamento ed energia elettrica, ma anche per il consolidamento delle tecniche di alta entalpia, sperimentando e facendo ricerca. «Ci sono spazi di mercato – dice Chiacchella –. Anche il Piano energetico ambientale della Regione, che dovrebbe essere approvato prima dell’estate, punta sulle biomasse da filiera corta e la geotermia a bassa e media entalpia». 
La struttura prenderà forma a fronte di un investimento di 1.033.485 euro, sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa fatta dalla Tse Srl di Poggibonsi. Una spesa che per la quasi totalità è destinata all’acquisto di macchinari e strumentazioni. Il tutto finanziato con risorse della Regione Toscana per una quota del 70% e il resto con fondi del Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche. 
«In parallelo penseremo anche alla pianta organica che dovrà mandare avanti il Centro – dice il direttore Cosvig –. I laboratori saranno aperti anche a professionisti e tecnici del settore. Il punto di arrivo, se il mercato risponderà come ci aspettiamo, è di arrivare a regime all’assunzione di cinque ricercatori». Che aggiunge: «È una previsione realistica, anche in virtù delle aspettative che si accompagnano ai permessi di ricerca attivi. Dovremo vedere quanti di questi si trasformeranno in permessi di coltivazione. Insomma, faremo un passo alla volta consolidando ogni conquista».
Al termine dei lavori di ristrutturazione e di installazione delle strumentazioni seguirà una fase di test. Il taglio del nastro potrebbe avvenire all’inizio dell’autunno.

 da " Il Tirreno" di Sabato 21 Dicembre 2013

domenica 21 luglio 2013

Nuove assunzioni nella geotermia Selezioni a settembre

Si cercano periti per la manutenzione degli impianti Martignoni: dal 2009 ad oggi inserite 130 persone

POMARANCE - Nuove assunzioni agli impianti geotermici di Enel Green Power. Tra poco più di un mese, ad inizio settembre, si parte con la selezione.
Questa volta sotto la lente esaminatrice dei vertici dell’azienda ci saranno periti e operai da destinare all’esercizio e alla manutenzione degli impianti.
«Nel 1995 Enel aveva qualcosa come 1.600 persone nel suo organico per arrivare al 2009 con meno di settecento unità, una riduzione drastica che in quegli anni ha portato pochissimi inserimenti», premette il sindaco di Pomarance Loris Martignoni. Che non manca di snocciolare altri numeri per segnare una importante inversione di tendenza dell’azienda che ha in quel di Larderello il cuore della geotermia a livello mondiale. Tante assunzioni dal 2009.
«Dal 2009, anno in cui mi sono inserito, ad oggi – continua – nei 19 comuni geotermici sono ben 130 le assunzioni fatte dall’azienda in quei territori sede di impianti geotermici, che, come da accordi, hanno la priorità». Martignoni si dice soddisfatto dell’inversione di tendenza.
E guardando alla nuova selezione prevista all’inizio di settembre le parole sono positive. «Adesso in vista c’è un’altra selezione, non sappiamo di quante persone abbiano bisogno, ma credo che sia un segno importante di un’azienda che a fronte di pensionamenti, assume pure, cosa rara nel momento in cui siamo».
Figure ricercate. L’azienda cerca candidati junior, di età compresa tra i 18 e i 29 anni, con diploma di geometra, perito meccanico, chimico, elettrotecnico, elettronico, telecomunicazioni, minerario. Oppure ragazzi che abbiano frequentato 5 anni di Ipsia con specializzazioni tecniche, maturità scientifica, voto a partire da 65/100.
Per quanto riguarda i candidati cosiddetti senior, si cerca personale di età inferiore a 40 anni, diplomati alla scuola superiore con un percorso di studi di 5 anni.
Categoricamente si sottolinea che l’azienda vuole persone residenti nei comuni geotermici sede di impianti.
Come candidarsi alla selezione. È fondamentale essere inseriti nel database dei candidati con tanto di curriculum vitae: si può fare attraverso il sito web di Enel, www.enel.it-carriere-invia curriculum (oppure modifica curriculum nel caso un cv fosse già inserito). A questo punto i candidati saranno invitati, attraverso una procedura guidata, a inserire tutti i dati necessari e al termine sarà inviata loro per posta elettronica una password che potrà essere utilizzata per consultare o aggiornare il proprio curriculum.
Da "Il Tirreno" di Domenica 21 Luglio 2023

sabato 20 aprile 2013

Scl e le promesse mantenute investimenti e occupazione

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Larderello, inaugurato l’impianto per la produzione di antifiamma a basso impatto ambientale In tre anni 3 milioni di euro per ammodernare lo stabilimento e la discarica, 20 i nuovi posti di lavoro
 
LARDERELLO - Cinque assunzioni negli ultimi tre mesi. E lo sguardo proiettato sul futuro. 
Nonostante la crisi internazionale la Società Chimica Larderello tiene il passo. E raccoglie i primi frutti a tre anni dal Protocollo d’intesa con le istituzioni e i sindacati che ha legato lo sfruttamento e la messa in sicurezza della discarica di Bulera agli investimenti per rilanciare la presenza industriale di un’azienda che dall’Alta Valdicecina si proietta sui mercati internazionali, su cui realizza il 90% del proprio fatturato. 
Un investimento di 3 milioni di euro per un incremento dei livelli occupazionali diretti di 20 nuovi posti nell’ultimo triennio, oltre alle ricadute sull’indotto dell’Alta Valdicecina. Entra in esercizio l’impianto per la produzione di stannati di zinco, ovvero antifiamma a basso impatto ambientale.
Mentre in parallelo alla discarica di Bulera un moderno impianto consentirà l’integrale recupero delle acque di percolazione, destinate a soddisfare il fabbisogno idrico dello stabilimento di Larderello (circa 30mila metri cubi all’anno). 
«Qui ci sono le competenze e la disponibilità di energia geotermica che fanno di Larderello il centro delle nostre attività – afferma l’amministratore delegato di Scl Paolo Bonini –. A tre anni dalla sigla del Protocollo d’intesa con le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali, nonostante una crisi internazionale senza precedenti, proseguiamo con successo nel piano di sviluppo industriale presentato alle autorità nel maggio del 2010. E nel medio termine abbiamo altri progetti di sviluppo». 
Soddisfatto il sindaco di Pomarance Loris Martignoni. «Quel protocollo rappresenta una scommessa che siamo riusciti a portare avanti – dice –. La discarica è stata resa efficiente e sicura. Si è creato lavoro e migliorato l’aspetto ambientale». 
Tra le autorità intervenute al taglio del nastro del nuovo impianto anche il prefetto di Pisa Francesco Tagliente.
«È un esempio di come superare la crisi – afferma il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni – accelerando i propri investimenti in innovazione e ripensando criticamente il proprio modo di operare». 
Il bilancio dell’operazione lo fa l’assessore regionale alle Attività produttive Gianfranco Simoncini. «La società ha deciso di restare in Toscana e puntare tutto sull'innovazione e sulla qualità,rinnovando le tecniche e l'organizzazione produttiva, con una maggiore attenzione all'ambiente e alle tecnologie di recupero delle risorse naturali geotermiche. 

Il risultato è stato un rilancio dell'occupazione,
diretta e nell'indotto, e una migliore gestione energetica e ambientale. E' la dimostrazione che il futuro del manifatturiero, in Italia e in Toscana, è strettamente legato alla qualità e all'innovazione».

 Da "Il Tirreno" di Sabato 20 Aprile 2013

sabato 27 ottobre 2012

Addetti “geotermici” e cassa edile per ripartire

Pomarance, lo sportello di formazione e pratiche del settore aprirà entro l’anno. Nel pip arrivano aziende da fuori con la prospettiva di 60 posti di lavoro

POMARANCE - Arrivano dall’Emilia Romagna, da Piombino e da Civitavecchia alcuni degli ultimi tasselli di economia che si insedieranno nell’area produttiva di Larderello, in fase di ultimazione dei contratti. Pip, questo, che insieme a quello di Pomarance che a marzo sarà pronto per essere commercializzato, costituirà l’asse di sviluppo occupazionale e produttivo del comune governato dal sindaco Loris Martignoni.
«Sta andando avanti, nonostante il momento di crisi, il progetto di dar vita ad un distretto geotermico specializzato tale da recuperare e localizzare sul territorio tutto quell’indotto di addetti a servizio della geotermia che da sempre Enel faceva venire da fuori», spiega il primo cittadino.
Che ribadisce l’importanza, in questo processo, della collaborazione con l’Osservatorio dell’Unione dei Comuni, di fatto il filo diretto con le aziende della zona.
PIP Larderello. Da un lato c’è l’impresa Lampo Green Gas, la società che ha progettato la costruzione di uno stabilimento per la purificazione ed il recupero di anidride carbonica ad uso alimentare ed industriale, che ha occupato la parte superiore del pip. «Questa operazione è chiusa da tempo e a breve l’azienda passa alla costruzione dello stabilimento», continua.
Nella parte bassa dell’area si insedierà una realtà della zona specializzata nell’industria e servizi, dall’Emilia arrivano trattamenti di reflui da perforazioni e da Piombino proviene la società di carpenteria. Fuori pip, ma sempre vicino una società di Civitavecchia che fa analisi e metallografie.«Con queste realtà abbiamo già contrattualizzato e stiamo trattando per assegnare le ultime due piazzole. Siamo soddisfatti e possiamo dire che nel giro di due anni l’intera area sarà a regime e funzionante», prosegue, ricordando le misure del pip. Ovvero una superficie di 24mila metri quadri totali, il Comune ha beneficiato di contributi Cipe per oltre 1,1 milioni di euro e la spesa per l'urbanizzazione è stata di 2 milioni di euro, con un costo di vendita al metro quadro tra i più bassi della Toscana, 21 euro al metro quadro.
Il PIP di Pomarance. Alcuni ritardi con la ditta che opera nel pip di Pomarance non fermano l’avanzamento lavori e a marzo, a detta del sindaco, tutto sarà pronto per essere commercializzato.

« Apre la cassa edile. Linfa al settore dei cantieri e delle costruzioni, stritolato dalla crisi anche in zona, arriverà dalla cassa edile che aprirà a Pomarance entro la fine dell’anno. Si tratta di uno strumento che, un paio di volte a settimana, si occuperà di dare un supporto alla realtà del settore, agli stessi operati e imprenditori per sbrigare pratiche e soprattutto per fare formazione e dare informazioni su contributi e sovvenzioni.
«Se facciamo un’analisi di quello che dal 2009 ad oggi sta succedendo sul nostro territorio – chiude il primo cittadino – non possiamo certo lamentarci, considerato i tempi che stiamo vivendo. Enel, in totale, ha assunto 130 ragazzi per dare nuova linfa al turn over, la Lampo Green gas metterà al lavoro una quindicina di persone e le altre realtà che arriveranno nel pip di Larderello porteranno qualcosa come una sessantina di posti, anche perché gli accordi con il Comune sono quelli di prendere manodopera locale. Credo che i progetti e i piani che questa amministrazione aveva annunciato, stiano andando avanti».

Da "Il Tirreno" di Sabato 27 Ottobre 2012

domenica 19 febbraio 2012

Scl, fotovoltaico e assunzioni L’azienda marcia a pieno ritmo

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Alla discarica di Bulera l’Enel ha avviato l’iter per collegare i pannelli di silicio alla rete elettrica Almeno 5 posti di lavoro in vista, altri arriveranno con l’avvio della produzione di stannato di zinco

POMARANCE Corre lungo un cavo dell’elettricità la nuova vita della discarica di Bulera. La parte dismessa e chiusa è destinata a restare un sito produttivo, con una copertura in pannelli fotovoltaici.
A dare il segno che i tempi per l’accensione dell’impianto sono maturi è la richiesta di Enel Distribuzione per la costruzione di un elettrodotto per «soddisfare la richiesta di allacciamento avanzata dalla Società Chimica Larderello in via discarica di Bulera, per un impianto di produzione da fonte solare».
Una prima tappa del protocollo d’intesa, che ha segnato la svolta nella gestione della Società del 2010, si chiude in positivo. Così come lo scorso anno, che è stato archiviato con un fatturato nell’ordine dei 30 milioni di euro.
Il tutto nel segno del piano di rilancio da 13 milioni di euro. Investimenti che stanno portando nuova linfa e prospettive all’azienda. Al punto che la proprietà conferma l’impegno nei prossimi mesi ad aprire i cancelli a nuovi assunti. È quanto riferisce la responsabile della camera del lavoro di Volterra Sonia Antoni: «La direzione ci ha presentato un programma di investimenti e di nuove assunzioni, almeno 5 persone. Un numero da non sottovalutare visto lo scenario generale di crisi». Che aggiunge: «Già adesso alcune postazioni sono in sofferenza e si fanno parecchi straordinari».
Un colpo d’acceleratore arriverà con il trasloco a Larderello delle produzioni inglesi. La Scl, infatti, ha inglobato la storica società inglese Joseph Story, leader nella produzione dello stannato di zinco. E il piano prevede di chiudere lo stabilimento oltremanica. Un passaggio a cui si accompagnano nuove assunzioni di manodopera, personale qualificato, ricercatori e giovani laureati.
Attualmente Scl è l’unico produttore europeo di specialità a base di boro, che trovano applicazione in svariati settori, dal chimico al farmaceutico, dal nucleare all’elettronico. La società vende i propri prodotti in tutto il mondo, distribuendoli in oltre 50 Paesi. Una settantina i dipendenti, di cui 50 a Larderello. Uffici a Milano e sedi commerciali negli Stati Uniti, in Germania e nella Repubblica Popolare Cinese. Dei 13 milioni del piano industriale 5 sono per migliorare l’impianto della discarica: un milione e mezzo per il trattamento del percolato con un impianto specifico e 3,5 milioni per il “capping" del sito. I restanti 8 milioni, invece, sono tutti per l’area industriale e comprendono il regolamento Reach, la cui applicazione richiede un investimento di 1,5 milioni di euro, il rinnovo degli impianti (2 milioni), l'espansione della capacità produttiva (un milione), l'ampliamento della rete commerciale (un milione e mezzo di euro) e il lancio di nuovi prodotti con una quota di 2 milioni di euro.

Da "Il Tirreno" di Domenica 19 Febbraio 2012

martedì 3 gennaio 2012

Turismo e lavoro a Larderello

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Maxi progetto in arrivo e investimenti: nel 2012 teleriscaldamento per tutti

«Il parcheggio del Piazzone servirà per rilanciare il commercio»

 

 

POMARANCE. Rilancio del commercio, teleriscaldamento a biomasse anche nelle frazioni ad oggi senza, investimenti nei borghi nel nuovo anno. Un futuro forse privato per Ges. Pure ombre su quel che di meglio poteva essere fatto nel 2011. E’ lo stesso sindaco di Pomarance Loris Martignoni a fare un bilancio di ciò che è stato e quel che sarà
Tre progetti targati 2012 «Il teleriscaldamento di Micciano: è il primo progetto di teleriscaldamento a biomasse nel Comune, vista l’impossibilità di portare il vapore geotermico si è ricercata un’altra possibilità nel campo delle energie rinnovabili per iniziare a dare soluzione ad un annoso problema quale quello della mancanza di teleriscaldamento nei soli paesi di Libbiano, Micciano e Montegemoli.  A ancora il parcheggio del piazzone a Pomarance: una struttura che si realizzerà nell’area retrostante il palazzo comunale indispensabile per dare sviluppo alle attività del centro commerciale naturale e per consentire la riorganizzazione del traffico nel centro storico con possibilità di pedonalizzare alcune aree e rendere le altre dedicate alla fruizione sociale ed allo shopping.  Realizzeremo anche il primo lotto di sistemazione del parco pubblico della rotonda a Montecerboli: l’area dedicata alle iniziative paesane sarà attrezzata per consentire un miglior utilizzo dell’area stessa che verrà dotata anche di servizi adeguati, cucina, impiantica dedicata, ed altre infrastrutture».

Tre cose che potevano esser fatte meglio? «Politica di area: purtroppo abbiamo pensato a diversi progetti, in particolare sulla viabilità, ai quali poi non siamo riusciti a dare gambe. La nascita di una Unione dei Comuni a tre, forse poteva essere concertata meglio.  Rammarico anche per la banda larga, adesso tramite un accordo più incisivo dovremmo riuscire a coprire l’intera area del comune, con riguardo al pip. Sulla comunicazione verso i cittadini dobbiamo essere più efficaci.  Ci sono poi altri temi sui quali non siamo riusciti a lavorare con continuità, uno su tutti e che mi sta particolarmente a cuore: valorizzare le sorgenti termali naturali del nostro territorio».

Geotermia e occupazioni, quale futuro? «Noi abbiamo sempre detto che il rilancio socio economico della Valdicecina non poteva non ripartire dal valorizzare adeguatamente la geotermia in tutte le sue componenti. Enel Green Power ha annunciato investimenti per circa 600 milioni di nei prossimi due anni, dobbiamo riuscire ad essere protagonisti operativi in queste espansioni, oltre a continuare a garantire il turn over in azienda tramite continue assunzioni di giovani, mantenere il know out geotermico e le conoscenze acquisite che ci consentono di mantenere la leadership nel mondo, recuperare le attività dell’indotto contestualizzandole sul territorio e sviluppare ricerca e coltivazione delle basse e medie entalpie che saranno la nuova frontiera della geotermia». 

All’orizzonte di Ges, l’azienda pubblica che si occupa di teleriscaldamento, c’è una privatizzazione? «La volontà dell’amministrazione, viste anche le vicende referendarie di giugno, sarebbe quella di ricercare soluzioni per la creazione di una società pubblica insieme ai Comuni del territorio che hanno come noi teleriscaldamenti geotermici e possibilmente anche con la partecipazione della Regione. Mi sembra però che valutando i riferimenti normativi non individuino per ora possibilità di agire così. Se non troveremo tali presupposti la legge ci obbligherà a cedere il 40% della società entro il 31 marzo. Stiamo valutando tutte le possibilità».

Quali investimenti in arrivo nei borghi e nel capoluogo? «Bisogna in primis migliorare la viabilità di collegamento generale e all’interno dell’abitato per diversi dei borghi, per consentire la mobilità e l’accesso ai servizi. A Montecerboli e Serrazzano arriverà la fontanella dell’acqua, riqualificazione del centro storico di Libbiano e Lustignano (pavimentazione ed illuminazione eco), della piazza centrale di Serrazzano, risistemazione della rocca di Micciano, costruzione del parcheggio dell’Acquarella a Montecerboli, risistemazione della strada delle scuole a S.Dalmazio dove verrà efficientata anche la distribuzione dell’acqua potabile. E ancora manutenzione dell’Agresto a Montgemoli. Ci tengo a ricordare che il nostro Comune è quello in Provincia con il numero più grande di borghi e paesi. Per quanto riguarda il capoluogo sono in programma la costruzione di un’area camper, e di un parco al Gallerone con viali pedonali, orti sociali ed area cani». 

Larderello come cardine di rilancio di tutto il territorio? «Il paese di Larderello, dopo anni di degrado inenarrabile, è considerato di termometro di efficienza dell’amministrazione. I progetti vanno avanti con cadenza sistematica. Sono stati recuperati e resi fuirbili scuole, impianti sportivi e sociali, la vendita degli alloggi sta procedendo con successo. E’ in fase avanzata anche un progetto che questa amministrazione spera di realizzare ed al quale sta lavorando da oltre due anni: un progetto turistico-sportivo che oltre a valorizzare il contesto di riferimento potrebbe rilanciare il comparto del turismo e le attività connesse. Spero di poterne riparlare più compiutamente a breve».

 

MARTIGNONI SUL CASO SOLVAY


Solvaylogo

«Bisogna recuperare un rapporto ora inesistente»

 

 

 

 

POMARANCE. Sulla caso Solvay, ecco cosa si auspica il sindaco di Pomarance Loris Martignoni. «Mi auguro che con una gestione attenta e abile a livello di zona si riesca a recuperare il rapporto con Solvay che adesso è inesistente. In passato tale rapporto non è stato gestito con sufficiente continuità ed è mancato un monitoraggio continuo. Non credo che Solvay possa continuare ad operare sul territorio con tutte le criticità evidenziate dalla coltivazione dei bacini del sale, senza un accordo di garanzie e tutele per l’abitato di Saline ed in mancanza di un’adeguata valorizzazione del territorio. Sono fiducioso di una possibilità di rivisitazione dell’accordo», chiude il primo cittadino.

 

RIFIUTI COL GESTORE UNICO

Riciclo

«Da fuori i processi si subiscono»

 

POMARANCE.Rifiuti e gestore unico. Il Comune di Pomarance, insieme a quello di Montecatini hanno deciso di aderire al nuovo sistema (ne restano fuori Castelnuovo e Volterra). «Fermo il fatto che indipendentemente dalla volontà delle amministrazioni locali nel momento in cui la società mista creata da Ato sarà operante, acquisirà il servizio di spazzatura, raccolta e gestione dei rifiuti. Abbiamo preferito stare all’interno del sistema per concertare da protagonisti le migliori condizioni di livello di qualità del servizio e l’equità delle relative tariffe. Da fuori i processi non si gestiscono ma si subiscono».

Da "Il Tirreno" di Martedì 3 Gennaio 2012

sabato 24 settembre 2011

Il lavoro cresce all’ombra dei soffioni

Egp

Enel Green Power annuncia 50 assunzioni entro la prossima estate

POMARANCE. A Larderello e in Toscana Enel Green Power gestisce il più antico complesso geotermico del mondo con 33 impianti e 730 MW che producono 5 miliardi di kWh l’anno, pari al 25% del fabbisogno energetico regionale. Una realtà che è protagonista a Energethica, la fiera dell’energia che si conclude oggi alla Fortezza da Basso di Firenze. E da cui lancia l’annuncio di 50 assunzioni entro l’estate del 2012. 
«Abbiamo completato una prima tranche di assunzione con l’ingresso di 50 risorse e altre 50 entreranno entro l’estate 2012», ha detto il responsabile Geotermia, Massimo Montemaggi, presente allo stand di Enel Green Power, a Firenze. 
L’annuncio vale un’opportunità per gli studenti della quinta Isis di Pomarance che hanno preso parte alla manifestazione, ospiti del Cosvig. L’Expo Pomarance - organizzato dal Comune di Pomarance in collaborazione con Cosvig, Enel Green Power ed i patrocini di Regione Toscana, Province di Pisa, Siena e Grosseto - è presente a Energethica con una serie di stand e di convegni che raccontano l’eccellenza della geotermia toscana. 
Numeri importanti, destinati a crescere ulteriormente: negli ultimi due anni, come previsto dal Protocollo sulla geotermia con la Regione Toscana, Enel Green Power ha messo in esercizio quattro nuove centrali: Lagoni Rossi e Nuova Sasso in provincia di Pisa nell’area di Larderello e Castelnuovo Val di Cecina, Nuova Radicondoli e Chiusdino in provincia di Siena per un totale di 72 MW di potenza installata. 
Manca il dettaglio ma è certo che Enel Green Power è alla ricerca di tecnici manutentori, diplomati perito meccanico, elettronico, o altri titoli equivalenti. Le selezioni saranno comunicate nei prossimi mesi.
Un corridoio privilegiato è riservato ai residenti nei comuni geotermici. Due i profili: junior e senior. Per il primo è prevista un’età inferiore ai 29 anni ma non è richiesta alcune esperienza di lavoro in ambito manutentivo. Cosa quest’ultima che è invece necessaria per candidarsi al profilo senior, per il quale serve un’età maggiore dei 29 anni.
«Le prime cinquanta assunzioni previste da Enel sono state fatte con un anno di anticipo rispetto al Protocollo - afferma il sindaco di Pomarance Loris Martignoni -. Stiamo già trattando per dare continuità, per il biennio 2013-2014».

da "Il Tirreno" di Sabato 24 Settembre 2011

giovedì 21 luglio 2011

Assunzioni nella geotermia Cgil e giunta contro Volterra

Images

Assunzioni nella geotermia Cgil e giunta contro Volterra
Buselli vuole abbattere il requisito di residenza nei comuni dei soffioni

 

 

POMARANCE. Geotermia e assunzioni, sindacato e Comune di Pomarance contro “le rivendicazioni territoriali” del sindaco di Volterra Marco Buselli.
«L’amministrazione è disponibile a ridiscutere i parametri di selezione ed eventualmente ampliarli anche ai residenti dei comuni non geotermici, ma questo dovrà essere frutto di una discussione seria all’interno dell’Unione speciale dei Comuni o dell’Osservatorio.
Rifiutiamo la propaganda come metodo e sollecitiamo un confronto adeguato per arrivare a una soluzione eventuale da proporre a Enel Green Power», decisa la dichiarazione di Loriano Fidanzi, capogruppo di Insieme per cambiare che sostiene la maggioranza.
La sua è una risposta alla polemica del sindaco di Volterra che contesta la modalità delle nuove, prossime assunzioni in Enel. Tra i requisiti, infatti, c’è quello di risiedere in uno dei 5 comuni geotermici (Volterra e Montecatini sono esclusi). 
«Tengo ad informare il sindaco Buselli che le politiche di area possono realizzarsi solo a partire da linee di sviluppo ritenute socialmente ed economicamente adeguate da un intero territorio. La via maestra da percorrere per Volterra e Montecatini non è la rivendicazione della contiguità territoriale ma, visto che nei loro territori è presente la risorsa geotermica (la media entalpia sicuramente), l’esercitare pressione su Enel affinché effettui le opportune indagini rendendoli d’impianto», rincara Maurizio Confortini (Flctem-Cgil). «In caso contrario, la rivendicazione potrebbe essere sostenuta da tutti gli altri territori vicini ai comuni sede d’impianto delle 3 province di Pisa, Siena e Grosseto».

Da " Il Tirreno" di Giovedì 21 Luglio 2011

martedì 19 luglio 2011

«Razzismo geografico sulle assunzioni?»

Senza titolo

Il vincolo di residenza imposto da Enel Green Power non piace. Neanche a Buselli


 

SETTE assunzioni ad Enel Green Power ma solo per chi è residente nei cosiddetti comuni geotermici, che per la provincia di Pisa sono Pomarance, Castelnuovo e Monteverdi.
In Alta Valdicecina, così come nel senese e nel grossetano, si sono tenuti anche dei corsi preparatori gratuiti alle prove di selezione. Le lezioni, terminate il 15 luglio e svoltesi a Castelnuovo, sono state organizzate dalle organizzazioni sindacali e dai comuni Monterotondo, Monteverdi, Pomarance e naturalmente Castelnuovo. A settembre il bando.

Sul piatto sette posti di lavoro che andranno a completare un quadro di assunzioni che prevedeva l’immissione di 50 nuovi lavoratori nelle centrali geotermiche della Toscana, comprese naturalmente quelle della Valdicecina.
Terminati i corsi, organizzati dai cosiddetti comuni geotermici c’è anche chi non d’accordo sui criteri che Enel utilizzerà per le assunzioni sulla base di un protocollo sottoscritto con i comuni e con i sindacati di categoria, primo fra tutti quello del vincolo geografico.
Quindi, per esempio, chi è residente a Montecatini o a Volterra non ha possibilità di essere assunto. La stessa cosa vale per quasi tutta la Bassa Valdicecina e l’Alta Valdera, zone cioè non troppo lontane da Larderello e Monteverdi. Quando ormai l’uscita del bando è imminente e Enel ha già reso noti i profili professionali richiesti, si leva la voce di chi non vede benissimo questa scelta. 
Tra questi il sindaco di Volterra Marco Buselli,
che pur non volendo fare una guerra di campanili, dichiara: «gli steccati sono da eliminare davvero se si vuole investire realmente in politiche di area — dice Buselli — altrimenti si rischia di parlare a vuoto e rendere inefficaci gli accordi. Per questo ho chiesto al sindaco di Pomarance e al presidente della comunità Montana di attivarsi immediatamente, attraverso i propri canali, per dare la possibilità anche ai giovani di Montecatini e Volterra — prosegue Buselli — di accedere ai corsi gratuiti e ai bandi che saranno a breve indetti da Enel».
Su Facebook, nella pagina creata appositamente Filctem-Cgil per i materiali di studio necessari alla preparazione per il bando, si leggono commenti non proprio entusiastici sul vincolo geografico per le assunzioni.


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«Accordo da prolungare anche per gli anni a venire»

VALDICECINA MARTIGNONI: «NON E’ UNA DISCRIMINANTE, MA IL PROSIEGUO DI UNA LOGICA DEL TERRITORIO»


 

 

A difendere l’accordo sottoscritto nel 2010 tra Enel e comuni dell’area geotermica toscana ci pensa Loris Martignoni, sindaco di quella Pomarance che, grazie a Larderello, può considerarsi una sorta di «capitale ideale» delle geotermia in Toscana.
«Prima di tutto ci tengo a precisare che l’accordo tra i comuni, i sindacati e Enel, sottoscritto nel 2010, prevedeva 50 assunzioni entro il 2012 e che invece completeremo questo quadro con un anno di anticipo
— dice Martignoni — e già questo mi sembra un grande risultato oltre al segno evidente della volontà di Enel di investire nell’area geotermica della Toscana». 
Il primo cittadino di Pomarance poi entra nella questione legata al vincolo geografico. «Il requisito di residenza in uno dei comuni che hanno una centrale geotermica tra le province di Pisa, Siena e Grosseto non è da considerarsi come discriminante geografica — riprende Martignoni — ma come la continuazione di un concetto che da sempre accompagna lo sfruttamento della geotermia in questo territorio. Non a caso le royalty per la geotermia vanno ai comuni».
«Il concetto insomma è quello che se il territorio da deve anche ricevere — sottolinea Martignoni — sia in termini economici che occupazionali».
E in effetti un tempo l’occupazione di Pomarance, Castelnuovo, Monteverdi e di tutta quella zona della Valdicecina era basata sull’Enel. Da vent’anni però non si registrano assunzioni di persone residenti in loco.
«Questa comunque è la prima parte di un accordo che noi puntiamo a prolungare anche per gli anni successivi
— conclude Martignoni — e che potrebbe essere allargato anche alle zone limitrofe. La priorità per le assunzioni però ora sono i comuni geotermici».

Da "La Nazione" di Martedì 19 Luglio 2011

giovedì 9 giugno 2011

Dal vapore alle bollicine - Venti posti di lavoro nel nuovo impianto eco

A Larderello la prima azienda al mondo per il recupero di anidride carbonica dalla geotermia. Sarà pronta nel 2012

LARDERELLO. Il primo impianto al mondo per il recupero di anidride carbonica da vapore geotermico: sorgerà entro la fine del 2012 nell’area industriale di Larderello, dove attraverso un nuovo canale di tubazioni, già in fase di realizzazione, saranno convogliati i flussi emissivi provenienti dalla vicina centrale Enel Green Power di Valle Secolo. Il nuovo stabilimento creerà 20 nuovi posti di lavoro e avrà lo scopo di dissociare l’anidride carbonica presente nel vapore acqueo in uscita dall’impianto geoelettrico, per liquefarla e immagazzinarla in bombole.
Queste bombole saranno rivendute sul mercato per le sue molteplici applicazioni che variano dal settore alimentare a quello delle bevande e del trattamento acque, dalle serre alla surgelazione e inertizzazione.
«Contiamo - spiega Armido Guareschi, presidente della società Lampo Greengas di Pomarance, che ha investito nell’operazione 11 milioni di euro - 50mila tonnelate di Co2 all’anno, per poi riuscire a portare la produzione a regime fino a quota 100 mila tonnellate: un processo ad elevata vocazione ecologica, che porterà un tangibile beneficio ambientale dal momento che l’anidride carbonica, altrimenti dispersa in natura, viene a tutti gli effetti considerata come il gas primo responsabile dell’effetto serra».
A rendere possibile l’operazione è stato l’assenso da parte di Enel Green Power alla cessione dei gas reflui provenienti dal processo di produzione geotermica di energia elettrica:
«Questa iniziativa, benché per noi non direttamente profittevole - osserva Roberto Deambrogio, responsabile area Italia e Europa di Enel Green Power - è stata però fortemente voluta dalla nostra azienda per il carattere innovativo del processo e per le importanti ricadute economiche ed occupazionali che avrà sul territorio».
«Un progetto - sottolinea da parte sua l’assessore regionale alle attività produttive Gianfranco Simoncini - da salutare con il massimo apprezzamento per il fatto di riuscire a coniugare la riqualificazione ambientale con la creazione di nuova occupazione».
E’ con lo sguardo già rivolto ai traguardi futuri, Loris Martignoni, sindaco di Pomarance: «Il primo impianto produrrà quantità estremamente significative di anidride carbonica basandosi esclusivamente sull’utilizzo dei gas reflui provenienti da una sola centrale geotermica; l’intero comprensorio Larderello Amiata - ricorda - ne conta ben 32».

Le selezioni

LARDERELLO. Partiranno a gennaio 2012 le selezioni per le 20 nuove posizioni lavorative, fra tecnici e operai, che saranno impiegate nel nuovo stabilimento di Valle Secolo a Larderello, che sarà direttamente gestito dalla società Lampo Green Gas. «Più anidride carbonica sarà richiesta dal mercato - ha spiegato il presidente della società Armido Guareschi - più impianti si richiederanno da montare e più personale da assumere». La costruzione del nuovo impianto, che partirà entro poche settimane, si prevede possa poi alimentare per 18 mesi, durata prevista dei cantieri, l’indotto locale.

Da "Il Tirreno" di giovedì 9 giugno 2011


venerdì 20 maggio 2011

Un polo geotermico da 100 posti

Enel raccoglie l’appello dei Comuni: più ditte locali negli appalti

CASTELNUOVO VDC. Più spazio alle aziende locali negli appalti e maggiori ricadute occupazionali sul territorio: l’appello che i sindaci dei 4 comuni geotermici - Castelnuovo e Pomarance in primis - lanciano a Enel Green Power prende forma e diventa un progetto vero e proprio di distretto geotermico, formato da imprese dell’indotto che abbiano un rapporto di partnership con Enel.
La nuova rotta viene tracciata durante un incontro organizzato ad hoc a Villa Ginori: 12 milioni di euro con la possibilità di sviluppare un nuovo indotto di carpenteria, meccanica e servizi da 100 posti di lavoro.
«Negli ultimi venti anni - sostiene il sindaco di Castelnuovo Alberto Ferrini - il nostro territorio ha perso circa mille posti di lavoro.
Era necessario contrattare una strategia per arginare il fenomeno, dovuto alla crisi e all’automatizzazione dei processi, oltre che all’affido degli appalti a ditte esterne.
Si cercherà di favorire le aziende locali, in modo da creare rapporti di collaborazione duraturi», spiega ancora Ferrini.
Insomma, «Enel si è aperta», dichiara il sindaco, ricordando l’incontro del mese marzo, a Roma, con l’amministratore delegato di Enel Green Power: «Rappresentò una svolta nella vicenda dei rapporti tra Enel e territorio, e oggi comincia a dare i suoi frutti».

Ma l’impegno di Enel a favorire l’occupazione sul territorio dovrà trovare un corrispettivo negli altri due soggetti coinvolti, aziende e amministrazioni: «Le prime dovranno capire quali scelte e cambiamenti adottare per meglio inserirsi nel quadro dell’indotto - continua Ferrini. - Dovranno inoltre avanzare progetti e proposte di formazione che possano avere effetti positivi nel campo assunzioni».
Dall’altra parte, la disponibilità della stessa amministrazione: «Da settembre accoglieremo le proposte delle aziende e cercheremo di sostenerle.
Siamo anche disponibili a creare dei bandi e a finanziare corsi di formazione, qualora ci venissero presentati progetti interessanti».
Questa l’impalcatura teorica, che sorreggerà le scelte future.
Ma nei prossimi due anni, Enel ha promesso anche concorsi e assunzioni: il primo, in fase di definizione, si avrà questa estate.

Da "Il Tirreno" di Venerdì 20 maggio 2011


giovedì 19 maggio 2011

CORSO DI PREPARAZIONE PER SELEZIONI DI PERSONALE OPERATIVO ENEL GREEN POWER

Invitiamo tutti i giovani della zona che ne hanno i requisiti a partecipare a questi corsi, utili per i colloqui di selezione e condotti da personale docente competente e preparato.


domenica 10 aprile 2011

Regione, Provincia e Comuni - Istituzioni insieme per rilanciare l’azienda di Saline

I dipendenti: il rischio di incidenti dentro la fabbrica è molto alto

SALINE. Tutti insieme per salvare e rilanciare Atisale e i suoi dipendenti. Le istituzioni fanno quadrato e intendono affrontare l’azienda a muso duro.
«Finora ci sono stati problemi nel rapporto con la dirigenza - ha detto Rosa Dello Sbarba, esponente della Regione Toscana, presente a Saline in rappresentanza dell’assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini - ma presto la incontreremo e abbiamo intenzione di esigere il piano industriale oltre a tutte le garanzie occupazionali».
Sulla stessa linea Graziano Turini, assessore provinciale alle attività produttive: «Negli ultimi anni ci siamo sempre mossi in maniera unitaria, ma adesso Atisale deve darci risposte, perché il sale della Valdicecina è un’eccellenza toscana che deve esse valorizzata».
Loris Martignoni, sindaco di Pomarance, ha sottolineato che «il sale è in questo territorio e deve dare sviluppo a questo territorio».
Per Marco Buselli, sindaco di Volterra, «l’azienda deve mantenere i livelli occupazionali, ma non chiedere in cambio di fare discariche al posto del sito produttivo di sale, per il quale, invece, serve un piano industriale serio e concreto».

Da "Il Tirreno" di Domenica 10 Aprile 2011


sabato 19 febbraio 2011

Pomarance e Castelnuovo bacchettano Enel

«Rapporti ufficialmente in crisi, mancano impegni concreti»

CASTELNUOVO. Rapporti ufficialmente in crisi con Enel. La dichiarazione congiunta arriva dai sindaci di Castelnuovo e Pomarance, rispettivamente Alberto Ferrini e Loris Martignoni. «Serve tempestivamente un confronto da istituzionalizzare e ufficializzare, basta con incontri interlocutori che non affrontano mai le questioni in modo organico». E’ una sorta di svolta politica della zona questa. «Enel ha sempre avuto un ampio margine di manovra sul territorio».
Ferrini fa un breve excursus sui rapporti tra l’azienda e il territorio. «Enel gestiva la sua presenza da noi potendo contare su un livello di collaborazione con le amministrazioni locali, che, per usare un eufemismo, dava il senso di una particolare se non eccessiva benevolenza».
Si focalizza la riflessione sugli aspetti decisivi: assunzioni, turn over, investimenti. «In passato l’azienda garantiva livelli occupazionali accettabili e una ricaduta significativa nell’indotto, questo modello è entrato in crisi da anni e dopo una fase di confronto tra Comuni e Enel adesso è necessario verificare se esistono le condizioni sostanziali e concrete per mantenere un rapporto di collaborazione o se sia inevitabile aprire una fase di forte conflittualità».
Castelnuovo e Pomarance cercano concretezza. «Allo stato attuale - rincarano - senza concreti impegni e senza concreti risultati sul fronte dell’occupazione, delle imprese locali, dell’ambiente e della questione amianto, il nostro atteggiamento non potrà essere diverso rispetto a quello che tradizionalmente assumono i Comuni dell’area Amiatina.
L’Enel, per quello che ci riguarda, dovrà rendersi consapevole che i rapporti sono entrati in crisi e che le nostre amministrazioni intendono costruire nuovi rapporti ribaltando completamente la logica tradizionale: le aziende sono ospiti del territorio e non sono padrone né del territorio né delle sue risorse, le aziende ospiti devono tener conto degli interessi vitali e generali delle popolazioni, interprete di queste esigenze è l’istituzione rappresentativa dei cittadini, cioè il Comune».

Da " Il Tirreno" di Sabato 19 Febbraio 2011


domenica 13 febbraio 2011

Parte L'Osservatorio Economico

L’ Osservatorio sull’economia incontra i vertici della Smith

POMARANCE. L’Osservatorio sull’economia locale non solo si muove. Ma raccoglie anche i primi frutti, questa volta dall’incontro con i vertici della Smith-International inglobata recentemente dalla Schlumberger, che ha annunciato nei giorni scorsi la mobilità per 22 dipendenti. «Abbiamo chiesto con forza all’azienda di rivedere questi numeri», fa sapere il coordinatore dell’osservatorio Loriano Fidanzi.
Al tavolo tutti i sindaci dell’Alta valdicecina Marco Buselli (Volterra), Alberto Ferrini (Castelnuovo), Sandro Cerri (Montecatini), Loris Martignoni (Pomarance), Carlo Giannoni (Monteverdi). Dall’altra parte l’ad Giuseppe Muzzi, l’addetto alle attività commerciali Simone Ferrisi e il responsabile del personale Mauro Marchi. «L’azienda ha apprezzato lo strumento dell’osservatorio perché punto di riferimento e di confronto per capire criticità, proposte e soluzioni rispetto ai problemi aziendali.».
Mercoledì prossimo l’osservatorio incontrerà i sindacati della Smith, mentre venerdì sarà la volta del faccia a faccia con Atisale.

Da "Il Tirreno" di Domenica 13 Febbraio 2011


mercoledì 13 ottobre 2010

Nuova azienda, dieci posti

Quasi ultimate le aree industriali, Comune a caccia di imprenditori

Lotti venduti a 20 euro al metro quadro: già chiuso il contratto con Lampo Greeen Gas che porterà occupazione fresca.

POMARANCE. E pur si muovono, con l’intenzione di strizzare l’occhio ad aziende “pulite” che utilizzano vapore e geotermia. Entro la primavera prossima saranno finalmente pronte le aree industriali di Pomarance e Larderello. Due operazioni che si trascinano da anni e che al capolinea graveranno sulle casse comunali qualcosa come 8 milioni di euro, tra predisposizione e urbanizzazioni. «E’ una spesa molto onerosa, per questo adesso dobbiamo fare un’opera di marketing mirata che porti in loco aziende vive che diano occupazione e facciano girare l’economia. Il nostro interlocutore preferenziale comunque sarà Enel», si sente investito di una grande responsabilità il sindaco di Pomarance Loris Martignoni.
Lotti a prezzi stracciati. Lui e la giunta sono consapevoli che da quelle due aree, acquistabili al prezzo stracciato di 20 euro al metro quadro, potrebbe dipendere una grande boccata di ossigeno per l’intera comunità. In termini di occupazione. «Si tratta di un elemento nuovo che potrebbe portare una valida soluzione alla crisi di lavoro del territorio, mi auspico qualcosa come duecento posti di lavoro alla fine di tutte e due le operazioni», continua. Lo slancio c’è da parte del primo cittadino. Adesso l’impegno è quello di far decollare i due Pip, al meglio, per arginare la pioggia di milioni che sono costati.
Occupazione “verde” Su Larderello ha già messo un fermo l’azienda verde Lampo Green Gas. «Dovrebbe essere operativa da marzo 2012 con la garanzia di una decina di posti di lavoro sul territorio», puntualizza il primo cittadino. La società ha progettato la costruzione di uno stabilimento per la purificazione ed il recupero di anidride carbonica ad uso alimentare ed industriale. L’iniziativa industriale si prefigge lo scopo di recuperare il flusso gassoso in uscita dalle turbine della centrale Enel di Vallesecolo, ottenendo da subito, dopo opportuno trattamento, circa 50mila tonnellate all’anno di anidride carbonica per utilizzo alimentare ed industriale. Tale recupero evita l’emissione in atmosfera di questo gas serra, procurando un tangibile beneficio ambientale. Per i propri processi produttivi la Lampo Green Gas utilizzerà circa 16mila Kg/h di vapore geotermico, fornito presso l’insediamento in progetto. La potenzialità dell’impianto prevede che il prodotto sia consegnato all’utenza a mezzo di speciali autobotti in numero di circa 5 unità giornaliere. L’energia elettrica utilizzata per la compressione e per la liquefazione del gas è generata dalla centrale geotermica Enel di Vallesecolo. L’impianto richiederà la presenza di personale che si occuperà delle varie fasi della produzione, manutenzione, carico automezzi, logistica.
Si lavora alla banda larga. “Appetibili” è la parola d’ordine. Le due aree dovranno avere tutti i requisiti per attirare investimenti. «Per essere competitivi non possiamo offrire aree industriali, al giorno d’oggi, senza la banda larga», prosegue Martignoni. E intanto non nega che sul bando di assegnazione delle aree sarà specificato che le aziende “dormienti” e i depositi saranno banditi.

Da "Il Tirreno" di Mercoledì 13 Ottobre 2010