sabato 27 luglio 2013
martedì 2 aprile 2013
Acquedotto pubblico fino alla Rocca Sillana
ll progetto è portato avanti da Comune e Asa.
Martignoni: finalmente saranno serviti gli agriturismi
POMARANCE - Condotte ex novo per portare acqua pubblica nella zona della Rocca Sillana.
Basta servirsi di sorgenti stagionali oppure dell’acqua piovana: a stretto giro si getteranno le base del progetto portato avanti dall’amministrazione comunale in tandem con Asa. La società che gestisce il settore idrico, infatti, ha già portato avanti lo studio ad hoc su cui basare l’opera effettiva.
«Costerà qualcosa come 500mila euro – spiega il sindaco di Pomarance Loris Martignoni – quella è sempre stata una zona critica per l’erogazione dell’acqua e oggi la situazione non è più tollerabile, a fronte anche di un numero di agriturismi sempre maggiore che sono sotto la Rocca Sillana»
Ad oggi sono una ventina le strutture nate sotto l’ombra del maestoso monumento pomarancino. Poderi che fino ad ora sono riusciti a sopperire alla mancanza di acqua pubblica servendosi di sorgenti stagionali e soprattutto di acqua piovana.
«Con quell’acquedotto che andremo a costruire – continua il pirmo cittadino – di fatto congiungeremo Puretta a San Dalmazio».
Martignoni fa anche un calcolo della popolazione che vive in zona. «Si tratta normalmente di un centinaio di persone residenti – ve nel dettaglio – che diventano oltre trecento nei periodi turistici, tra stranieri e visitatori. Quella zona è molto gettonata in estate e i numeri lo confermano».
Il progetto incontra subito il favore non solo delle struttue ricettive, ma anche di chi vive in loco e che fino ad ora è stato costretto ad arrangiarsi.
«È un intervento – chiude il sindaco – che non può più attendere».
Da " Il Tirreno" di Martedì 2 Aprile 2013
venerdì 7 dicembre 2012
L’acqua lungo i binari per dissetare Volterra
La dorsale dell’acquedotto potrebbe seguire il tracciato ferroviario Trattativa in corso tra Asa e Rfi. Martignoni: «Sarà in funzione nel 2013»
VOLTERRA - Correrà lungo il tracciato della via ferrata l’acqua per dissetare il Colle. L’idea ha preso corpo in un vertice a quattro, Asa Rfi, ed i sindaci di Volterra e Pomarance, presso la stazione di Saline.Un itinerario che promette di semplificare la progettazione e accorciare i tempi di realizzazione per la messa in esercizio della dorsale da Ponteginori a Volterra necessaria per garantire l’autosufficienza della città con un apporto di 40 litri al secondo.
«L’utilizzo delle pertinenze di proprietà delle Ferrovie consentirebbe di interfacciarsi con un unico proprietario per l’acquisizione dei permessi e la stipula della servitù – spiega il sindaco di Pomarance Loris Martignoni.Si tratta di un’opera consistente, capace di garantire l’autosufficienza idrica per il fabbisogno idropotabile».
La stima è di un investimento nell’ordine dei 4 milioni di euro, con l’obiettivo di chiudere i lavori entro il 2013 e l’ambizione di riuscirci entro l’estate.Una parte delle risorse necessarie fa capo all’Autorità idrica toscana, il resto si tratta di soldi già a disposizione di Asa e altri in compartecipazione dei Comuni geotermici.
«È una opera fondamentale per l’Alta Valdicecina – afferma Martignoni .La dorsale garantirà l’intero fabbisogno di Volterra liberando risorse dai campi pozzi di Puretta per Pomarance che così avrà una disponibilità quattro volte superiore a quella attuale. Riuscire a raggiungere l’autossuficienza idropotabile sarebbe un grande progetto per questa legislatura, indipendentemente dagli invasi che servono anche alle necessità industriali e agricole».
C’è già una disponibilità di massima da parte di Rfi a far attraversare l’ex tracciato ferroviario dalla condotta. Il progetto finale potrebbe essere pronto per la fine dell’anno.
Asa ha già stilato un’ipotesi preliminare, suscettibile di modifiche. Una delle quali, richiesta dal sindaco di Volterra Marco Buselli: «di non precludere un potenziale progetto di ricollegamento della città etrusca tramite trasporto su ferro».L’operazione di realizzazione dell’acquedotto è complessa, ma ciascun ente ha dato la propria disponibilità.
«Questo progetto – afferma il sindaco Buselli – è la dimostrazione che quando si gioca uniti si riesce a far passare le priorità, nell’interesse del territorio».L’ipotesi della dorsale è stata avanzata dai sindaci e formalizzata con il protocollo sull’emergenza idrica allestito dalla Prefettura. Una necessità che la Regione ha raccolto e che vedrà anche il concorrere di fondi geotermici per i progetti di area.
Adesso è una corsa contro il tempo per riuscire a terminare l’opera prima di dover fronteggiare una nuova emergenza idrica.
domenica 14 ottobre 2012
sabato 6 ottobre 2012
Niente analisi dell’acqua i fontanelli restano chiusi
Da "Il Tirreno" di Sabato 6 Ottobre 2012Slitta l’inaugurazione degli impianti di Montecerboli e Serrazzano Martignoni: «Colpa nostra, ma alla fine è una questione di sicurezza e serietà»
POMARANCE - Nessuna inaugurazione, almeno per questa settimana. Gli abitanti delle frazioni di Montecerboli e Serrazzano dovranno attendere ancora una settimana prima di poter usufruire dei nuovi fontanelli pubblici. Motivi di sicurezza, dato che ancora mancano i risultati definitivi delle analisi sula qualità dell’acqua, e anche se non ci sarebbero sicuramente stati problemi per la salute dei cittadini, l’amministrazione comunale, l’Asl e la Fildrop, azienda che ha realizzato i lavori, hanno deciso di rimandare l’apertura ufficiale di sette giorni esatti.«Eravamo convinti – spiega il sindaco di Pomarance Loris Martignoni – di riuscire a completare tutte le procedure nei tempi stabiliti, ma purtroppo ci manca ancora l’ultima certificazione.Si tratta delle classiche analisi effettuate dall’Asl, per cui servono anche 76 ore di coltura, e che non arriveranno prima dell’inizio della prossima settimana.Colpa nostra, perché credevamo servisse meno tempo, ma alla fine per una questione di sicurezza e serietà abbiamo deciso di posticipare tutto di una settimana: meglio così che confermare l’inaugurazione impedendo però l’approvvigionamento ai cittadini».Due fontanelli, nel centro delle due frazioni pomarancine, che si sommano a quello già presente da un paio d’anni nel capoluogo. Acqua naturale gratis e acqua gassata a cinque centesimi al litro, aperti 24 ore su 24 e a disposizione di tutti i cittadini della zona.L’inaugurazione è stata dunque riprogrammata a sabato 13 ottobre: Montecerboli alle 15 e Serrazzano alle 17 avranno a disposizione le due fonti, che permetteranno un ingente risparmio ad amministrazione e residenti.«L'idea – spiega l'assessore all’Ambiente Nicola Fabiani – è quella di un servizio pubblico che venga incontro alle esigenze di tutta la comunità. Per quanto riguarda il Comune, dopo l’investimento iniziale le nuove strutture si manterranno da sole, grazie ai ricavi della vendita dell’acqua gassata.Per i cittadini invece il vantaggio sarà evidente in termini economici e di salvaguardia dell’ambiente.È in programma inoltre, la distribuzione di altri 300 kit gratuiti, comprensivi di un cestello e sei bottiglie di vetro da un litro, che in questo modo dovrebbero poter essere a disposizione di tutti i nuclei familiari pomarancini».
martedì 21 agosto 2012
Acqua garantita per un altro mese
Emergenza siccità, la risorsa arriva da fuori da pozzi e autobotti per ridurre al minimo gli emungimenti da Puretta
POMARANCE - Si portano risorse da fuori per garantire acqua almeno un altro mese alle popolazioni di Pomarance e Volterra.
«Da oggi Asa fornirà autobotti a rotazione con l’acqua dei due pozzi di Ponteginori da riversare a Puretta, che permetteranno di emungere il meno possibile dalla centrale», spiega il sindaco di Pomarance Loris Martignoni.
Dopo l’intervista in Rai, il primo cittadino di Pomarance da settimane ormai in prima linea per fronteggiare il martellante incubo siccità, snocciola dati da paura.
«In 18 mesi – dice – sono caduti 363 millimetri di pioggia, la metà di quanto piove nel Nord Africa. È ovvio che di questo passo la strategia sarà quella di invasare acqua d’inverno e distribuirla d’estate, anche se per il prossimo anno dovremo assolutamente arrivare a una soluzione del problema con un progetto d’area dove noi siamo disponibili a investire anche le risorse provenienti dalla geotermia. Ne abbiamo già parlato con le altre istituzioni coinvolte e siamo tutti d’accordo che il problema approvvigionamento va risolto».
Martignoni va nei dettagli dell’emergenza: da oggi Asa mette a disposizione 4 autobotti da 32 metri in grado di garantire circa 800 metri cubi di acqua in più da riversare a Puretta, risorsa che poi dalla centrale viene ripompata nell’acquedotto».
Tra le operazioni last minute attualmente in corso, e da cui dipende l’approvvigionamento di popolazione e attività della zona, quella di riuscire a portare un approvvigionamento di 12 litri di acqua al secondo dalle sorgenti del Trossa, alla bocca di Ponteginori. «Oggi Volterra consuma circa 3200 metri cubi di acqua al giorno e Pomarance 1200 metri cubi, attualmente ora si sta emungendo circa 3mila metri cubi da Puretta. L’obiettivo è quello di ridurre questa quantità con risorse di acqua che arrivano da fuori».
Per resistere ancora un mese serve un rifornimento esterno di circa 700 metri cubi, in modo da arrivare a tirar fuori da Puretta qualcosa come 2300 metri cubi al giorno.
«Questa è l’ultima settimana di rifornimento per quanto riguarda il lago Madonna Olli, bisogna quindi portare a termine queste operazioni in corso per arrivare a garantire un fabbisogno sufficiente alla gente e alle attività per almeno un altro mese», continua Martignoni.
Anche il prossimo venerdì lui e il collega di Volterra Marco Buselli saranno nella sede di Asa per un nuovo briefing per valutare l’avanzamento lavori.
Da "Il Tirreno" di Martedì 21 Agosto 2012
domenica 12 agosto 2012
EMERGENZA IDRICA: Summit dei sindaci in Prefettura

Da "Il Tirreno" di Domenica 12 Agosto 2012VOLTERRA Centellinare l'acqua. E recuperare il recuperabile. È veramente una corsa contro il tempo quella che i sindaci dell'Alta Valdicecina stanno cercando di fare per non lasciare a secco la popolazione.
L'orizzonte è nero, nel giro di pochi giorni l'acqua veramente diventerà un miraggio e domani l'incontro in Prefettura servirà proprio a trovare i percorsi di protezione civile da attivare nell'immediato.
Intanto Asa inizierà quanto prima a perforare due pozzi nella proprietà del marchese Ginori Lisci per recuperare ulteriore risorsa da destinare principalmente alla fornitura delle autobotti, questi pozzi saranno in seguito allacciati alla rete Asa quando sarà realizzata l'interconnessione di grande diametro verso Saline.
Sempre l'azienda che gestisce l'acquedotto sta rimodulando la profondità delle pompe a Puretta, recuperando una parte della produzione. «A questo ha concorso anche la messa in produzione di pozzi marginali finora mai utilizzati, uniti alla messa in esercizio dei booster sulla linea fra Ponteginori e Saline e fra Saline, Volterra e Puretta che ha permesso di incrementare l'acqua disponibile sugli acquedotti di Volterrra e Pomarance», fanno sapere i sindaci di Pomarance e Volterra, rispettivamente Loris Martignoni e Marco Buselli.
L'apporto temporaneo dei pozzi di Atisale concede un'ulteriore risorsa utilizzabile.
Rispetto alla popolazione, nell'immediato Asa continuerà i razionamenti sul Colle e a Pomarance con rubinetti a secco la notte e nelle campagne chiusure più importanti, anche se al momento non si conoscono i dettagli.
Considerato, comunque, l'orizzonte nero con una previsione di riduzione ulteriore di acqua, Asa sta predisponendo in accordo con i Comuni il posizionamento di autobotti di acqua potabile distribuiti sul territorio. «Questi saranno sia in prossimità di depositi esistenti, oppure saranno realizzati con opportuni contenitori»
Prescrizioni in arrivo pure per le grandi utenze civili: l'azienda sta effettuando una ricognizione al fine di installare riduttori di portata per un uso corretto e non inutilmente dispendioso dell'acqua.
sabato 11 agosto 2012
CRISI IDRICA: Autobotti nei paesi se non piove entro 10 giorni
POMARANCE - La situazione è davvero critica. L'acqua è poca e la Valdicecina è a pochi giorni dalla fine delle scorte. Non piove e, molto probabilmente, la situazione non cambierà a breve.Nella riunione tra Asa e i Comuni di Pomarance e Volterra di ieri è emerso un quadro in via di prosciugamento che rischia di mettere in crisi i due territori. Con le autobotti e i continui rifornimenti per la popolazione e le aziende come scenario sempre più concreto.
«Abbiamo altri 10 giorni, poi non avremo più acqua», dice uno sconsolato Loris Martignoni, sindaco di Pomarance. «La situazione meteorologica è una delle peggiori della storia – dice il sindaco – ma qui in Valdicecina si rischia sul serio l'emergenza. Abbiamo una criticità senza precedenti.
Si stanno prosciugando le fonti di campagna. Il segnale di un evento storico negativo che i nostri vecchi contadini dicono di non avere mai visto».
La catena del prosciugamento è cominciata il 15 giugno, giorno di apertura del lago del Lai che ha finito le scorte dopo un mese. Alla metà di luglio, poi, è stato dato il via allo sversamento del lago Madonna Olli che esaurirà la propria riserva poco dopo Ferragosto.
«Adesso c'è Puretta – riprende Martignoni – che ha una decina di giorni ancora per far pompare l'acqua nei campi pozzi. Ma dopo non sappiamo cosa potrà accadere». Il tono è di resa davanti al fenomeno della scarsità di piogge che non riguarda, al momento, i paesi dei due comuni, escluso Montegemoli che ha problemi come i due capoluoghi.
Nelle frazioni, l'acqua arriva grazie a sorgenti che, però, si stanno riducendo. Asa dice di sentire i sindaci e questi ultimi pregano affinché piova.
«Speriamo che comincino presto le precipitazioni – riprende il sindaco di Pomarance – perché altrimenti dovremo adottare misure drastiche dopo il razionamento nelle ore notturne deciso nelle ultime settimane.
Stiamo compiendo sforzi per raschiare il fondo del barile e che, ovviamente, non risolvono il problema. La situazione è critica e diventerà realtà se non arriveranno piogge nel breve periodo».
Da "Il Tirreno" di Sabato 11 Agosto 2012
giovedì 9 agosto 2012
Emergenza idrica, i pozzi sul torrente per attenuare la crisi
POMARANCE - Utilizzare l’acqua disponibile nei pozzi del torrente Trossa per dissetare, almeno per il momento, la popolazione dell’Alta Valdicecina. Con questa proposta congiunta, i sindaci di Castelnuovo, Pomarance e Volterra si presentano oggi in Regione per un faccia a faccia sull’emergenza siccità che attanaglia tutta la zona.
All’incontro ci saranno il presidente Enrico Rossi, l’assessore Anna Rita Bramerini i, l'Autorità Idrica Toscana, il presidente del consiglio di gestione Asa, gli assessori provinciali di Pisa Valter Picchi e di Siena Gabriele Berni di Siena.
La proposta, rispettivamente di Alberto Ferrini, Loris Martignoni e Marco Buselli, è già stata spedita a Firenza. «Tra tutte le richieste - scrivono i tre primi cittadini – riteniamo prioritario l’utilizzo dell’acqua disponibile nei pozzi sul torrente Trossa». La lettera è motivata. «A tal fine è necessario eseguire una serie di attività prodromiche e preparatorie, come il totale rifacimento dell’acquedotto fra la stazione di pompaggio di Ponteginori e il deposito del Cavallaro a Saline di Volterra».
Da dove dovrebbero arrivare i soldi per l’operazione? I sindaci mettono nero su bianco pure questo. «I costi per tale investimento, necessitano di urgenti finanziamenti regionali. Il completamento in tempi brevi di questo essenziale intervento permetterà inoltre di risolvere un’ulteriore criticità attualmente presente nel territorio di Volterra, ossia la successiva costruzione del secondo acquedotto a servizio della città etrusca, attualmente servita da una sola tubazione, peraltro realizzata oltre 40 anni fa e già adesso funzionante al limite delle proprie capacità». L’utilizzo dell’acqua disponibile nei pozzi del torrente “alleggerirebbe” la portata dell’acquedotto.
«Questa soluzione lascia a Pomarance una maggiore disponibilità dell’acqua di Puretta, riduce alla metà l’utilizzo dell’acquedotto per Volterra, senza contare che risulta possibile sfruttare l’interconnessione fra Saline e Puretta, per poter mandare verso quest’ultimo impianto una significativa ulteriore quantità di risorsa idrica», si sottolinea ancora.
Rispetto a Volterra: «Il nuovo acquedotto per il Colle, peraltro già presente nel precedente piano d’ambito, dovrà essere nuovamente re-inserito nella programmazione degli interventi a carico del gestore del Sii ex Aato 5, come opera con elevata priorità e soprattutto si dovrà provvedere all’indispensabile finanziamento, con particolare riferimento al collegamento Ponteginori-Saline di Volterra, stimato in 1.500.000 euro e ricordato in premessa».
Intanto, a tambur battente, continua la razionalizzazione dell’acqua nei comuni con la chiusura dei rubinetti per tutta la notte, fino alla mattina.
Sui disagi della mancanza di acqua pure di giorno, verificatisi lo scorso weekend, denunciati soprattutto dagli abitanti del Colle, Asa si scusa. «A causa della prolungata siccità e della conseguente crisi idrica che sta coinvolgendo i nostri territori, Asa comunica che prosegue, secondo il programma già comunicato, il razionamento della risorsa idrica.
Nelle zone periferiche, coinvolte dall'alternanza nell'erogazione, stiamo lavorando affinché cessino alcuni disagi che sono stati segnalati in punti estremi della rete dell'acquedotto».
Da "Il Tirreno" di Giovedì 9 Agosto 2012
martedì 7 agosto 2012
E' emergenza idrica
Da "Il Tirreno" di Martedì 7 Agosto 2012
Martignoni: istituzionalizzare i laghi adesso
POMARANCE - «Questo tipo di razionamento crea criticità, ma è inevitabile. Col nostro tipo di approvvigionamento, col sistema dei fiumi quando non piove l’acqua termina.
E la situazione è critica sulla maggior parte del territorio toscano, questo va ricordato», commenta il sindaco di Pomarance Loris Martignoni (nella foto).
E aggiunge: «L’Asa ha rilevato un calo delle piogge dell’85%.
In merito al dibattito sull’invaso, il Comune ha solo un ruolo consultivo, la Regione, la Provincia e l’Asa prendano una decisione.
In ogni caso i lavori si protrarrebbero almeno per 6 anni, occorre nel frattempo sopperire alle vicissitudini dell’immediato.
Sarebbe utile nel breve, per assicurarsi una buona riserva, istituzionalizzare i laghi che sono presenti lungo il fiume Cecina nei pressi di Radicondoli, fare poi una manutenzione ancora più accurata degli impianti e creare una tubazione che porti in Valdicecina l’acqua del torrente Trossa».
domenica 1 luglio 2012
Allerta, rischio siccità rubinetti sotto controllo
POMARANCE - Rubinetti sotto controllo. Dopo l’ordinanza del sindaco di Volterra è la volta della sponda pomarancina.
Ad annunciare il provvedimento è il primo cittadino Loris Martignoni. «Il rischio di siccità con le alte temperature degli ultimi venti giorni si è fatto concreto – afferma –. La situazione è precipitata. Perciò, sarà vietato usare l’acqua potabile proveniente dagli acquedotti urbani e rurali per scopi diversi da quelli igienico-domestici». Insomma non si può irrigare, né lavare auto: pena una forte sanzione.
A dare il segno del rischio di restare “a secco” è lo scorrere del Cecina. «Dal fiume e da Puretta arriva tutta la risorsa idrica necessaria al fabbisogno di Pomarance e Volterra. E nello stesso periodo dello scorso anno il fiume scorreva in maniera superiore». Un allarme lanciato in un’ottica di prevenzione, sulla scorta delle indicazioni del gestore della rete idrica Asa.
«Al momento sono stimate scorte d’acqua per circa quarantacinque giorni – dice Martignoni –. C’è da sperare nei temporali d’inizio agosto per ricaricare la falda. I laghi Lai e Madonna Olli che in estate sono stati usati per alimentare la portata del Cecina quest’anno non si sono ricaricati. È piovuto poco, circa il 70% in meno rispetto a una stagione normale. Solo quello di Lai è stato possibile riempirlo pompando acqua dal fiume». Il quadro all’inizio dell’estate è di allerta anche perché il territorio si appresta ad affrontarla con una scorta d’acqua inferiore rispetto al 2011. «I laghi hanno un potenziale capace di garantire due mesi di autonomia – spiega il sindaco –. Ma quest’anno quello di Olli è pieno solo per metà».
Sul fronte del risparmio idrico Martignoni ricorda il recupero di portata dalla sorgente Carlina, «8 litri al secondo che ci danno una maggiore autonomia rispetto al passato», e la riduzione delle perdite con le manutenzioni alla rete. «Abbiamo recuperato circa 400 metri cubi al giorno. Un modo indiretto per contenere i consumi».
L’allerta interessa soprattutto Volterra, Pomarance e Montegemoli che dipendono per la quasi totalità del fabbisogno dal Cecina e Puretta. Nel resto delel frazioni i rubinetti sono alimentati per lo più da sorgenti. «Asa ha messo in campo delle squadre per fronteggiare l’emergenza – conclude Martignoni –.
Per superare indenni l’estate dovremmo impegnarci in un uso accorto con l’obiettivo di un 30% di risparmio rispetto ai consumi attuali».
Da "Il Tirreno" di Domenica 1 Luglio 2012
domenica 17 giugno 2012
Scongiurato il rischio siccità a regime i rubinetti di Pomarance
POMARANCE - Il rischio di dover razionare l’acqua in estate dovrebbe essere scampato. Il Comune di Pomarance e Asa hanno effettuato lavori per riorganizzare la rete idrica e ridurre gli sprechi che l’avevano resa un colabrodo.
«Ovviamente non siamo ancora nelle migliori condizioni – spiega il sindaco Loris Martignoni –, ma possiamo dire di aver fatto molto per migliorare la situazione generale». Merito di una serie d’interventi realizzati negli ultimi mesi. Ma anche delle piogge che, se non abbondanti, sono comunque servite per agevolare il compito dei tecnici.
«L’anno scorso il fiume Cecina, di questi tempi, era completamente fermo – sostiene Martignoni –, mentre adesso scorre in maniera decisa. Tanto che stiamo riempiendo il laghetto Lai che in inverno si era svuotato d’acqua a causa della siccità. L’altro invaso privato, ma di cui Asa ha la concessione, quello di Madonna Olli, è pieno per tre quarti e verificheremo in seguito se dovremo aumentarne la scorta idrica».
Fondamentali sono stati il ripristino della sorgente della Carlina e le numerose riparazioni delle perdite.
«È stato il lavoro degli ultimi tre anni – dice il sindaco – che ha permesso di far scendere l’impiego di risorsa idrica da 1.600 metri cubi d’acqua al giorno a 1.100. Ora ci sono meno perdite, meno consumi e un miglior funzionamento». Anche le frazioni sono interessate.
«A San Dalmazio, per esempio, è in corso la risistemazione della sorgente e il posizionamento di un grosso filtro – spiega – A Serrazzano e Lustignano, invece, è in corso un’opera per il sistema d’immagazzinamento dell’acqua e di eliminazione delle perdite».
E aggiunge: «La sorgente del monte Carlina è stata decisiva. Al pari dei lavori per ripristinare il flusso del Cecina che daranno benefici all’invaso di Puretta, migliorando la situazione complessiva della Valdicecina».
E sulla Carlina sottolinea: «Pomarance è stato il primo Comune ad abbattere le percentuali d’arsenico da sempre state presenti nella sorgente».
Interventi realizzati da Asa in un contesto non semplice, visto l’impegno del gestore per la realizzazione di un impianto per il boro in un’altra zona di competenza che sta impegnando le risorse di tutta l’area.
domenica 22 aprile 2012
Tassa di scopo per Pian di Goro
Dalla Regione: è una valida alternativa a Puretta ma al momento non c’è la copertura finanziariaVOLTERRA Una tassa di scopo per aiutare il finanziamento per la realizzazione dell'invaso di Pian di Goro.
E' la proposta che arriva dalla Federazione delle liste civiche Insieme per cambiare per sbloccare quello che sembra il nodo cruciale della vicenda Solvay in Valdicecina.
«Non vogliamo sentir dire che mancano i soldi – ha spiegato Loriano Fidanzi, capogruppo e consigliere di maggioranza del Comune di Pomarance – e per questo stiamo discutendo di chiedere ai cittadini dell'Alta e della Bassa Valdicecina di sostenere questo progetto fondamentale per lo sviluppo del territorio».
L'idea sarebbe quella di chiedere il pagamento di una somma quasi simbolica (10 o 15 euro per i 150mila abitanti dell'intera Valdicecina per tre anni), spiegando tramite lettera a ogni famiglia l'obiettivo.
«Questo sarebbe uno scopo per il quale i cittadini sarebbero disposti a contribuire – prosegue – e non come altre volte avviene, quando si chiede loro di pagare per servizi che poi non ricevono, come la tassa di bonifica».
Per sbloccare le concessioni minerarie, per Solvay, è stato necessario il protocollo-ponte, all'interno del quale era stato inserito l'invaso di Puretta, come indicato dalle prescrizioni della Valutazione d'impatto ambientale.
Ma Puretta è un progetto del 2006, che ancora non è stato realizzato ed è gravato da alcuni ricorsi al Tar che ne mettono in dubbio la realizzazione.
«E' vero – ha detto l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini – esiste questo pericolo. Ma per Pian di Goro non c'è la copertura economica necessaria». Ecco quindi che l'idea della tassa di scopo potrebbe aiutare. «A seconda delle dimensioni – ha ripreso Bramerini – si parla di un costo compreso fra i 10 e 60 milioni di euro per l'invaso alternativo.
Al momento Puretta, con tutti le criticità, è l'unica soluzione percorribile». Ecco, quindi, che l'idea della tassa di scopo potrebbe davvero dare una mano a sbloccare una situazione che rischia di avvitarsi su se stessa se dal Tar dovessero giungere notizie negative per l'invaso di Puretta.
mercoledì 4 aprile 2012
Puretta, l’invaso è in bilico pochi credono al progetto
VOLTERRA Puretta è l’elemento fondante del protocollo-ponte che ha sbloccato il caso Solvay. Senza l’invaso non ci sarebbe stato il documento. E senza quest’ultimo la Regione non avrebbe dato il via all’iter per il rilascio delle concessioni minerarie necessarie all’attività estrattiva della multinazionale belga.Da "Il Tirreno" di Mercoledì 4 Aprile 2012
Ma su Puretta ci sono nubi e dubbi: il Comune di Pomarance, dopo aver firmato il protocollo-ponte, ha detto no al progetto dell’invaso. E depositati al Tar ci sono ben tre ricorsi. Il rischio che sia dato un nuovo stop all’operazione è reale. E l’alternativa Pian di Goro costerebbe decisamente troppo.
Pochi estimatori. Quasi nessuno ha fede in Puretta. «Sappiamo tutti che si tratta un progetto incerto – afferma l’assessore provinciale all’ambiente Valter Picchi –, ma è diventato l’unica soluzione per quanto riguarda lo sfruttamento della risorsa idrica.
Certo, ci sarebbe anche l’invaso di Pian di Goro. Ma per quello servono 60 milioni di euro. Ed è solo la stima di uno studio. Quindi è da supporre che ne servirebbero di più. Ma, ovviamente, nessuno ha queste cifre».
E se il Tar dicesse no a Puretta e non si trovassero le risorse? «Aspettiamo a dire che il Tar dica no all’invaso – riprende l’assessore –, ma se dovesse succedere dovremmo mettere in sinergia tutte le risorse per trovare una soluzione. Anche i soldi della geotermia, eventualmente». I carri armati di Mussolini.
Il sindaco di Montecatini Valdicecina, Sandro Cerri, definisce così il denaro derivante dalla geotermia ai comuni della zona: «Dovrebbe servire un po’ per tutto, ma alla fine non sono una fonte inesauribile. Si tratta di risorse limitate e che non potranno certo soddisfare le necessità per realizzare Pian di Goro. Certo, Puretta non è la miglior soluzione. Anche noi abbiamo dato giudizi non proprio esaltanti di questa opera. Ma al momento è l’unica messa sul piatto della discussione e, probabilmente, quella più fattibile. Certo che quei ricorsi al Tar non fanno dormire sonni tranquillissimi».
E poi c’è il no dato dal consiglio comunale di Pomarance a Puretta. Per qualcuno una contraddizione (il Comitato per la difesa della Valdicecina, ma anche Cerri che dice di «non comprenderne il motivo»). Per il sindaco Loris Martignoni un segnale politico che può aprire la discussione sull’alternativa per l’utilizzo della risorsa idrica. Puretta indispensabile.
Il riferimento al protocollo-ponte lo fa Martignoni. «Senza il sì a Puretta – dice – non sarebbe stato possibile firmare il documento che apre la via alle concessioni e quindi allo stop alla cassa integrazione nello stabilimento di Solvay a Ponteginori. Per questo abbiamo firmato. A differenza di altri, non vogliamo continuare a parlare di questo argomento nei tribunali, ma risolvere tutto con la dialettica politica, con l’obiettivo di far ripartire il lavoro.
In questo contesto, però, siamo consapevoli che serve aprire una discussione sull’argomento. E lo faremo quando parleremo dell’accordo di programma.
Puretta è un progetto vecchio ed è gravato da tre ricorsi al Tar che, probabilmente, porteranno a una sospensiva. Ecco, quindi che ne dovremo per forza discutere di nuovo». Come dire: Puretta c’è, ma ci credono davvero in pochi.
mercoledì 28 marzo 2012
No a Puretta e alla centrale Il Comune non ha dubbi
Impianto a biomasse e accordo Solvay dibattuti nel consiglio aperto L’amministrazione di Pomarance mette i “paletti” e prosegue la concertazione
POMARANCE - Una sfilza di no ufficiali contro la centrale a biomasse che dovrebbe sorgere vicino alla Rocca Sillana. E sulla delicata questione Solvay ormai prossima ai tavoli finali dell'accordo di programma, arriva una presa di posizione netta, dell' amministrazione di Pomarance: sì al protocollo-ponte, ottimo il percorso di concertazione tra Regione, Solvay e tutte le istituzioni, ma per la prima volta il sindaco dice no al progetto dell'invaso di Puretta (connesso al rilascio delle concessioni Cecina e Poppiano e alla risoluzione dell'annosa criticità idrica).
I temi del consiglio aperto sono sentiti. Il Comitato in difesa dell'Alta Valdicecina applaude la presa di distanza dell'amministrazione dal contestatissimo invaso, considerato da più parti un evitabile scempio, non risolutivo del problema (700mila metri cubi di capienza).
Contrari all'impianto. Un no di pancia, quello di cittadini e imprese agricole che hanno raccolto 300 firme contro. E un no tecnico e politico dell'amministrazione: la location dell'impianto della società agricola Solare (sfiora il megawatt) vicino alla Rocca Sillana non è previsto dal regolamento urbanistico. No dalla commissione paesaggio; dall'Unione dei Comuni che pone dubbi sulla coltivazione attraverso la quale l'impianto si dovrebbe auto-alimentare. Ovvero, una specie di tabacco.
Inoltre, il Ptc della Provincia prevede che questi impianti siano installati a 50 metri dal bosco: le condizioni mancano, verrebbe disboscata la zona, successivamente reintegrata altrove.
«Porteremo il nostro no in conferenza dei servizi anche se vi dico – e si rivolge ai tanti imprenditori agricolo presenti – che l'azienda ha seguito la normativa, la centrale è soggetta ad autorizzazione unica e potrebbe realizzarsi lo stesso», sottolinea il sindaco che si auspica che, presto, la Regione normi meglio le biomasse, in accordo con i Comuni.
Avanti con Solvay senza Puretta. Martignoni ripercorre le ultime vicende legate a Solvay. Una strada verso il rilascio delle concessioni che la Regione, su pressioni, ha deciso di condividere con le istituzioni coinvolte.
Pomarance firma il protocollo-ponte, che porta alla trattativa finale, per rivedere l'accordo di programma monitorato del Ministero. «Le carte bollate servono solo a far scomparire una delle parti in causa, la politica deve risolvere le questioni ai tavoli».
Concorda il segretario del Pd Garfagnini: «Lo scontro non porta a niente».
La dichiarazione che apre margini per una rivoluzione "idrica" per il futuro della zona arriva da Martignoni: no a Puretta. «Sostenevamo il progetto, ma adesso alla luce dei 3 ricorsi al Tar, abbiamo maturato l'idea che non sia più fattibile. Abbiamo incontrato altri interlocutori per avallare un progetto alternativo che è quello di Pian di Goro».
mercoledì 21 marzo 2012
SULLE BIOMASSE UN CONSIGLIO CON I CITTADINI
Da "Il Tirreno" di Mercoledì 21 Marzo 2012POMARANCE Consiglio comunale aperto a Pomarance. Si parlerà della richiesta di costruzione di una centrale a biomasse, del protocollo ponte riguardante la Solvay.
Il sindaco ha accolto la richiesta avanzata dal capogruppo di Rci Luigi Cerri: venerdì alle 16.30 ci sarà il consiglio nel Teatrino de Larderel.
«In questi giorni – dice Cerri - si parla molto di questi problemi – di argomenti delicati serve una informazione puntuale. Dato che queste tematiche possono, a mio avviso , avere conseguenze molto significative per la nostra zona, riterrei indispensabile discutere con la popolazione, se non altro per dare quell’informazione che fino a questo momento non c’è stata o non è stata sufficiente».
Martignoni ritiene importante che la cittadinanza conosca il senso delle disposizioni di legge in materia, anche al riguardo della costruzione di questa centrale a biomasse, di potenza inferiore a 1 mgw, alimentata da filiera corta, la cui costruzione è stata richiesta da un’azienda agricola.
Si parlerà del protocollo Eti – Solvay ed in questo caso il comune vuole informare i cittadini isulle concessioni. Una posizione di intesa con l’Unione comunale, che sarà presentata in sede di trattazione.
Per il problema idrico sarà valutato un programma di lavori concordati con Asa.
martedì 13 settembre 2011
«Sì all’invaso, meglio se mitigato»
Puretta, il sindaco Martignoni non disdegna altre soluzioni per ridurne l’impatto ambientale: il territorio ne ha bisogno
POMARANCE. «Non siamo contrari all’invaso di Puretta, ma siamo convinti che potrebbero essere trovate anche altre soluzioni meno impattanti».
E’ una posizione di riflessione quella che arriva dal sindaco di Pomarance, Loris Martignoni (nella foto). E’ ben consapevole dell’importanza che il progetto ha per l’intero territorio dell’Alta Valdicecina, alla luce di un approvvigionamento idrico sempre più problematico che martella la quotidianità di tutta l’area. Giorno dopo giorno, tartassata da conduttore dell’acquedotto che si rompono, guasti, mancanza di acqua.
«Sono contento che il progetto abbia avuto l’ok dall’ufficio Via della Regione, è un momento importante in cui si potrebbero pensare anche a soluzioni complementari per mitigare l’operazione». Si tratta, infatti, sulla carta, di una maxi operazione che prevede la costruzione di un bacino di 720mila metri quadrati che permetterà di incrementare di un milione di metri cubi l’approvvigionamento di acqua attuale.
Il maxi progetto, co-finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra e caldeggiato dalla Provincia, ha avuto a fine luglio l’ok della Regione alla valutazione di impatto ambientale. Dal Comune di Pomarance arriva la proposta-idea di fare degli sbarramenti sul fiume Cecina: «Sarebbe un’opera di più facile esecuzione, che, magari, potrebbe ridurre le misure del lago che si vuol andare a costruire». L’invaso andrebbe a sorgere alle spalle della riserva di Berignone, nel territorio di Volterra. «Invitiamo Asa ad andare avanti col progetto, ripensando anche a soluzioni finali alternative».
Il cantiere, che dovrebbe partire una volta reperiti i finanziamenti, dovrebbe durare quattro anni. «Siamo favorevoli al progetto, addirittura - e chiude - mi sento di dire che se in questi giorni non piove andremo in grave criticità idrica. Ritengo solo che si possa mitigare un po’ l’impatto ambientale».
Da "Il Tirreno" di Martedì 13 Settembre 2011
martedì 26 aprile 2011
Privatizzazione dell’acqua, il comitato contro
Il 12 e 13 giugno ci sarà il referendum sulla privatizzazione dell’acqua.
POMARANCE. In alta Valdicecina è nato un comitato per informare e sensibilizzare i cittadini alla partecipazione a votare sì all’abrogazione delle norme che permettono la privatizzazione del bene.
Al comitato hanno dato la loro adesione e sostegno partiti, associazioni e gruppi di Pomarance e Castelnuovo.
«È nello spirito e nella condivisione di queste affermazioni - dice Luigi Cerri di Rc - che chiediamo ai cittadini di contribuire al raggiungimento del quorum e alla vittoria dei referendum. Nell’alta Valdicecina hanno aderito Gas Pomarance, Caritas Parrocchiale Pomarance, Mondo Migliore Pomarance, Sel Pomarance, Pd Valdicecina, Tavolo della Pace, Arci Pomarance e Castelnuovo, Rc Pomarance e Castelnuovo, Poggi Uniti Castelnuovo, associazione “Aprile” Castelnuovo, Filctem Cgil coord. Larderello, Cgil di zona, Insieme per cambiare. Per adesioni 328 0025550».
Da "Il Tirreno" di Martedì 26 Aprile 2011
giovedì 7 aprile 2011
Due Si ai Referendum abrogativi sulla privatizzazione dell'acqua!
Insieme per cambiare aderisce al Comitato ed invita tutti i cittadini a votare con un SI forte e chiaro.
domenica 30 gennaio 2011
Dalla geotermia soldi per frane e Internet
Oltre 2 milioni e mezzo di euro a disposizione per gli interventi; i Comuni hanno 30 giorni per stilare la lista delle priorità
POMARANCE. Approvvigionamento idrico carente. Frane che ancora minacciano la tenuta di strade provinciali e comunali. E poi tutte quelle zone dove non c’è una copertura internet affidabile: arrivano dalla geotermia i fondi aggiuntivi destinati a questi interventi sul territorio. Oltre 2 milioni e mezzo di euro frutto di un’intesa tra la Provincia di Pisa, la Comunità montana e i Comuni di Pomarance, Castelnuovo, Montecatini e Monteverdi.Si tratta di un fronte comune a vantaggio dell’intera Valdicecina e in particolare delle aree geotermiche, con riferimento specifico alla viabilità e alle reti telematiche che fa seguito all’accordo volontario attuativo del protocollo d’intesa del 20 dicembre 2007 denominato “Accordo generale sulla geotermia”.«Per ottimizzare quanto concesso da questa importante opportunità - dichiarano il presidente Andrea Pieroni e l’assessore Valter Picchi - abbiamo concordato sulla necessità di mettere a sistema tali risorse finanziarie, puntando ad attuare una programmazione pluriennale, unico intervento per rispondere alle carenze infrastrutturali della Valdicecina».In particolare, riguardo alla viabilità, l’intesa sottoscritta prevede che i Comuni indichino entro 30 giorni gli obiettivi che intendono perseguire per migliorare proprio la viabilità del territorio.Saranno inoltre oggetto di valutazione gli effetti provocati sulla viabilità da frane e smottamenti, al fine di programmare gli interventi necessari. Al termine della fase di verifica verrà stilato un accordo che dovrà contenere gli impegni finanziari dei Comuni e della Provincia e un cronoprogramma relativo all’attuazione degli interventi.In merito invece alle reti telematiche, Comuni e Provincia concordano sulla necessità di realizzare interventi per migliorare l’accesso ad internet soprattutto da parte delle aziende locali.Inoltre, sul fronte dell’approvvigionamento idrico, i Comuni e la Provincia attiveranno un tavolo di confronto con il gestore unico al fine di individuare gli obiettivi a breve e medio termine, sia con riferimento ad opere infrastrutturali già programmate, sia alla disponibilità di risorsa per le aree Pip presenti sul territorio.Al Cosvig è stato affidato il ruolo di coordinamento tra la Provincia ed i Comuni.
Da "Il Tirreno" di Domenica 30 Gennaio 2011









