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martedì 2 aprile 2013

Acquedotto pubblico fino alla Rocca Sillana

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ll progetto è portato avanti da Comune e Asa.

Martignoni: finalmente saranno serviti gli agriturismi

 

 

POMARANCE - Condotte ex novo per portare acqua pubblica nella zona della Rocca Sillana.
Basta servirsi di sorgenti stagionali oppure dell’acqua piovana: a stretto giro si getteranno le base del progetto portato avanti dall’amministrazione comunale in tandem con Asa. La società che gestisce il settore idrico, infatti, ha già portato avanti lo studio ad hoc su cui basare l’opera effettiva.
«Costerà qualcosa come 500mila euro – spiega il sindaco di Pomarance Loris Martignoni – quella è sempre stata una zona critica per l’erogazione dell’acqua e oggi la situazione non è più tollerabile, a fronte anche di un numero di agriturismi sempre maggiore che sono sotto la Rocca Sillana»
Ad oggi sono una ventina le strutture nate sotto l’ombra del maestoso monumento pomarancino. Poderi che fino ad ora sono riusciti a sopperire alla mancanza di acqua pubblica servendosi di sorgenti stagionali e soprattutto di acqua piovana.
«Con quell’acquedotto che andremo a costruire – continua il pirmo cittadino – di fatto congiungeremo Puretta a San Dalmazio».
Martignoni fa anche un calcolo della popolazione che vive in zona. «Si tratta normalmente di un centinaio di persone residenti – ve nel dettaglio – che diventano oltre trecento nei periodi turistici, tra stranieri e visitatori. Quella zona è molto gettonata in estate e i numeri lo confermano».
Il progetto incontra subito il favore non solo delle struttue ricettive, ma anche di chi vive in loco e che fino ad ora è stato costretto ad arrangiarsi.
«È un intervento – chiude il sindaco – che non può più attendere».

Da " Il Tirreno" di Martedì 2 Aprile 2013

venerdì 7 dicembre 2012

L’acqua lungo i binari per dissetare Volterra

La dorsale dell’acquedotto potrebbe seguire il tracciato ferroviario Trattativa in corso tra Asa e Rfi. Martignoni: «Sarà in funzione nel 2013»




VOLTERRA - Correrà lungo il tracciato della via ferrata l’acqua per dissetare il Colle. L’idea ha preso corpo in un vertice a quattro, Asa Rfi, ed i sindaci di Volterra e Pomarance, presso la stazione di Saline.Un itinerario che promette di semplificare la progettazione e accorciare i tempi di realizzazione per la messa in esercizio della dorsale da Ponteginori a Volterra necessaria per garantire l’autosufficienza della città con un apporto di 40 litri al secondo.
«L’utilizzo delle pertinenze di proprietà delle Ferrovie consentirebbe di interfacciarsi con un unico proprietario per l’acquisizione dei permessi e la stipula della servitù – spiega il sindaco di Pomarance Loris Martignoni.
Si tratta di un’opera consistente, capace di garantire l’autosufficienza idrica per il fabbisogno idropotabile».
La stima è di un investimento nell’ordine dei 4 milioni di euro, con l’obiettivo di chiudere i lavori entro il 2013 e l’ambizione di riuscirci entro l’estate.Una parte delle risorse necessarie fa capo all’Autorità idrica toscana, il resto si tratta di soldi già a disposizione di Asa e altri in compartecipazione dei Comuni geotermici.
«È una opera fondamentale per l’Alta Valdicecina – afferma Martignoni .
La dorsale garantirà l’intero fabbisogno di Volterra liberando risorse dai campi pozzi di Puretta per Pomarance che così avrà una disponibilità quattro volte superiore a quella attuale. Riuscire a raggiungere l’autossuficienza idropotabile sarebbe un grande progetto per questa legislatura, indipendentemente dagli invasi che servono anche alle necessità industriali e agricole».
C’è già una disponibilità di massima da parte di Rfi a far attraversare l’ex tracciato ferroviario dalla condotta. Il progetto finale potrebbe essere pronto per la fine dell’anno.
Asa ha già stilato un’ipotesi preliminare, suscettibile di modifiche. Una delle quali, richiesta dal sindaco di Volterra Marco Buselli: «di non precludere un potenziale progetto di ricollegamento della città etrusca tramite trasporto su ferro».
L’operazione di realizzazione dell’acquedotto è complessa, ma ciascun ente ha dato la propria disponibilità.
«Questo progetto – afferma il sindaco Buselli – è la dimostrazione che quando si gioca uniti si riesce a far passare le priorità, nell’interesse del territorio».
L’ipotesi della dorsale è stata avanzata dai sindaci e formalizzata con il protocollo sull’emergenza idrica allestito dalla Prefettura. Una necessità che la Regione ha raccolto e che vedrà anche il concorrere di fondi geotermici per i progetti di area.
Adesso è una corsa contro il tempo per riuscire a terminare l’opera prima di dover fronteggiare una nuova emergenza idrica.
Da "Il Tirreno" di Venerdì 7 Dicembre 2012

martedì 21 agosto 2012

Acqua garantita per un altro mese

Emergenza siccità, la risorsa arriva da fuori da pozzi e autobotti per ridurre al minimo gli emungimenti da Puretta


POMARANCE - Si portano risorse da fuori per garantire acqua almeno un altro mese alle popolazioni di Pomarance e Volterra.
«Da oggi Asa fornirà autobotti a rotazione con l’acqua dei due pozzi di Ponteginori da riversare a Puretta, che permetteranno di emungere il meno possibile dalla centrale», spiega il sindaco di Pomarance Loris Martignoni.
Dopo l’intervista in Rai, il primo cittadino di Pomarance da settimane ormai in prima linea per fronteggiare il martellante incubo siccità, snocciola dati da paura.
«In 18 mesi – dice – sono caduti 363 millimetri di pioggia, la metà di quanto piove nel Nord Africa. È ovvio che di questo passo la strategia sarà quella di invasare acqua d’inverno e distribuirla d’estate, anche se per il prossimo anno dovremo assolutamente arrivare a una soluzione del problema con un progetto d’area dove noi siamo disponibili a investire anche le risorse provenienti dalla geotermia. Ne abbiamo già parlato con le altre istituzioni coinvolte e siamo tutti d’accordo che il problema approvvigionamento va risolto».
Martignoni va nei dettagli dell’emergenza: da oggi Asa mette a disposizione 4 autobotti da 32 metri in grado di garantire circa 800 metri cubi di acqua in più da riversare a Puretta, risorsa che poi dalla centrale viene ripompata nell’acquedotto».
Tra le operazioni last minute attualmente in corso, e da cui dipende l’approvvigionamento di popolazione e attività della zona, quella di riuscire a portare un approvvigionamento di 12 litri di acqua al secondo dalle sorgenti del Trossa, alla bocca di Ponteginori. «Oggi Volterra consuma circa 3200 metri cubi di acqua al giorno e Pomarance 1200 metri cubi, attualmente ora si sta emungendo circa 3mila metri cubi da Puretta. L’obiettivo è quello di ridurre questa quantità con risorse di acqua che arrivano da fuori».
Per resistere ancora un mese serve un rifornimento esterno di circa 700 metri cubi, in modo da arrivare a tirar fuori da Puretta qualcosa come 2300 metri cubi al giorno.
«Questa è l’ultima settimana di rifornimento per quanto riguarda il lago Madonna Olli, bisogna quindi portare a termine queste operazioni in corso per arrivare a garantire un fabbisogno sufficiente alla gente e alle attività per almeno un altro mese», continua Martignoni.
Anche il prossimo venerdì lui e il collega di Volterra Marco Buselli saranno nella sede di Asa per un nuovo briefing per valutare l’avanzamento lavori.

Da "Il Tirreno" di Martedì 21 Agosto 2012

domenica 12 agosto 2012

EMERGENZA IDRICA: Summit dei sindaci in Prefettura


Due nuovi pozzi dalla proprietà marchese Ginori Lisci

VOLTERRA Centellinare l'acqua. E recuperare il recuperabile. È veramente una corsa contro il tempo quella che i sindaci dell'Alta Valdicecina stanno cercando di fare per non lasciare a secco la popolazione.
L'orizzonte è nero, nel giro di pochi giorni l'acqua veramente diventerà un miraggio e domani l'incontro in Prefettura servirà proprio a trovare i percorsi di protezione civile da attivare nell'immediato.
Intanto Asa inizierà quanto prima a perforare due pozzi nella proprietà del marchese Ginori Lisci
per recuperare ulteriore risorsa da destinare principalmente alla fornitura delle autobotti, questi pozzi saranno in seguito allacciati alla rete Asa quando sarà realizzata l'interconnessione di grande diametro verso Saline.
Sempre l'azienda che gestisce l'acquedotto sta rimodulando la profondità delle pompe a Puretta,
recuperando una parte della produzione. «A questo ha concorso anche la messa in produzione di pozzi marginali finora mai utilizzati, uniti alla messa in esercizio dei booster sulla linea fra Ponteginori e Saline e fra Saline, Volterra e Puretta che ha permesso di incrementare l'acqua disponibile sugli acquedotti di Volterrra e Pomarance», fanno sapere i sindaci di Pomarance e Volterra, rispettivamente Loris Martignoni e Marco Buselli.
L'apporto temporaneo dei pozzi di Atisale concede un'ulteriore risorsa utilizzabile.
Rispetto alla popolazione, nell'immediato Asa continuerà i razionamenti sul Colle e a Pomarance
con rubinetti a secco la notte e nelle campagne chiusure più importanti, anche se al momento non si conoscono i dettagli.
Considerato, comunque, l'orizzonte nero con una previsione di riduzione ulteriore di acqua, Asa sta predisponendo in accordo con i Comuni il posizionamento di autobotti di acqua potabile distribuiti sul territorio. «Questi saranno sia in prossimità di depositi esistenti, oppure saranno realizzati con opportuni contenitori»
Prescrizioni in arrivo pure per le grandi utenze civili
: l'azienda sta effettuando una ricognizione al fine di installare riduttori di portata per un uso corretto e non inutilmente dispendioso dell'acqua.

Da "Il Tirreno" di Domenica 12 Agosto 2012
 

sabato 11 agosto 2012

CRISI IDRICA: Autobotti nei paesi se non piove entro 10 giorni


POMARANCE - La situazione è davvero critica. L'acqua è poca e la Valdicecina è a pochi giorni dalla fine delle scorte. Non piove e, molto probabilmente, la situazione non cambierà a breve.
Nella riunione tra Asa e i Comuni di Pomarance e Volterra di ieri è emerso un quadro in via di prosciugamento che rischia di mettere in crisi i due territori. Con le autobotti e i continui rifornimenti per la popolazione e le aziende come scenario sempre più concreto.
«Abbiamo altri 10 giorni, poi non avremo più acqua», dice uno sconsolato Loris Martignoni, sindaco di Pomarance. «La situazione meteorologica è una delle peggiori della storia – dice il sindaco – ma qui in Valdicecina si rischia sul serio l'emergenza. Abbiamo una criticità senza precedenti.
Si stanno prosciugando le fonti di campagna. Il segnale di un evento storico negativo che i nostri vecchi contadini dicono di non avere mai visto».
La catena del prosciugamento è cominciata il 15 giugno, giorno di apertura del lago del Lai che ha finito le scorte dopo un mese. Alla metà di luglio, poi, è stato dato il via allo sversamento del lago Madonna Olli che esaurirà la propria riserva poco dopo Ferragosto.
«Adesso c'è Puretta – riprende Martignoni – che ha una decina di giorni ancora per far pompare l'acqua nei campi pozzi. Ma dopo non sappiamo cosa potrà accadere». Il tono è di resa davanti al fenomeno della scarsità di piogge che non riguarda, al momento, i paesi dei due comuni, escluso Montegemoli che ha problemi come i due capoluoghi.
Nelle frazioni, l'acqua arriva grazie a sorgenti che, però, si stanno riducendo. Asa dice di sentire i sindaci e questi ultimi pregano affinché piova.
«Speriamo che comincino presto le precipitazioni – riprende il sindaco di Pomarance – perché altrimenti dovremo adottare misure drastiche dopo il razionamento nelle ore notturne deciso nelle ultime settimane.
Stiamo compiendo sforzi per raschiare il fondo del barile e che, ovviamente, non risolvono il problema. La situazione è critica e diventerà realtà se non arriveranno piogge nel breve periodo».

Da "Il Tirreno" di Sabato 11 Agosto 2012

giovedì 9 agosto 2012

Emergenza idrica, i pozzi sul torrente per attenuare la crisi

Oggi sindaci in Regione con la proposta di utilizzare l’acqua del Trossa: alleggerirebbe l’utilizzo della rete

POMARANCE - Utilizzare l’acqua disponibile nei pozzi del torrente Trossa per dissetare, almeno per il momento, la popolazione dell’Alta Valdicecina. Con questa proposta congiunta, i sindaci di Castelnuovo, Pomarance e Volterra si presentano oggi in Regione per un faccia a faccia sull’emergenza siccità che attanaglia tutta la zona.
All’incontro ci saranno il presidente Enrico Rossi, l’assessore Anna Rita Bramerini i, l'Autorità Idrica Toscana, il presidente del consiglio di gestione Asa, gli assessori provinciali di Pisa Valter Picchi e di Siena Gabriele Berni di Siena.
La proposta, rispettivamente di Alberto Ferrini, Loris Martignoni e Marco Buselli, è già stata spedita a Firenza. «Tra tutte le richieste - scrivono i tre primi cittadini – riteniamo prioritario l’utilizzo dell’acqua disponibile nei pozzi sul torrente Trossa». La lettera è motivata. «A tal fine è necessario eseguire una serie di attività prodromiche e preparatorie, come il totale rifacimento dell’acquedotto fra la stazione di pompaggio di Ponteginori e il deposito del Cavallaro a Saline di Volterra».
Da dove dovrebbero arrivare i soldi per l’operazione? I sindaci mettono nero su bianco pure questo. «I costi per tale investimento, necessitano di urgenti finanziamenti regionali. Il completamento in tempi brevi di questo essenziale intervento permetterà inoltre di risolvere un’ulteriore criticità attualmente presente nel territorio di Volterra, ossia la successiva costruzione del secondo acquedotto a servizio della città etrusca, attualmente servita da una sola tubazione, peraltro realizzata oltre 40 anni fa e già adesso funzionante al limite delle proprie capacità». L’utilizzo dell’acqua disponibile nei pozzi del torrente “alleggerirebbe” la portata dell’acquedotto.
«Questa soluzione lascia a Pomarance una maggiore disponibilità dell’acqua di Puretta, riduce alla metà l’utilizzo dell’acquedotto per Volterra, senza contare che risulta possibile sfruttare l’interconnessione fra Saline e Puretta, per poter mandare verso quest’ultimo impianto una significativa ulteriore quantità di risorsa idrica», si sottolinea ancora.
Rispetto a Volterra: «Il nuovo acquedotto per il Colle, peraltro già presente nel precedente piano d’ambito, dovrà essere nuovamente re-inserito nella programmazione degli interventi a carico del gestore del Sii ex Aato 5, come opera con elevata priorità e soprattutto si dovrà provvedere all’indispensabile finanziamento, con particolare riferimento al collegamento Ponteginori-Saline di Volterra, stimato in 1.500.000 euro e ricordato in premessa».
Intanto, a tambur battente, continua la razionalizzazione dell’acqua nei comuni con la chiusura dei rubinetti per tutta la notte, fino alla mattina.
Sui disagi della mancanza di acqua pure di giorno, verificatisi lo scorso weekend, denunciati soprattutto dagli abitanti del Colle, Asa si scusa. «A causa della prolungata siccità e della conseguente crisi idrica che sta coinvolgendo i nostri territori, Asa comunica che prosegue, secondo il programma già comunicato, il razionamento della risorsa idrica.
Nelle zone periferiche, coinvolte dall'alternanza nell'erogazione, stiamo lavorando affinché cessino alcuni disagi che sono stati segnalati in punti estremi della rete dell'acquedotto».

Da "Il Tirreno" di Giovedì 9 Agosto 2012

martedì 7 agosto 2012

E' emergenza idrica


Martignoni: istituzionalizzare i laghi adesso

POMARANCE - «Questo tipo di razionamento crea criticità, ma è inevitabile. Col nostro tipo di approvvigionamento, col sistema dei fiumi quando non piove l’acqua termina.
E la situazione è critica sulla maggior parte del territorio toscano, questo va ricordato», commenta il sindaco di Pomarance Loris Martignoni (nella foto).
E aggiunge: «L’Asa ha rilevato un calo delle piogge dell’85%.
In merito al dibattito sull’invaso, il Comune ha solo un ruolo consultivo, la Regione, la Provincia e l’Asa prendano una decisione.
In ogni caso i lavori si protrarrebbero almeno per 6 anni, occorre nel frattempo sopperire alle vicissitudini dell’immediato. 
Sarebbe utile nel breve, per assicurarsi una buona riserva, istituzionalizzare i laghi che sono presenti lungo il fiume Cecina nei pressi di Radicondoli, fare poi una manutenzione ancora più accurata degli impianti e creare una tubazione che porti in Valdicecina l’acqua del torrente Trossa».

Da "Il Tirreno" di Martedì 7 Agosto 2012

domenica 1 luglio 2012

Allerta, rischio siccità rubinetti sotto controllo

Pomarance, in settimana l’ordinanza per limitare gli sprechi di acqua potabile Martignoni: «In venti giorni, per le alte temperature, la situazione è precipitata»

POMARANCE - Rubinetti sotto controllo. Dopo l’ordinanza del sindaco di Volterra è la volta della sponda pomarancina.
Ad annunciare il provvedimento è il primo cittadino Loris Martignoni. «Il rischio di siccità con le alte temperature degli ultimi venti giorni si è fatto concreto – afferma –. La situazione è precipitata. Perciò, sarà vietato usare l’acqua potabile proveniente dagli acquedotti urbani e rurali per scopi diversi da quelli igienico-domestici». Insomma non si può irrigare, né lavare auto: pena una forte sanzione.
A dare il segno del rischio di restare “a secco” è lo scorrere del Cecina. «Dal fiume e da Puretta arriva tutta la risorsa idrica necessaria al fabbisogno di Pomarance e Volterra. E nello stesso periodo dello scorso anno il fiume scorreva in maniera superiore». Un allarme lanciato in un’ottica di prevenzione, sulla scorta delle indicazioni del gestore della rete idrica Asa.
«Al momento sono stimate scorte d’acqua per circa quarantacinque giorni – dice Martignoni –. C’è da sperare nei temporali d’inizio agosto per ricaricare la falda. I laghi Lai e Madonna Olli che in estate sono stati usati per alimentare la portata del Cecina quest’anno non si sono ricaricati. È piovuto poco, circa il 70% in meno rispetto a una stagione normale. Solo quello di Lai è stato possibile riempirlo pompando acqua dal fiume». Il quadro all’inizio dell’estate è di allerta anche perché il territorio si appresta ad affrontarla con una scorta d’acqua inferiore rispetto al 2011. «I laghi hanno un potenziale capace di garantire due mesi di autonomia – spiega il sindaco –. Ma quest’anno quello di Olli è pieno solo per metà».
Sul fronte del risparmio idrico Martignoni ricorda il recupero di portata dalla sorgente Carlina, «8 litri al secondo che ci danno una maggiore autonomia rispetto al passato», e la riduzione delle perdite con le manutenzioni alla rete. «Abbiamo recuperato circa 400 metri cubi al giorno. Un modo indiretto per contenere i consumi».
L’allerta interessa soprattutto Volterra, Pomarance e Montegemoli che dipendono per la quasi totalità del fabbisogno dal Cecina e Puretta. Nel resto delel frazioni i rubinetti sono alimentati per lo più da sorgenti. «Asa ha messo in campo delle squadre per fronteggiare l’emergenza – conclude Martignoni –.
Per superare indenni l’estate dovremmo impegnarci in un uso accorto con l’obiettivo di un 30% di risparmio rispetto ai consumi attuali».
Da "Il Tirreno" di Domenica 1 Luglio 2012

domenica 17 giugno 2012

Scongiurato il rischio siccità a regime i rubinetti di Pomarance

Riorganizzata la rete idrica e ridotti gli sprechi, il bilancio al termine di tre anni di lavori Martignoni: «Possiamo dire di aver fatto molto per migliorare la situazione generale»
POMARANCE - Il rischio di dover razionare l’acqua in estate dovrebbe essere scampato. Il Comune di Pomarance e Asa hanno effettuato lavori per riorganizzare la rete idrica e ridurre gli sprechi che l’avevano resa un colabrodo.
«Ovviamente non siamo ancora nelle migliori condizioni – spiega il sindaco Loris Martignoni –, ma possiamo dire di aver fatto molto per migliorare la situazione generale». Merito di una serie d’interventi realizzati negli ultimi mesi. Ma anche delle piogge che, se non abbondanti, sono comunque servite per agevolare il compito dei tecnici.
«L’anno scorso il fiume Cecina, di questi tempi, era completamente fermo – sostiene Martignoni –, mentre adesso scorre in maniera decisa. Tanto che stiamo riempiendo il laghetto Lai che in inverno si era svuotato d’acqua a causa della siccità. L’altro invaso privato, ma di cui Asa ha la concessione, quello di Madonna Olli, è pieno per tre quarti e verificheremo in seguito se dovremo aumentarne la scorta idrica».
Fondamentali sono stati il ripristino della sorgente della Carlina e le numerose riparazioni delle perdite.
«È stato il lavoro degli ultimi tre anni – dice il sindaco – che ha permesso di far scendere l’impiego di risorsa idrica da 1.600 metri cubi d’acqua al giorno a 1.100. Ora ci sono meno perdite, meno consumi e un miglior funzionamento». Anche le frazioni sono interessate.
«A San Dalmazio, per esempio, è in corso la risistemazione della sorgente e il posizionamento di un grosso filtro – spiega – A Serrazzano e Lustignano, invece, è in corso un’opera per il sistema d’immagazzinamento dell’acqua e di eliminazione delle perdite».
E aggiunge: «La sorgente del monte Carlina è stata decisiva. Al pari dei lavori per ripristinare il flusso del Cecina che daranno benefici all’invaso di Puretta, migliorando la situazione complessiva della Valdicecina».
E sulla Carlina sottolinea: «Pomarance è stato il primo Comune ad abbattere le percentuali d’arsenico da sempre state presenti nella sorgente».
Interventi realizzati da Asa in un contesto non semplice, visto l’impegno del gestore per la realizzazione di un impianto per il boro in un’altra zona di competenza che sta impegnando le risorse di tutta l’area.
Da "il Tirreno" di Domenica 17 giugno 2012

venerdì 31 dicembre 2010

Arsenico nell’acqua, arriva l’abbattitore

Il Comune risolve il problema

POMARANCE. Arriva l’abbattitore dell’arsenico, Pomarance verso la definitiva risoluzione della contaminazione dell’acqua. «E’ il vero successo di questo anno e mezzo di legislatura», non fa fatica a dirlo il sindaco Loris Martignoni.
La richiesta era partita dal Comune all’Asa giusto un anno e mezzo fa. «La presenza di arsenico nelle nostre acque è un fenomeno che esiste da sempre - spiega - Dal 2003 la Commissione Europea andava avanti con deroghe rispetto ai parametri da rispettare, procedimento a cui ha messo fine qualche mese fa. Da qui è nata l’esigenza di arrivare alla risoluzione della questione, per riportare i livelli di arsenico sotto quelli determinati dalla normativa».
Costanti le misurazioni fatte fare dal Comune, prima dell’arrivo dell’abbattitore.
«Le ultime - precisa - danno una presenza di arsenico inferiore ai 5 mcg/l, livello che sarà abbassato quando saranno terminati i lavori in corso al deposito di Poggio alle Forche, relativi ad una maggiore portata per la miscelazione con l’acqua della Carlina che arriva al deposito dei Collazzi.
Altro discorso per quanto riguarda Montecerboli, una volta servito esclusivamente dall’acquedotto delle Carline dove la presenza si quantificava fino a 42 mcg/l in estate per scendere a 25-30 mcg/l in inverno».
Adesso con l’arrivo dell’abbattitore la situazione cambierà radicalmente.«Nel giro di pochi giorni sarà installato al deposito di Sol di Chiurlo a Larderello, dove arriva l’acqua della Carlina».
Rispetto ai tempi in cui si verificherà l’abbassamento dell’arsenico per rientrare definitivamente nei livelli normativi: «Credo che già in una settimana dal suo azionamento potremo cominciare a vedere qualche risultato», conclude il sindaco Loris Martignoni.

Da "Il Tirreno" di Venerdì 31 Dicembre 2010


domenica 21 novembre 2010

«Dove sono andati i soldi pagati?»

Depurazione e rimborsi: è polemica

POMARANCE. Tirano un sospiro di sollievo i cittadini che hanno combattuto per ottenere il rimborso della depurazione pagata ma non dovuta. La Corte Costituzionale, giudicando illecita la tariffa, ha dato loro ragione. E finalmente loro esultano. «Per noi è una grande soddisfazione», sintetizza Loriano Fidanzi capogruppo della lista civica Insieme per cambiare di Pomarance che a braccetto con quella di Castelnuovo aveva avviato la lotta all’incongruenza e al paradosso. «Quando abbiamo capito che sborsavamo soldi per un servizio che di fatto, essendo connessi alla rete fognaria senza depurazione, non utilizzavamo, ci siamo rivolti ad un avvocato».
Fidanzi riavvolge il filo della memoria e riassume i passi tracciati, le tappe percorse. «Abbiamo spedito le lettere di segnalazione anche ai sindaci dei nostri territori perché fossero a conoscenza dell’ingiustizia che stavamo subendo». Oggi che il cammino sembra in discesa, alla segreteria di Insieme per cambiare piovono consensi, ringraziamenti e ancora domande. «In soli due giorni - aggiunge Fidanzi - ne abbiamo raccolte 20. In molti poi ci cercano per avere delucidazioni sulla compilazione delle richieste».
L’onda lunga dei rimborsi cresce di giorno in giorno ed arriva fino a Montescudaio e Guardistallo. «In attesa di un nuovo depuratore già in progetto - spiega Fabio Tinelli, consigliere comunale di Montescudaio - ne abbiamo 2 che non funzionano. Asa sostiene il contrario e così stiamo vivendo una situazione di stallo che non mancherò di denunciare, con un’interrogazione ad hoc, nella prossima seduta di consiglio».
Ato 5 intanto ha approvato le linee guida per l’erogazione degli interessi da restituire ma gli importi non sono automatici né così facilmente calcolabili. E se da una parte i cittadini che hanno versato la quota ingiustamente riceveranno indietro il denaro, dall’altra tutti gli altri vedranno aumentare in percentuale le tariffe. La cifra da utilizzare per i rimborsi sarà recuperata incrementando le tasse del resto degli utenti. Come dire, più richieste di rimborso, più aumento delle bollette.
«Resta allora ancora molto da lavorare e da capire», aggiunge Fidanzi. «E’ il momento di scoprire dove sono andati a finire i soldi che abbiamo sborsato in questi anni. Perché non utilizzano questi per ottemperare ai rimborsi?»

da "Il Tirreno" di Domenica 21 Novembre 2010


sabato 20 novembre 2010

Depurazione, come recuperare i soldi

C’è tempo fino al 2014 per fare domanda al gestore Asa

VOLTERRA. Il calendario scorre ma c’è ancora un margine sufficiente per richiedere ad Asa i soldi della depurazione non dovuti. Il termine per presentare la domanda, infatti, è il primo ottobre del 2014. Invece, la data per incassare è ancora incerta.
In tutta l’Alta Val di Cecina sono 7.840 le “utenze” che non sono servite dal sistema di depurazione censite dal gestore del servizio idrico integrato. Ovvero 3.224 a Volterra, 2.387 nel pomarancino, 804 a Montecatini e 1.425 a Castelnuovo. Numeri importanti, la stima della somma che Asa dovrà restituire ai clienti non è data. C’è solo un importo indicativo ma a livello di Ambito territoriale servito dal gestore: tra i 2 e i 3 milioni di euro.
Gli utenti connessi alla rete fognaria senza depurazione sono esentati dal pagamento del servizio di depurazione dal 10 ottobre del 2008, data di pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale che ha giudicato illegittima la tariffa.
Nel caso in cui la voce fosse ancora presente in bolletta è possibile rivolgersi al servizio clienti Asa telefonando all’800 010303. «La restituzione della quota di tariffa non dovuta riferita al servizio di depurazione è per il periodo da ottobre 2003 a ottobre 2008 - spiega Marcello Cinci, consigliere di sorveglianza Asa con delega all’Alta Val di Cecina -. In conseguenza Asa ha avviato l’estrazione dei dati, volumi e importi, per determinare il valore del rimborso».
Le liste civiche del territorio esultano. «Molti cittadini ci stanno cercando sia per ringraziarci per aver ottenuto giustizia promuovendo il ricorso contro Asa, ma anche perché chiedono aiuto nella compilazione della domanda - affermano dalla segreteria di Insieme per cambiare a Pomarance -. Il nostro ufficio in piazza Sant’Anna è aperto tutti i giorni, dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 11». E aggiungono: «In base ai nostri calcoli, in media si tratta di cifre che per ogni utenza oscillano tra 350 e 750 euro».
«Adesso spetta all’Ato 5, individuare gli importi, i periodi e i relativi interessi che Asa dovrà restituire a ogni cliente richiedente - conclude Marcello Cinci -. La restituzione delle somme avverrà secondo il criteriocronologico della presentazione della domanda».

da "Il Tirreno" di Sabato 20 Novembre 2010


venerdì 30 luglio 2010

La realizzazione del lago di Puretta tra le priorità

Semaforo verde agli investimenti di Asa:
ben 58 milioni di euro

Pioggia di investimenti idrici in Alta Valdicecina. Il semaforo di Asa è verde, con 58 milioni pronti ad alleviare la sete, le perdite e le criticità. «La firma del contratto di finanziamento rappresenta un importante obiettivo per l’azienda», commenta il presidente Fabio Del Nista.
L’operazione, che prevederà un sostegno finanziario in tranche successive che saranno utilizzabili a partire dal 2011, è vitale per il Piano degli investimenti, la cui estrema complessità richiederà dei tempi non brevi di esecuzione dei lavori. Come dire, non pensate di risolvere tutti i problemi in un attimo. E comunque Asa stila una lista di priorità, tra cui la riduzione delle perdite di rete, il superamento delle crisi idriche estive ricorrenti (utilizzo delle acque superficiali mediante invasi, collegamento delle fonti di approvvigionamento attraverso acquedotti di adduzione sovracomunali, utilizzo di risorse idriche potabili già destinate all’industria e sostituite da acque reflue depurate e post-trattate), il potenziamento e l’estensione della copertura del già presente sistema di “telecontrollo” e della relativa dorsale di trasmissione dati, che sono di grande importanza per la peculiare dispersione territoriale dell’Alta Valdicecina, gli interventi volti al rispetto dei limiti qualitativi per le acque potabili e per le acque reflue.
Gli interventi più significativi del Piano degli investimenti sono: il potenziamento delle risorse idriche attraverso lo sviluppo del campo pozzi di Fosini e la costruzione del lago di Puretta; il potenziamento degli acquedotti di adduzione, a partire dal raddoppio dell’acquedotto della Carlina dal nuovo campo pozzi di Fosini a Pomarance, compreso il serbatoio di compenso del Monte a Castelnuovo Valdicecina.
A livello di depurazione e fognatura, sono invece previste la realizzazione di nuovi depuratori a Volterra sud, a Saline, a Castelnuovo e a Pomarance, la realizzazione di nuove reti fognarie per Volterra sud, Saline, Castelnuovo e Pomarance. «La scorsa estate - chiude il presidente - è stato realizzato un intervento sull’acquedotto della Carlina per migliorare l’approvvigionamento idrico di Pomarance. Questo lavoro ha compensato quasi la metà del consumo idrico giornaliero di Pomarance e ha reso disponibile acqua prodotta a Puretta per Volterra».

Da "Il Tirreno" di Venerdì 30 Luglio 2010


domenica 20 giugno 2010

Più vicino l’acquedotto della Carlina


È tra i progetti in rampa di lancio, Asa ha un piano da 220 milioni In arrivo anche i pagamenti ai Comuni per l’affitto della rete idrica.

POMARANCE. Ottanta milioni di euro per saldare i debiti che l’Azienda servizi ambientali (Asa) ha con i Comuni di sua competenza, fra cui quelli della Valdicecina, per i mancati pagamenti dell’affitto degli impianti e la costruzione di nuove strutture.

Nei prossimi giorni dovrebbe essere ufficializzata la firma per un project financing da 220 milioni fino al 2026, di cui la prima tranche dovrebbe ammontare a 80 milioni. In Valdicecina, per esempio, dovrebbero essere realizzate opere come l’invaso di Puretta nei comuni di Volterra e Pomarance che servirà per raccogliere acqua dal fiume Cecina e utilizzarla nei mesi estivi, solitamente caratterizzati dalla siccità. Un altro intervento dovrebbe essere l’acquedotto della Carlina.

Importante sarà la parte di denaro che Asa utilizzerà per pagare i debiti contratti con le amministrazioni comunali. Dal 2004, infatti, il gestore ha smesso di versare gli affitti per le reti di distribuzione prese in carico dagli stessi Comuni. Si tratterebbe di circa 15 milioni di euro l’ammontare dei soldi che Asa deve ai vari sindaci e con l’arrivo del finanziamento, o almeno della prima parte, molte situazioni saranno sanate.

I 33 Comuni nelle province di Pisa, Livorno e Siena avranno quindi un po’ di ossigeno per le loro finanze, ma anche l’opportunità di veder migliorare notevolmente le infrastrutture dedicate allo sfruttamento e all’ottimizzazione della risorsa idrica. Il denaro in arrivo servirà a costruire depuratori ma anche a rendere migliori e più funzionali le reti di distribuzione dell’acqua che negli anni sono diventate vecchie e piene di problemi. Con il finanziamento che sta per essere approvato, poi, sarà possibile fare anche la manutenzione degli impianti che in molte circostanze era diventato difficile mettere in pratica, considerate le difficoltà di bilancio del gestore. Insomma, sembra proprio che uno degli aspetti più negativi per la Valdicecina possa essere risolto entro poco tempo, anche se la stessa Asa al momento si riserva di ufficializzare i tempi della firma per il via libera al project financing.

Da "Il Tirreno" di Domenica 20 Giugno 2010