Visualizzazione post con etichetta ambiente. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ambiente. Mostra tutti i post

mercoledì 7 maggio 2014

Pomarance, pozzi nella riserva: il Comune dice no

Drilling

POMARANCE - Due buchi a un tiro di schioppo dalla riserva naturale di Berignone. Scopo, trovare acqua calda o vapore per realizzare energia. Due pozzi esplorativi, circa 2.300 metri, a pochi passi dal fiume Cecina, per ricercare fluidi prossimi ai duecento gradi. 
La decisione in merito alla fattibilità del progetto esplorativo spetta alla Regione Toscana. Il "progetto pozzi” è targato Gesto Geothermal Italy Srl, branchia italiana della portoghese Gesto Energy.
Il Comune per presentare le proprie osservazioni ha tempo fino alla fine di maggio. Dopo di che la Regione si prenderà altri trenta giorni circa per dare il proprio giudizio finale. 
«E’ un intervento che è inserito in un piano di reperimento delle energie alternative, in primis gestito dalla Regione – sottolinea il sindaco di Pomarance Loris Martignoni – non sono contrario alle ricerche, e tanto meno allo sviluppo delle energie rinnovabili, però mi sembra che il piano regionale non vada nella direzione che si era auspicata, forse dovrebbe essere ridiscusso, dai territori non c’è stata una grossa risposta, una montagna ha partorito un topolino, i due pozzi nel comune di Pomarance e poco più, per i quali siamo orientati a dare parere negativo». 
Si lavora ai documenti da presentare in Regione. «Non riusciremo a presentare i documenti prima del 20 di maggio – spiega Martignoni – ad ogni modo questo parere deve essere presentato entro il 29 maggio». 
Sono state già raccolte oltre 1600 firme da indirizzare al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, affinché si revochi l’autorizzazione alle esplorazioni che è stata concessa alla società Gesto. Il rischio, sostengono i promotori della petizione, è quello di un inutile scempio ambientale. 
«Vorremmo che l’amministrazione spiegasse meglio ai cittadini il progetto dei pozzi esplorativi presentato da Gesto, si è svolta un'assemblea nella disinformazione generale - affermano da Sinistra Democratica – riteniamo che lo sviluppo delle energie rinnovabili debba essere perseguito, però vorremmo che alle discussioni partecipassero anche gli altri comuni della Valdicecina, ciò detto il progetto della Gesto ci sembra molto discutibile e al momento non siamo d’accordo».

Da "Il Tirreno" di Mercoledì 7 Maggio 2014

martedì 14 gennaio 2014

Martignoni - «Il piano cave l’abbiamo ereditato e non è definitivo»

2680 POMARANCE IL SINDACO MARTIGNONI REPLICA ALLE ACCUSE: «RISPETTATE CONDIZIONI DI LEGGE»

«IL PIANO cave è una situazione ereditata, partita già sette anni fa e che ora è in fase di valutazione». A dribblare le pesanti accuse che un gruppo di ambientalisti rivolge direttamente al Comune di Pomarance sul nuovo piano cave è direttamente il primo cittadino del borgo geotermico Loris Martignoni. 
La situazione è sì spinosa, ma il sindaco assicura che il suo municipio non ha agito nel silenzio più totale, respingendo così gli attacchi mossi dai cinque residenti che hanno già presentato ricorso al Tar: «Il Comune ha rispettato tutte le condizioni di legge imposte dall’iter – spiega Martignoni – la programmazione è partita durante la precedente legislatura e gestita dalla Regione e principalmente dalla Provincia di Pisa, che ha in mano direttamente la programmazione in materia di escavazioni. 
Durante questi 7 anni, i due enti hanno svolto le loro indagini che sono poi state recepite dal Comune, inserendo il piano cave attraverso una variante all’interno del nostro regolamento urbanistico. 
Il Comune ha svolto il percorso seguendo i vari step imposti dalla legge, anche con le apposite pubblicazioni». Martignoni fotografa la situazione attuale del nuovo piano cave: «I tecnici hanno individuato nell’area di Santa Emilia l’esistenza di un possibile giacimento da mettere in coltivazione. 
A breve daremo il via ad un incontro per valutare l’avvio di una valutazione di impatto ambientale ed ognuno può ancora presentare le proprie valutazioni. Se poi si presenteranno le condizioni di legge perché quel sito venga aperto e coltivato, ovviamente dovranno essere messe in atto tutte quelle prescrizioni che risultino meno impattanti per l’ambiente. 
La situazione richiede il massimo equilibrio fra il mantenimento del livello occupazionale e le tutele per le strutture ricettive che gravitano nella zona e per coloro che hanno a cuore il paesaggio in cui vivono», chiude Martignoni.

Da "La Nazione" di Martedì 14 Gennaio 2014

domenica 12 gennaio 2014

«Una cava pro ambiente» I volantini dei dipendenti della Ditta Granchi

2667

I lavoratori della ditta Granchi tappezzano Pomarance per spiegare il progetto «Niente impatto visivo importante e recupero del verde dell’area estrattiva»  

 

 

POMARANCE - La questione è calda. E alimenta grossi malumori a Pomarance. Da una parte il Comitato degli agriturismi che ricorre al Tar contro il progetto della cava di S. Emilia, dall’altra ci sono i lavoratori della ditta Granchi le cui prospettive occupazionali “pendono” e “dipendono” da quell’attività estrattiva. 
Sono proprio loro (o almeno così dice la firma) ad aver tappezzato il borgo geotermico con tanti volantini in cui si spiega il progetto. 
Un sito di cava che, a detta loro, avrà a cuore l’ambiente. «Dal punto di vista morfologico, la futura area estrattiva può essere raffigurata come una "cava di pianura", impostata in un contesto pianeggiante che, necessariamente, dovrà essere coltivato mediante la realizzazione di più fronti temporanei di cava ubicati ad un livello inferiore rispetto al piano di campagna originario. 
Facendo proprie le motivazioni e le preoccupazioni ambientali e paesaggistiche che hanno il piano di coltivazione articolato sulla realizzazione di due Lotti, in modo da evitare la realizzazione di fronti di scavo estesi ed i lotti suddivisi in settori. Tutto ciò di fatto, limita l'escavazione a modesti settori dell'area di coltivazione, consentirà di evitare un impatto visivo decisamente importante». 
E ancora, vanno nello specifico: «Verrà effettuato un veloce ripristino, vegetazionale e cromatico, dello stesso settore in coltivazione: si comprende facilmente come l'impatto visivo dell'attività estrattiva verrà ridotto ai minimi termini e rappresenterà un impatto solo temporaneo. Infatti svilupperà per strisce di larghezza non superiori a 30 metri; a sua volta, ogni striscia verrà articolata in settori di larghezza non superiore a 20 metri». Ogni settore di coltivazione, quindi, si svilupperà su di una superficie di circa 600 m2 che potrà variare in più o in meno, in relazione all'andamento del limite di coltivazione dell'area estrattiva. «Una volta raggiunta la quota di fondo scavo, si procederà al parziale riempimento del settore "già coltivato" con il terreno vegetale precedentemente accantonato. 
La sistemazione del terreno, sia limoso che vegetale, avverrà andando ad occupare all'incirca la metà della striscia coltivata in modo da ottenere un piano sufficiente a garantire, all'occorrenza, nella futura utilizzazione agricola, anche arature profonde. E cosi' via, fino ad esaurimento dei settori. 
Tenendo conto che l'obiettivo finale del recupero ambientale dell'area estrattiva consiste, oltre che nel garantire la stabilità del versante interessato dalle operazioni di coltivazione, nella ricostituzione di una copertura vegetale stabile e in armonia estetica e qualitativa con il paesaggio vegetale, saranno eseguiti interventi di preparazione del terreno per consentire le operazioni di rinverdimento e di riforestazione dell'intera area estrattiva oggetto di recupero ambientale».

 

Il sindaco Martignoni - «Sarà una decisione tecnica e ponderata»

2680

Una decisione critica e importante. Che deve tener conto di interessi contrastanti e legittimi da ambo le parti: nel mezzo ci sta il Comune di Pomarance, con il sindaco Loris Martignoni a fare l’ago della bilancia. 
«Dico a tutti di stare tranquilli, non sarà una decisione avventata: sicuramente per la concessione delle coltivazioni sarà necessaria una nuova valutazione di impatto ambientale con cui capiremo meglio le condizioni positive e negative della questione». 
Il primo cittadino ci tiene a sottolineare che si tratterà di una decisione tecnica, che non ha niente di politico. «Questa programmazione territoriale era già stata avviata anche nella passata legislatura, a settembre quando abbiamo approvato la variante al regolamento urbanistico che ha portato all’approvazione del piano cave, abbiamo solo portato avanti tecnicamente un iter provinciale e regionale cominciato prima di noi». Provincia e Regione danno l’ok. 
Il Comune si accoda e non può fare diversamente, dice Martignoni. «Dobbiamo operare nella legalità e nei termini di legge: questo vuol dire che l’imprenditore, in questo caso Granchi, oggi ha diritto di chiedermi la coltivazione della cava e mi potrebbe chiedere danni se io non procedessi». 
Il sindaco non dimentica l’aspetto occupazionale: «A quella cava sono legati oltre una ventina di posti di lavoro: quello che possiamo fare è prevedere tutta una serie di prescrizioni alla ditta Granchi, nel momento della concessione. Questo sì che è fattibile, e saranno prescrizioni che vanno in direzione della tutela dell’ambiente e del nostro territorio a vocazione turistica». 
Per Martignoni ben venga un ricorso al Tar: «Avremo una valutazione importante in più».

Da "Il Tirreno" di Domenica 12 Gennaio 2014

martedì 3 dicembre 2013

Amianto - Il Comune torna a finanziare lo smaltimento.


POMARANCE - L’obiettivo amianto-zero è sicuramente ambizioso. Ma il Comune di Pomarance ci prova. O meglio ci riprova, tornando a finanziare un fondo ad hoc per lo smaltimento del materiale killer: a disposizione dei cittadini ci sono 30mila euro.
«Questa tematica è molto sentita e attuale nel nostro territorio, ci sono tante situazioni da rimuovere nelle campagne e nei capannoni e tanti cittadini nel tempo ci hanno segnalato la necessità di smaltire piccole quantità di amianto: da quest’anno lo potranno fare gratuitamente», annuncia l’assessore Nicola Fabiani. Il fondo esiste già nei bilanci dell’amministrazione pomarancina: tra il 2009 e il 2010 i soldi ci sono e la risorse vengono stanziate. Poi la mancanza di risorse impedisce di continuare, fino ad oggi.
«Abbiamo già nei nostri uffici un sacco di richieste da parte dei cittadini che hanno bisogno di smaltire piccole quantità: ovviamente partiremo da loro», continua Fabiani. Tettoie da smantellare, tubazioni, depositi idrici, eternit: le richieste più comuni da parte dei pomarancini sono queste. «Dobbiamo definire dei parametri quantitativi di smaltimento, oltre i quali il servizio non sarà più gratuito: ovviamente questo fondo si rivolge alle utenze domestiche», precisa ancora l’assessore.
Le persone interessate dovranno confezionare la quantità di amianto da smaltire, andare in Comune (all’ufficio tecnico) e prenotare l’intervento: la ditta, poi, passerà a ritirare il materiale per portarlo nelle discariche autorizzate.
«Questo tipo di interventi ci permetteranno di abbattere i fenomeni di scarico selvaggio sul territorio, di solito nelle campagne, nelle zone di minor passaggio», commenta il sindaco Loris Martignoni. Tra i più recenti, quello sulla strada di Libbiano, dietro ad un capannino della Provincia di Pisa. Un altro che l’amministrazione ricorda è la montagnola di amianto rinvenuta vicino alla Rocca Sillana. «Senza contare a tutte le volte che l’amministrazione è intervenuta, su segnalazioni, ed è intervenuta in danno, facendo poi ripagare i costi di smaltimenti ai proprietari dei cumuli», aggiunge il primo cittadino.
«I cittadini vanno educati al corretto smaltimento dei rifiuti, solo così possiamo raggiungere l’ambizioso obiettivo “rifiuti zero” che questo Comune si è posto».
Da "Il Tirreno" di Martedì 3 Dicembre 2013
 

mercoledì 17 luglio 2013

Pomarance, più sicurezza e lotta ai rifiuti selvaggi in 3 punti

Telecamere entro l’estate

POMARANCE Telecamere in punti strategici per garantire maggiore sicurezza e soprattutto scoraggiare la pratica scellerata dell’abbandono dei rifiuti.
La determina comunale c’è: è una diretta conseguenza della delibera della giunta comunale dello scorso 12 giugno in merito all’approvazione di una perizia volta a stimare il costo di un intervento di “installazione di telecamere in diversi siti strategici del capoluogo di Pomarance per la videosorveglianza finalizzata alla sicurezza stradale e all’incolumità pubblica”.
Il costo dell’intervento si attesterebbe intorno ai 19mila euro. Sicurezza e civiltà. «In particolare – spiega l’assessore Nicola Fabiani – queste telecamere avranno la funzione di sorvegliare posti nei quali si verifica la pessima pratica dellabbandono dei rifiuti, penso alla località Due Vie, come deterrente quindi, e saremo rigidissimi con chi abbandona i rifiuti, dato che esiste un servizio gratuito per il ritiro rifiuti ingombranti - allargando poi il discorso, precisa – anche per la raccolta porta a porta, se si trovano dei contenitori pieni bisogna avvertire il Comune e non abbandonare i rifiuti fuori dai contenitori, stiamo provvedendo a ridurre la frequenza della raccolta per i vari tipi di rifiuto per migliorare il servizio».
Si prevedono intervalli più stretti dunque per il servizio porta a porta. Tornando sull’installazione delle telecamere. «I punti previsti per saranno le Due Vie, al Bulera, e al bivio che porta il località Palagetto – e Fabiani aggiunge – in tutti e tre i punti saranno predisposte mini isole ecologiche con raccolta carta, multi materiale e non differenziata per facilitare il conferimento di chi abita nelle campagne e per le strutture ricettive come gli agriturismi, questi punti raccolta sono destinati agli abitanti delle campagne e non per coloro che vivono a Pomarance».
Un esempio, in direzione Volterra: la mini isola eco alle Due Vie sarà destinata ai rifiuti di coloro che abitano la campagna di Micciano e centri limitrofi, ma non per chi risiede nell’agglomerato urbano di Pomarance che già usufruisce del servizio porta a porta.
Tempi previsti per l’installazione delle telecamere? «Entro l’estate», chiude.
Da "Il Tirreno" di Mercoledì 17 Luglio 2013

martedì 2 luglio 2013

Pomarance, Comune a rifiuti zero

Senza titolo
Ufficializzato l’inserimento nell’elenco della Zero Waste Europe
 
POMARANCE - In Italia è il 135º Comune a sposare la strategia “rifiuti zero”.
Ovvero abbattere la produzione di rifiuti e soprattutto la quota destinata in discarica per differenziare quanto più possibile gli scarti entro il 2020.
La scala d’azione è mondiale e Pomarance gioca le sue carte in un percorso improntato alla sostenibilità, che ha portato come primi passi all’introduzione del “porta a porta” e alla realizzazione della nuova isola ecologica.
«Complimenti per l’iniziativa che porta a 135 il numero dei Comuni italiani coraggiosi. Immediatamente il Comune di Pomarance sarà inserito nella lista mondiale dei Comuni a rifiuti zero». Parola di Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe, insignito da Obama dell’Environmental Prize 2013, ossia il Nobel per l’ecologia.
Un viatico in più per il comune geotermico che con due delibere consiliari ha tracciato la rotta verso il 2020. Le tappe definite dal consiglio comunale: il superamento del 50% di raccolta differenziata nel 2014, del 60% nel 2015 e del 70% nel 2017.
«Grazie alla preziosa collaborazione di tutti i cittadini per adesso il porta a porta sta funzionando – dice l’assessore all’ambiente Nicola Fabiani –.
Nei primi giorni di attuazione sono state riscontrate pochi conferimenti sbagliati e non si registrano fenomeni di abbandono dei rifiuti».
Che aggiunge: «Essere stati inseriti in una lista mondiale di comuni virtuosi oltre che un elemento di soddisfazione è anche un canale di visibilità per una piccola realtà come la nostra»

Da "Il Tirreno" di Martedì 2 Luglio 2013

sabato 22 giugno 2013

POMARANCE INAUGURATA L’ISOLA ECOLOGICA NELL’AREA INDUSTRIALE DI SANTO STEFANO

«Chi porta qui i rifiuti avrà lo sconto del 10% in bolletta»

LA RIVOLUZIONE verde del polo geotermico diventa realtà: il Comune di Pomarance ha benedetto ieri la nuovissima isola ecologica all’interno dell’area industriale di Santo Stefano.
«Il progetto è costato in tutto 400 mila euro — spiega l’assessore all’ambiente Nicola Fabiani, regista indiscusso dell’operazione “ rifiuti zero” — 200 dei quali arrivati da un finanziamento regionale. Nell’isola ecologica potranno essere conferite 25 diverse tipologie di rifiuto di provenienza domestica. La grossa novità consisterà in un sistema informatico di gestione all’avanguardia, che identificherà l’utente che andrà a conferire il rifiuto attraverso la tessera sanitaria. Coloro che otterranno un punteggio maggiore, potranno godere di uno sgravio del 10 per cento sulle bollette».
E lunedì 24 nel borgo geotermico scatterà l’ora del porta a porta. «In questo ultimo mese, che ha preceduto l’avvio del nuovo servizio, siamo riusciti a toccare circa 1000 famiglie — riprende Fabiani — la partecipazione e l’interesse dimostrato dai cittadini ci porta a pensare che il porta a porta potrà arrivare a regime in tempi rapidi. Si tratta di un progetto corposo, che avrà bisogno della collaborazione di tutti.
Entro la metà di luglio spariranno dal capoluogo tutti i cassonetti. Per quanto riguarda le frazioni, contiamo di implementare la raccolta differenziata».
«Ringrazio gli uffici tecnici, il personale e l’assessore Fabiani per l’ottimo lavoro svolto in questi mesi — aggiunge il primo cittadino Martignoni — si tratta di un progetto ben strutturato che porterà il Comune ad un salto di qualità».
A breve il borgo si doterà di un’informativa bilingue sul porta a porta, rivolta a residenti e turisti e che sarà distribuita in tutte le strutture ricettive del territorio.
Da "La Nazione" di Sabato 22 Giugno 2013

venerdì 21 giugno 2013

Nell’isola ecologica più rifiuti metti e meno tasse paghi

GLI INCENTIVI DI POMARANCE

POMARANCE - Ben oltre la semplice inaugurazione. Oggi, con il taglio del nastro della nuova isola ecologica nella zona industriale di Santo Stefano, a Pomarance, il Comune lancia pure l’iniziativa degli incentivi “più conferisci meno tassa sui rifiuti paghi”. A spiegarla, nel dettaglio, è l’assessore Nicola Fabiani.
«Chi verrà a conferire sarà identificato e i rifiuti portati saranno pesati per tipologia, alla fine dell’anno in base ad un punteggio che l’amministrazione sta definendo, chi ha portato più materiale beneficerà di uno sconto del 10% sulla Tares».
Ovviamente si parla della parte dei rifiuti non domestici, quelli, per intenderci, che dovrebbero necessitare di un ritiro specifico da parte del servizio offerto gratuitamente dal Comune. «Risparmiando sul servizio ritiro ci possiamo permettere di poter fare questa manovra al risparmio», continua.
All’isola eco si potranno conferire 25 tipologie di rifiuti differenti, anche quelli speciali: resterà aperta dal lunedì al sabato dalle 8 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30, ed eccezione del mercoledì e venerdì pomeriggio che sarà chiusa e per quanto riguarda il sabato, saranno il primo e il terzo del mese ad offrire il servizio.
L’inaugurazione oggi è fissata alle 16.30, mentre lunedì partirà ufficialmente il nuovo servizio di raccolta porta a porta: ritrovo alle 9 in piazza Sant’Anna. Allo sconto del 10% sulla tassa sui rifiuti si aggiunge anche un altro 10% per chi fa compostaggio domestico. Al momento i kit consegnati alle famiglie sono circa 400 e altre duecento sono le richieste.
«Il servizio del compostaggio domestico sta andando benissimo – aggiunge con orgoglio l’assessore – e l’obiettivo, considerata anche la conformazione del nostro territorio, è quello di piazzarci tra i primi Comuni d’Italia in compostaggio domestico».
La campagna di informazione, intanto sta andando avanti e continuerà fino a settembre per permettere, poi, al Comune di entrare a regime. «L’importante è riuscire a rieducare i cittadini, far capire bene loro l’utilità del corretto smaltimento dei rifiuti e incentivandolo con sconti e agevolazioni».
Da "Il Tirreno" di Venerdì 21 Giugno 2013

giovedì 23 maggio 2013

Rifiuti: la rivoluzione Via al porta a porta, apre l’isola-ecologica

Pomarance, la nuova raccolta partirà dalla fine di giugno
Fabiani: diventare un Comune completamente sostenibile - Domani l’incontro pubblico
Il progetto e tutte le informazioni legate ai nuovi servizi saranno spiegate ai cittadini domani sera, alle 21.30, allo Spazio Savioli di Pomarance. L’incontro sarà centrato sulla corretta separazione e sul conferimento dei rifiuti.
 
POMARANCE - Millecinquecentocinquanta famiglie e duecento utenze. Per un totale di 3.600 abitanti che da fine giugno saranno protagonisti di una rivoluzione culturale. Ecologica. Legata alla raccolta dei rifiuti.
Partirà, infatti, in maniera sperimentale nel centro urbano del capoluogo (per il momento) il servizio di porta a porta e contestualmente sarà aperta al pubblico la nuova isola ecologica, quanto mai attesa e in ritardo.
«Si tratta di un momento storico, un cambiamento epocale che si sviluppa intorno alla concezione di rifiuto come risorsa: è un primo passo che il nostro comune fa verso una piena sostenibilità», premette con soddisfazione l’assessore Nicola Fabiani.
Basta con i cassonetti, quindi: da questo momento in poi saranno, gradualmente, rimossi, liberando strade, parcheggi e marciapiedi, migliorando il decoro urbano.
«Questo servizio servirà ad aumentare la quantità e la qualità della raccolta differenziata, e a responsabilizzare i cittadini sulle proprie azioni». L’isola ecologica si trova all’interno della nuova zona industriale di Pomarance. «Qui i cittadini potranno portare tutti gli altri rifiuti che non si prelevano nel porta a porta e riceveranno un bonus premiante: viene confermata anche la riduzione del 10% della tassa sui rifiuti per coloro che effettuano il compostaggio domestico».
Partecipazione e autocontrollo i due must del servizio. «Differenziare e separare correttamente i propri rifiuti non dovrà essere percepito come un’imposizione, ma come buona pratica premiante», aggiunge l’assessore che spiega i benefici per la comunità. «L’impegno di tutti consentirà di massimizzare il riciclo ed il conseguente recupero di materie prime seconde, senza dover ricorrere all'impiego di nuove risorse naturali, a tutto vantaggio dell'ambiente in cui viviamo.
Non dimentichiamo che le risorse naturali e le materie prime che danno origine ai beni di cui tutti noi godiamo ogni giorno non sono illimitate ed infinite: con gli attuali ritmi consumistici in un anno arriveremo presto a consumare quasi il doppio di ciò che il pianeta è in grado di rigenerare! Come possiamo ben capire è indispensabile e non più procrastinabile dare una svolta “verde” a queste devastanti ed insostenibili abitudini».
Lo slogan della rivoluzione eco della giunta Martignoni è “Verso un Comune ecologico al 100%”. «Un obiettivo ambizioso, un momento di svolta importante, che passa anche attraverso la strategia “rifiuti zero” e che per essere raggiunto richiede la massima collaborazione di tutti noi», chiude Nicola Fabiani.
Materiali, giorni e utenze coinvolte - Tutti i dettagli

Nei giorni che precedono l’avvio del nuovo servizio, ogni utente sarà contattato per concordare la visita della ditta affidataria del servizio, la cooperativa sociale Nuovaidealcoop che consegnerà, gratuitamente, il kit composto dai sacchi e dai bidoncini, e fornirà tutte le info necessarie, riportate anche all’interno di un manuale.
I rifiuti raccolti con la modalità porta a porta sono: imballaggi in multimateriale (plastica, vetro, metallo, tetrapak), il martedì per tutti, più il venerdì per le sole utenze non domestiche; carta e cartone, il venerdì per tutti più il martedì per le sole utenze non domestiche; rifiuti non differenziati (insieme ai rifiuti organici per coloro che non effettuano il compostaggio domestico), lunedì, mercoledì e sabato per tutti.
Il venerdì sarà inoltre attivo, su prenotazione, il servizio di ritiro dei pannolini e pannoloni. Le utenze non domestiche potranno conferire solo i rifiuti che risultano assimilabili agli urbani.
Gli utenti dovranno esporre i contenitori e/o i sacchi fuori dalla propria abitazione, rispettando la fascia oraria che va dalle 5 alle 9 del mattino, nel giorno in cui è previsto il ritiro di quel rifiuto.

Da "Il Tirreno" di Giovedì 23 Maggio 2013

giovedì 14 febbraio 2013

Geotermia, tutti i sindaci si schierano col vapore

Le amministrazioni locali sede di impianti firmano un appello congiunto «È una risorsa rinnovabile, pulita e ambientalmente sostenibile»

POMARANCE - «Una opportunità irrinunciabile che, a valle di tutti gli studi e approfondimenti fatti, non può essere messa in discussione con affermazioni che non si basano su dati scientifici ma su posizioni pregiudiziali».
Parlano a una sola voce le amministrazioni comunali dei nove Comuni geotermici della Toscana. Un fronte che va da Pomarance a Monterotondo Marittimo, da Castelnuovo Valdicecina a Monteverdi Marittimo, Radicondoli, Montieri, Chiusdino, Santa Fiora e Piancastagnaio.
L’obiettivo è la difesa della geotermia, come fonte di sviluppo. «A livello mondiale, in tutte le sue forme naturali, è considerata una risorsa rinnovabile, pulita e ambientalmente sostenibile, oltre che fonte di sviluppo energetico, economico e turistico per i territori che hanno la fortuna di avere nel sottosuolo determinate caratteristiche».
Tra le questioni sul tavolo c’è la salute dei cittadini e i risultati dello studio sanitario che chiarisse se ci sono correlazioni tra la geotermia e alcune patologie, commissionato dalla Regione Toscana all’Agenzia regionale della sanità. «Anche studi paralleli, svolti in Nuova Zelanda, hanno fornito un quadro estremamente rassicurante sullo stato di salute della popolazione dei comuni geotermici, in linea con i dati del resto della Regione – affermano –. Ma è opportuno continuare a studiare e raccogliere dati, senza allentare l’attenzione».
Anche sull’impatto ambientale i sindaci dei nove Comuni chiudono la porta alle critiche. «L’attività geotermica permette di risparmiare complessivamente oltre un milione di Tep (Tonnellate di petrolio equivalente) all'anno e i quadri emissivi delle centrali sono tutti ampiamente ricompresi nei limiti previsti dalla normativa vigente e nei più stringenti atti di indirizzo della Regione».
Dal lato socio economico, la geotermia può e «deve diventare sempre di più un volano di sviluppo per i territori attraverso la creazione di opportunità di lavoro diretto e indotto, sviluppo di know how correlato a usi plurimi e di teleriscaldamento, incentivando inoltre le attività innovative sia tecnologiche che agroalimentari complementari».
Dai territori si guarda al potere del vapore anche in chiave turistica: «affinché diventi una tessera fondamentale del più ampio mosaico delle realtà turistiche toscane».
E concludono: «Come amministratori abbiamo il dovere di pretendere rigorosi controlli e verifiche verso il concessionario Enel Green Power, ma abbiamo anche il dovere di prendere decisioni per il bene dei nostri cittadini e della pubblica utilità in un rapporto collaborativo e proficuo per garantire un futuro ai territori e alle popolazioni residenti».

Da "Il Tirreno di Giovedì 14 Febbraio 2013

domenica 11 novembre 2012

Un centro per assistere i malati di amianto a Pomarance, lo annuncia il sindaco.

Il monitoraggio indica che il problema è diffuso in tutta l’area

POMARANCE - Dai libri matricola di Enel, Isolver, poi Atisale e Società Chimica al reclutamento di 987 ex lavoratori esposti all’amianto. Comincia così la presentazione del progetto di sorveglianza sanitaria di lavoratori ex esposti ad amianto, previsto nel piano integrato di salute della Regione, dopo 3 anni di attività.
L’incontro è e al Teatro Florentia di Larderello. «Dal 2010 ad oggi tutte le realtà industriali in qualche modo connesse all’amianto sono state monitorate ed è emerso che in tutta l’Alta Valdicecina esistono, in modi più o meno gravi, problemi di salute di ex lavoratori, connessi all’amianto», dice il sindaco di Pomarance Loris Martignoni.
Che non manca di impegnarsi ufficialmente nel reperimento di fondi per realizzare un centro di area nella città di Volterra che assista tutti gli esposti al materiale killer dell’Alta Valdicecina.
«Un po’ con le risorse geotermiche, grazie al Cosvig e poi cercando altre risorse lo possiamo realizzare: i nostri malati devono avere un punto di riferimento di zona», aggiunge.
La parola ai dati. «Esperienze analoghe, insieme alle richieste avanzate da organizzazioni sindacali, comitati e amministrazioni – spiega Lucia Turini del dipertimento prevenzione della Asl - hanno indotto la Regione a costituire un gruppo di lavoro per realizzare programmi di sorveglianza su ex esposti amianto».
Sono stati reclutati, in totale, 987 ex lavoratori, residenti in Alta Valdicecina. Di questi sono stati visitati dall’unità funzionale Psll di Volterra i 637 soggetti che hanno aderito, cioè il 65,5 %, con un’età media di 64 anni.
Dalla ricostruzione delle storie lavorative è emerso che l’85% degli ex lavoratori visitati è stata esposta all’amianto e il 31% presenta alterazioni dovute a patologie connesse all’amianto.
I quadri diagnostici confermano una presenza importante dell’amianto come fattore di rischio pregresso nelle aziende del territorio e indicano per tanto l’utilità dei interventi di tutela della salute condotti attivamente e gratuitamente. «Sono state evidenziate situazioni di alterazione e segnalate all’Inail e sono state effettuate 160 denunce di malattia professionale», continua Turini.
Dopo una prima certificazione del dipartimento di prevenzione la palla passa all’Inail, ente deputato al riconoscimento delle malattie professionali.
«Per il prossimo anno vorremmo prolungare il monitoraggio e cercheremo di migliorarlo», prosegue Franco Del Chiaro, responsabile del dipartimento della prevenzione.
«Si conferma l’impegno da parte delle istituzioni - aggiunge Sabina Ghilli, direttore della Società della salute - è importante sapere che c’è un impegno forte dell’Asl per mantenere il lavoro fatto».
Il momento storico è forse cruciale, dal 22 al 24 novembre, a Venezia, si terrà un convegno promosso dal Ministero della Sanità sul tema “amianto”.

Da "il Tirreno" di Domenica 11 Novembre 2012

venerdì 2 novembre 2012

«Lo stesso che mi accusa ha votato sì all’amianto»

Il sindaco sulla discarica di bulera




POMARANCE «Proprio Pruneti che mi accusa di aver deciso di far portare terra con amianto a Bulera è stato uno dei consiglieri di Unione democratica che ha votato l’emendamento che sanciva questa decisione».
Tra ironia, imbarazzo e stupore il sindaco di Pomarance Loris Martignoni rinvia al mittente, nella fattispecie a Simone Pruneti, capogruppo dei Democratici, l’accusa di aver intrapreso una strada che mette in pericolo la salute pubblica.
Una decisione presa nel luglio 2011 - a protocollo -, con un emendamento votato all’unanimità dal consiglio comunale.
È lo stesso primo cittadino a spiegare: «O chi accusa non ha capacità amministrative, oppure si fa speculazione mentendo, sapendo di mentire», premette e va nei dettagli.
Spiegando che la discarica del Bulera, con annessi e connessi da una trentina di anni raccoglie rifiuti, speciali e non. Il protocollo di intesa tra Comune, Provincia e azienda proprietaria della scarica non prevedeva, all’inizio, che al Bulera si potesse portare terra con amianto.
In relazione allo smaltimento di tale rifiuto nel luglio 2011 fu fatto un emendamento alla delibera, votato all’unanimità. «Ci sono gli atti pubblici, al momento in cui si votò il protocollo l’amministrazione non aveva proposto che al Bulera si potesse portare terra con amianto, ci fu una discussione e fu proposto un emendamento, ma non dalla maggioranza.
Per noi non c’era alcun problema perché sempre, in questi anni, le ditte della zona hanno potuto conferire nella discarica del Bulera rifiuti di ogni tipo, tossici e nocivi, quello che non si è mai concesso a ditte non della zona.
Questa linea non l’ho mai condivisa, un rifiuto è pericoloso per sua natura non perché viene dal territorio o da fuori - continua Martignoni - se ci sono le condizioni per ospitarli li ospitiamo, altrimenti non li ospitiamo, chiaramente previa la necessaria verifica tecnica della Provincia. Questo abbiamo fatto.
E ci siamo adoperati per una gestione tecnicamente valida della discarica da parte dei proprietari la Società Chimica».

Da "Il Tirreno" di Venerdì 2 Novembre 2012

sabato 6 ottobre 2012

Niente analisi dell’acqua i fontanelli restano chiusi

Slitta l’inaugurazione degli impianti di Montecerboli e Serrazzano Martignoni: «Colpa nostra, ma alla fine è una questione di sicurezza e serietà»





POMARANCE - Nessuna inaugurazione, almeno per questa settimana. Gli abitanti delle frazioni di Montecerboli e Serrazzano dovranno attendere ancora una settimana prima di poter usufruire dei nuovi fontanelli pubblici. Motivi di sicurezza, dato che ancora mancano i risultati definitivi delle analisi sula qualità dell’acqua, e anche se non ci sarebbero sicuramente stati problemi per la salute dei cittadini, l’amministrazione comunale, l’Asl e la Fildrop, azienda che ha realizzato i lavori, hanno deciso di rimandare l’apertura ufficiale di sette giorni esatti.
«Eravamo convinti – spiega il sindaco di Pomarance Loris Martignoni – di riuscire a completare tutte le procedure nei tempi stabiliti, ma purtroppo ci manca ancora l’ultima certificazione.
Si tratta delle classiche analisi effettuate dall’Asl, per cui servono anche 76 ore di coltura, e che non arriveranno prima dell’inizio della prossima settimana.
Colpa nostra, perché credevamo servisse meno tempo, ma alla fine per una questione di sicurezza e serietà abbiamo deciso di posticipare tutto di una settimana: meglio così che confermare l’inaugurazione impedendo però l’approvvigionamento ai cittadini».
Due fontanelli, nel centro delle due frazioni pomarancine, che si sommano a quello già presente da un paio d’anni nel capoluogo. Acqua naturale gratis e acqua gassata a cinque centesimi al litro, aperti 24 ore su 24 e a disposizione di tutti i cittadini della zona.
L’inaugurazione è stata dunque riprogrammata a sabato 13 ottobre: Montecerboli alle 15 e Serrazzano alle 17 avranno a disposizione le due fonti, che permetteranno un ingente risparmio ad amministrazione e residenti.
«L'idea – spiega l'assessore all’Ambiente Nicola Fabiani – è quella di un servizio pubblico che venga incontro alle esigenze di tutta la comunità. Per quanto riguarda il Comune, dopo l’investimento iniziale le nuove strutture si manterranno da sole, grazie ai ricavi della vendita dell’acqua gassata.
Per i cittadini invece il vantaggio sarà evidente in termini economici e di salvaguardia dell’ambiente.
È in programma inoltre, la distribuzione di altri 300 kit gratuiti, comprensivi di un cestello e sei bottiglie di vetro da un litro, che in questo modo dovrebbero poter essere a disposizione di tutti i nuclei familiari pomarancini».
Da "Il Tirreno" di Sabato 6 Ottobre 2012

mercoledì 9 maggio 2012

«In 5 anni tutto l’amianto sparirà»

Pomarance, ottimista il sindaco sull’attività di bonifica di Enel. I dati aggiornati: demoliti tutti i vapordotti coibentati




POMARANCE Nella fabbrica e nel processo produttivo di Enel il “killer amianto” è stato debellato. Sono proprio i vertici di Enel a raccontare lo stato dell’arte di una lotta contro il tempo che va avanti ormai da anni, tra vapordotti coibentati e coperture in eternit, polveri di amianto a terra, persone morte e ammalate di amianto che lavoravano nelle centrali Enel. 
Dati diffusi dallo stesso sindaco di Pomarance, Loris Martignoni, durante un incontro a tema organizzato dal Sel-La Sinistra, alla presenza tra gli altri del consigliere regionale Sel Mauro Romanelli. Tra i presenti anche rappresentanti sindacali e attivisti dell’Aiea (Associazione italiana esposti amianto), lavoratori, cittadini. 
A partire dal 1991 ad oggi tutti i vapordotti con coibentazione completa in materiale contenente amianto sono stati demoliti. L’attività è stata completata lo scorso marzo, per un totale di vapordotti demoliti pari a 53.627 metri. Pure tutte le coperture in eternit presenti nell’area industriale di Larderello e nelle aree civili – di proprietà di Enel a Larderello e Castelnuovo – sono state rimosse. 
Rispetto alla raccolta a terra, altra spada di Damocle del territorio, sono state bonificate 190 aree mentre sono in corso lavori di bonifica su 12 aree. 
«Enel ci fa sapere – dice il sindaco – che restano da bonificare 28 aree, seppure messe in sicurezza, ma va detto che la presenza di amianto in questo ambito è circoscritta a modeste quantità per le quali sono in corso le procedure autorizzative». 
Un accenno anche alla questione costi sostenuti per le sole bonifiche (comprese anche demolizioni di parti funzionanti per le quali non è obbligatoria la rimozione perché in esercizio), pari a 24 milioni di euro. 
«A questi ritmi – azzarda Martignoni – credo che al massimo in cinque anni potremo dire di aver tolto definitivamente tutto l’amianto che condanna da decenni il nostro territorio».  
Tra le difficoltà più grandi a cui far fronte c’è sicuramente quella dell’amianto a terra e i frequenti ritrovamenti spesso denunciati dai cittadini ne sono la testimonianza.  
Sul fronte salute dei cittadini, lo screening che da anni va avanti grazie al lavoro in tandem tra Società della Salute e Asl 5 continua: per quanto riguarda il progetto ex esposti, le aziende fino ad ora interessate sono state Enel, Isolver, Scl e Atisale. In totale sono state invitate circa mille persone, con un tasso di risposta pari al 60%.

 Il Comitato ricorda le vittime e gli ammalati

Il Comitato amianto e geotermia e la sezione Esposti Amianto di Larderello, con il patrocinio del Comune, in occasione della giornata mondiale delle vittime dell’amianto del 28 aprile, hanno allestito un punto informativo nella piazza davanti al municipio, per ricordare i tanti lavoratori e cittadini ammalati o deceduti a causa dell’asbesto.
Da "Il Tirreno" di Mercoledì 9 Maggio 2012

domenica 22 aprile 2012

Tassa di scopo per Pian di Goro

Dalla Regione: è una valida alternativa a Puretta ma al momento non c’è la copertura finanziaria
VOLTERRA Una tassa di scopo per aiutare il finanziamento per la realizzazione dell'invaso di Pian di Goro.
E' la proposta che arriva dalla Federazione delle liste civiche Insieme per cambiare per sbloccare quello che sembra il nodo cruciale della vicenda Solvay in Valdicecina.
«Non vogliamo sentir dire che mancano i soldi – ha spiegato Loriano Fidanzi, capogruppo e consigliere di maggioranza del Comune di Pomarance – e per questo stiamo discutendo di chiedere ai cittadini dell'Alta e della Bassa Valdicecina di sostenere questo progetto fondamentale per lo sviluppo del territorio».
L'idea sarebbe quella di chiedere il pagamento di una somma quasi simbolica (10 o 15 euro per i 150mila abitanti dell'intera Valdicecina per tre anni), spiegando tramite lettera a ogni famiglia l'obiettivo.
«Questo sarebbe uno scopo per il quale i cittadini sarebbero disposti a contribuire – prosegue – e non come altre volte avviene, quando si chiede loro di pagare per servizi che poi non ricevono, come la tassa di bonifica».
Per sbloccare le concessioni minerarie, per Solvay, è stato necessario il protocollo-ponte, all'interno del quale era stato inserito l'invaso di Puretta, come indicato dalle prescrizioni della Valutazione d'impatto ambientale.
Ma Puretta è un progetto del 2006, che ancora non è stato realizzato ed è gravato da alcuni ricorsi al Tar che ne mettono in dubbio la realizzazione.
«E' vero – ha detto l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini – esiste questo pericolo. Ma per Pian di Goro non c'è la copertura economica necessaria». Ecco quindi che l'idea della tassa di scopo potrebbe aiutare. «A seconda delle dimensioni – ha ripreso Bramerini – si parla di un costo compreso fra i 10 e 60 milioni di euro per l'invaso alternativo.
Al momento Puretta, con tutti le criticità, è l'unica soluzione percorribile». Ecco, quindi, che l'idea della tassa di scopo potrebbe davvero dare una mano a sbloccare una situazione che rischia di avvitarsi su se stessa se dal Tar dovessero giungere notizie negative per l'invaso di Puretta.
Da "Il Tirreno" di Domenica 22 Aprile 2012

La centrale a biomasse traslocherà alla discarica

L’amministrazione sta cercando un accordo con l’imprenditore. Soddisfazione del comitato nato per contrastare l’impianto all’ombra della Rocca.
POMARANCE - All’orizzonte prende forma la possibilità, neppure troppo remota, di far traslocare il progetto della contestata centrale a biomasse nella zona della discarica del Bulera. Da quella valle all’ombra della storica Rocca Sillana, la Società agricola Solare potrebbe scegliere di far costruire l’impianto nella zona delle vecchie serre, in terreni di sua proprietà.
Dopo la petizione-contro organizzata dagli imprenditori agricoli e dai cittadini di Pomarance, la creazione di un comitato e il congelamento temporaneo del progetto in conferenza dei servizi - la Provincia è in attesa di integrazioni da parte della società -, ecco che la politica pomarancina sta cercando di trovare una soluzione che non scontenti. Da una parte la popolazione, dall’altra l’imprenditore che sta cercando di investire in loco per produrre energia rinnovabile.
«Come Comune – spiega il sindaco Loris Martignoni – dobbiamo essere bravi a governare il territorio, con gli strumenti adatti a non subire scelte, bensì a orientarle».
Il messaggio di Martignoni è chiaro: non si può dire di no a prescindere, se non si produce energia alternativa è difficile stare al passo con i tempi. L’importante è governare il processo di modernizzazione. Così lunedì il sindaco, insieme alla Sovrintendenza, che deve ancora esprimere il parere sull’operazione e con l’imprenditore che vuole fare l’investimento, hanno fatto un sopralluogo nell’area interessata dalla centrale, a Molino di Terra Rossa. Il gruppo è salito pure alla Rocca Sillana, per valutare l’eventuale impatto visivo.
Quello che la mantovana Società agricola Solare ha intenzione di realizzare in terreni di sua proprietà è un impianto che sfiora il megawatt di potenza elettrica.
Per la legge la centrale, che rientra tra quelle alimentate da fonti rinnovabili, è soggetta ad autorizzazione unica da parte della Provincia.
Ma in ballo oltre alle osservazioni, in testa quelle del Comune, c'è anche una normativa che Regione a breve varerà per regolare questi impianti. E c’è, inoltre, una sfilza di integrazioni tecniche e ambientali che l’imprenditore deve apportare.Da parte loro i signori dell’agricoltura sono soddisfatti della posizione dell’amministrazione.
Con un sindaco che, sull’onda dell’incontro avuto con il giornalista Piero Angela a cui è andato il premio Larderello in un teatro Florentia affollatissimo, è ancora più convinto che l’energia deve essere prodotta e governata. «Angela ha sottolineato quanto l’energia sia il motore del mondo e dell’intelligenza, alla politica il delicato compito di gestire in modo oculato la produzione».
Da "Il Tirreno" di Domenica 22 Aprile 2012

mercoledì 4 aprile 2012

Puretta, l’invaso è in bilico pochi credono al progetto

VOLTERRA Puretta è l’elemento fondante del protocollo-ponte che ha sbloccato il caso Solvay. Senza l’invaso non ci sarebbe stato il documento. E senza quest’ultimo la Regione non avrebbe dato il via all’iter per il rilascio delle concessioni minerarie necessarie all’attività estrattiva della multinazionale belga.
Ma su Puretta ci sono nubi e dubbi: il Comune di Pomarance, dopo aver firmato il protocollo-ponte, ha detto no al progetto dell’invaso. E depositati al Tar ci sono ben tre ricorsi. Il rischio che sia dato un nuovo stop all’operazione è reale. E l’alternativa Pian di Goro costerebbe decisamente troppo.
Pochi estimatori. Quasi nessuno ha fede in Puretta. «Sappiamo tutti che si tratta un progetto incerto – afferma l’assessore provinciale all’ambiente Valter Picchi –, ma è diventato l’unica soluzione per quanto riguarda lo sfruttamento della risorsa idrica.
Certo, ci sarebbe anche l’invaso di Pian di Goro. Ma per quello servono 60 milioni di euro. Ed è solo la stima di uno studio. Quindi è da supporre che ne servirebbero di più. Ma, ovviamente, nessuno ha queste cifre».
E se il Tar dicesse no a Puretta e non si trovassero le risorse? «Aspettiamo a dire che il Tar dica no all’invaso – riprende l’assessore –, ma se dovesse succedere dovremmo mettere in sinergia tutte le risorse per trovare una soluzione. Anche i soldi della geotermia, eventualmente». I carri armati di Mussolini.
Il sindaco di Montecatini Valdicecina, Sandro Cerri, definisce così il denaro derivante dalla geotermia ai comuni della zona: «Dovrebbe servire un po’ per tutto, ma alla fine non sono una fonte inesauribile. Si tratta di risorse limitate e che non potranno certo soddisfare le necessità per realizzare Pian di Goro. Certo, Puretta non è la miglior soluzione. Anche noi abbiamo dato giudizi non proprio esaltanti di questa opera. Ma al momento è l’unica messa sul piatto della discussione e, probabilmente, quella più fattibile. Certo che quei ricorsi al Tar non fanno dormire sonni tranquillissimi».
E poi c’è il no dato dal consiglio comunale di Pomarance a Puretta. Per qualcuno una contraddizione (il Comitato per la difesa della Valdicecina, ma anche Cerri che dice di «non comprenderne il motivo»). Per il sindaco Loris Martignoni un segnale politico che può aprire la discussione sull’alternativa per l’utilizzo della risorsa idrica. Puretta indispensabile.
Il riferimento al protocollo-ponte lo fa Martignoni. «Senza il sì a Puretta – dice – non sarebbe stato possibile firmare il documento che apre la via alle concessioni e quindi allo stop alla cassa integrazione nello stabilimento di Solvay a Ponteginori. Per questo abbiamo firmato. A differenza di altri, non vogliamo continuare a parlare di questo argomento nei tribunali, ma risolvere tutto con la dialettica politica, con l’obiettivo di far ripartire il lavoro.
In questo contesto, però, siamo consapevoli che serve aprire una discussione sull’argomento. E lo faremo quando parleremo dell’accordo di programma.
Puretta è un progetto vecchio ed è gravato da tre ricorsi al Tar che, probabilmente, porteranno a una sospensiva. Ecco, quindi che ne dovremo per forza discutere di nuovo». Come dire: Puretta c’è, ma ci credono davvero in pochi. 
Da "Il Tirreno" di Mercoledì 4 Aprile 2012

mercoledì 28 marzo 2012

No a Puretta e alla centrale Il Comune non ha dubbi

Impianto a biomasse e accordo Solvay dibattuti nel consiglio aperto L’amministrazione di Pomarance mette i “paletti” e prosegue la concertazione



POMARANCE - Una sfilza di no ufficiali contro la centrale a biomasse che dovrebbe sorgere vicino alla Rocca Sillana. E sulla delicata questione Solvay ormai prossima ai tavoli finali dell'accordo di programma, arriva una presa di posizione netta, dell' amministrazione di Pomarance: sì al protocollo-ponte, ottimo il percorso di concertazione tra Regione, Solvay e tutte le istituzioni, ma per la prima volta il sindaco dice no al progetto dell'invaso di Puretta (connesso al rilascio delle concessioni Cecina e Poppiano e alla risoluzione dell'annosa criticità idrica).
I temi del consiglio aperto sono sentiti. Il Comitato in difesa dell'Alta Valdicecina applaude la presa di distanza dell'amministrazione dal contestatissimo invaso, considerato da più parti un evitabile scempio, non risolutivo del problema (700mila metri cubi di capienza).
Contrari all'impianto. Un no di pancia, quello di cittadini e imprese agricole che hanno raccolto 300 firme contro. E un no tecnico e politico dell'amministrazione: la location dell'impianto della società agricola Solare (sfiora il megawatt) vicino alla Rocca Sillana non è previsto dal regolamento urbanistico. No dalla commissione paesaggio; dall'Unione dei Comuni che pone dubbi sulla coltivazione attraverso la quale l'impianto si dovrebbe auto-alimentare. Ovvero, una specie di tabacco.
Inoltre, il Ptc della Provincia prevede che questi impianti siano installati a 50 metri dal bosco: le condizioni mancano, verrebbe disboscata la zona, successivamente reintegrata altrove.
«Porteremo il nostro no in conferenza dei servizi anche se vi dico – e si rivolge ai tanti imprenditori agricolo presenti – che l'azienda ha seguito la normativa, la centrale è soggetta ad autorizzazione unica e potrebbe realizzarsi lo stesso», sottolinea il sindaco che si auspica che, presto, la Regione normi meglio le biomasse, in accordo con i Comuni.
Avanti con Solvay senza Puretta. Martignoni ripercorre le ultime vicende legate a Solvay. Una strada verso il rilascio delle concessioni che la Regione, su pressioni, ha deciso di condividere con le istituzioni coinvolte.
Pomarance firma il protocollo-ponte, che porta alla trattativa finale, per rivedere l'accordo di programma monitorato del Ministero. «Le carte bollate servono solo a far scomparire una delle parti in causa, la politica deve risolvere le questioni ai tavoli».
Concorda il segretario del Pd Garfagnini: «Lo scontro non porta a niente».
La dichiarazione che apre margini per una rivoluzione "idrica" per il futuro della zona arriva da Martignoni: no a Puretta. «Sostenevamo il progetto, ma adesso alla luce dei 3 ricorsi al Tar, abbiamo maturato l'idea che non sia più fattibile. Abbiamo incontrato altri interlocutori per avallare un progetto alternativo che è quello di Pian di Goro».
Da "Il Tirreno" di Domenica 25 Marzo 2012