VOLTERRA — Cinque sindaci e il presidente della Comunità Montana: per la prima volta le parti si impegnano per lo sviluppo di un vero progetto di area. Oggetto dell’accordo è la realizzazione di una zona industriale intercomunale a Saline di Volterra tra i comuni di Pomarance, Castelnuovo, Monteverdi e Volterra. Ma la vera sorpresa è Lajatico, che ha deciso di unirsi all’accordo.«In un’ottica comune non ci sono confini rigidi — dice il sindaco Buselli — i Pip esistenti non sono in discussione con questo accordo, da cui esce invece la necessità reale di fare una seria e condivisa politica di area. Convogliare gli sforzi e non disperdere energie in mille rivoli, in una programmazione di sviluppo che sia rispettoso del territorio, è possibile.A Saline c’è la congiunzione della SR 68 e della 439, l’unico terminale ferroviario della zona, su cui stiamo investendo. In base al progetto Crv anche la Banda Larga passerà da lì. Sarebbe folle continuare a programmare in proprio». I soggetti firmatari si impegnano a «sostenere e promuovere lo sviluppo dell’intera area, mediante la creazione di una vasta area industriale / produttiva intercomunale a Saline di Volterra». Un obiettivo condiviso anche dall’assessore provinciale Turini e dal presidente della a Regione Toscana Enrico Rossi.
martedì 1 giugno 2010
SALINE VARA L'AREA INDUSTRIALE DI COMPRENSORIO
DEL PUNTA (CGIL): «FRUTTO DELLE SINERGIE»
«Scl, piano da 15 milioni e 25 posti di lavoro in più»
POMARANCE - «IL RITORNO in mani italiane, unitamente alle scelte fatte in questi giorni ed agli accordi raggiunti, sono per noi una sicurezza, un punto fermo, nel futuro della Società Chimica Larderello». A parlare è Stefano Del Punta, sindacalista della Cgil, che ha guidato tutte le trattative a fianco dei lavoratori e che oggi fa il punto della situazione di una società che ha sulle spalle due secoli di storia e d’avanguardia, con le sedi in Usa e Cina e clienti in oltre cinquanta paesi. Una società che ha saputo affrontare la globalizzazione e che ora punta ad una fase di rilancio per cavalcare il dopo crisi.Quali garanzie ci sono in questo piano industriale che avete sottoscritto?«E’ un piano da 15 milioni di euro che prevede 25 assunzioni, l’impegno per la ricerca e nuove prospettive di mercato. Poi ribatto su un punto: anche se tutto avveniva qui, non ci scordiamo che l’azionista di maggioranza era americano e le scelte venivano fatte anche oltreoceano. Ora la società è tutta in mani italiane, come sindacato è un aspetto che giudichiamo positivamente».E’ stata dura arrivare al risultato?«Abbiamo fatto sentire la nostra voce. Come l’hanno fatta sentire i lavoratori che hanno manifestato davanti al consiglio comunale a Pomarance ed al consiglio provincia a Pisa. Ma qui tutti hanno fatto bene la loro parte, istituzioni, sindacati, parte imprenditoriale».L’accordo per la discarica…«E’ stato decisivo. Perché da lì arriveranno i 15 milioni di euro per il futuro della Scl, la Società Chimica Larderello. Un futuro che passa dall’attuazione di un piano strategico importante che, ribadisco, nonostante la crisi sia tutt’altro che alle spalle, apre nuove prospettive anche dal punto di vista occupazionale. Siamo stati fin dall’inizio pienamente concordi anche sul futuro della discarica, che dovrà continuare ad essere gestita da Scl, con i vincoli e le regole che Provincia e Regione impongono. C’è un altro aspetto che ora voglio ribadire e che ci piace delle scelte che Scl si è impegnata a fare: portare a fine la discarica per poi riconvertire il terreno con un impianto fotovoltaico. Una scelta per l‘ambiente, per il futuro».Ora che succede?«Ora il nostro compito sarà quello di monitorare il piano industriale. Ne seguiremo le tappe passo dopo passo, saremo vigili e allo stesso tempo collaborativi. E così faranno azienda, Comune e Provincia che hanno firmato per la gestione della discarica. Ognuno, a proprio titolo, vigilerà per il rispetto dell’accordo».
Da "La Nazione" di Martedì 1 Giugno 2010
domenica 30 maggio 2010
Accordo SCL: parla il Presidente della Provincia Pieroni
«Chimica Larderello verso il futuro sul modello Comprensorio del Cuoio»
POMARANCE - Chimica Larderello: l’accordo tra enti locali e azienda per la prosecuzione dell’attività industriale e per l’utilizzo della discarica di Bulera sia un punto non d’arrivo ma di partenza, per aprire nuovi orizzonti di sviluppo dell’Alta Valdicecina. A dirlo è per la Provincia di Pisa – firmataria dell’intesa insieme al Comune di Pomarance – il Presidente Andrea Pieroni.
«Assumere l’accordo sulla Chimica come un punto di partenza — dice — significa in primo luogo dare per acquisito un principio che, di questo accordo, rappresenta un elemento fondante, a livello di approccio al tema dello crescita: ovvero che non devono esistere contrapposizioni tra lavoro da una parte e ambiente dall’altra. Il primo è un pilastro della nostra Costituzione; il secondo è un dovere nell’interesse della collettività e delle prossime generazioni». Nella realtà provinciale pisana, prosegue Pieroni, «sfide importanti di armonizzazione tra produzione e sostenibilità sono state già vinte, come nella Zona del Cuoio con le sue concerie.
Ecco, seguendo tale rotta, in Alta Valdicecina occorre affiancare alle potenzialità storiche dell’area (geotermia, salgemma, cultura e turismo, agroalimentare) nuove prospettive industriali. In tal senso c’è bisogno di un ruolo propositivo dell’imprenditoria, locale e non solo: perché si metta in gioco, scommettendo su un territorio nel quale in questi anni si è operato intensamente in termini di potenziamento infrastrutturale; e che oggi, per questo, è più appetibile per una nuova fase d’iniziativa economica. Per realizzarla servono investimenti: a fronte del forte calo delle disponibilità pubbliche (tendenza che trova ulteriore conferma nella manovra in atto da parte del governo), occorre utilizzare le risorse della geotermia per progetti strutturali e infrastrutturali d’area, evitandone la dispersione in tanti microinterventi non strategici. Il nuovo Piano di sviluppo della Regione – conclude Pieroni - offre subito un’occasione per concretizzare questa direttrice di marcia, sulla quale chiameremo i Comuni a una condivisione di orientamento e di impegni».
Da "La Nazione" di Domenica 30 Maggio
giovedì 27 maggio 2010
Appesi a un filo 55 posti di lavoro
POMARANCE. Appesi a una connessione internet per salvare i 55 posti di lavoro della Società chimica Larderello. Il proverbiale filo questa volta è in realtà una banda larga che ha permesso ieri sera di collegare in video conferenza Pomarance con gli Stati Uniti, dove si è svolto il consiglio d’amministrazione della Società chimica Larderello. Obiettivo: prendere tempo per produrre e firmare il protocollo d’intesa che comprenda l’ampliamento della discarica di Bulera, da cui Scl ricaverebbe finanziamenti da immettere nell’azienda, ma anche i paletti ambientali del territorio e della Provincia di Pisa che consentano però di dare il via all’attuazione del business plan.
Ieri sera la Provincia di Pisa ha lavorato a una serie di osservazioni da presentare all’azienda per stilare il famoso protocollo d’intesa: un passo importante per ottenere la proroga di alcuni giorni da parte del cda statunitense, senza il quale ci sarebbe la messa in liquidità di Scl. Oggi, poi, ci sarà il consiglio provinciale che dovrebbe dare il via libera all’ampliamento della discarica di Bulera.
E’ l’ultimo tassello mancante per salvare la situazione. Il consiglio comunale di Pomarance, infatti, ha approvato la delibera (con soli 3 astenuti di Unione democratica) contenente i paletti ambientali fissati per dare l’ok all’operazione discarica-business plan.
Sindacati e azienda hanno sottoscritto l’accordo sul piano finanziario, in cui è contenuto il piano di assunzioni nei prossimi 5 anni (26 unità, di cui 20 fra operai e tecnici di sviluppo, 4 tecnici commerciali e 2 amministrativi), ma anche quello degli investimenti: 2 milioni per il rinnovo degli impianti, 1,5 per la registrazione dei prodotti e altrettanti per l’espansione della rete commerciale, 1 per l’espansione della capacità produttiva, 2 per il lancio di nuovi prodotti, 5 per il capping e lo smaltimento delle acque della discarica, oltre ai 2,3 milioni stimati per la gestione di Bulera fino al periodo di post mortem.
«Sono le ore decisive - ha detto Gianfranco Francese, segretario provinciale della Cgil - per trovare una soluzione positiva. Noi abbiamo lavorato con l’unico obiettivo di salvaguardare i posti di lavoro in ballo e, se possibile, crearne di nuovi. Il business plan è buono, secondo noi, e consente di guardare al futuro con ottimismo. La speranza è che tutti facciano la loro parte e che si possa dare sviluppo a una realtà difficile come la Valdicecina, nonostante ci sia stato qualcuno che, negli ultimi giorni, ha fatto di tutto, tranne che pensare ai lavoratori».
Il sindaco Loris Martignoni ha avuto un ruolo importante nella partita riguardante Scl: «I documenti risultano sostanzialmente condivisi in quanto non hanno avuto voti contrari ma solo l’astensione dei tre consiglieri presenti di Unione democratica ed il voto favorevole oltre che della maggioranza anche del rappresentante di Rifondazione Comunista. Tra l’altro il documento relativo alle condizioni da inserire nel protocollo accoglie anche le osservazioni tecniche dei consiglieri di Unione democratica. Questo ci conforta anche in vista di raggiungere l’obiettivo finale che è quello di un accordo positivo che consenta il consolidamento e l’auspicato ampliamento delle risorse umane all’interno dell’azienda Scl e l’avvio per una colmatazione finale che consenta la chiusura a regola d’arte ed in sicurezza della discarica di Bulera. Rimaniamo a disposizione per essere convocati prima possibile al tavolo finale delle trattative con la Provincia, il sindacato e la Scl, durante il quale sarà possibile affinare anche le condizioni esposte nel documento».
Da "Il Tirreno" di Giovedì 27 Maggio
SCL : un passo importante verso la soluzione
APPROVATA LA DELIBERA SUL PROTOCOLLO DI INTESA CON L’AZIENDA
In una sala consiliare affollata da oltre 50 persone tra lavoratori della Società Chimica Larderello ed altri cittadini, Martedì 25 Maggio si è tenuto in una seduta d’urgenza il Consiglio Comunale straordinario con all’ordine del giorno l’approvazione del protocollo cui erano legate le sorti della stessa società.
Nell’occasione i lavoratori della SCL, molti dei quali giovani padri di famiglie monoreddito, prima dell’inizio della seduta del consiglio hanno consegnato un loro documento ai gruppi consiliari nel quale si evidenziava la forte preoccupazione per l’imminente possibilità della messa in liquidazione della SCL e conseguente perdita del posto di lavoro.
Dalla discussione del consiglio comunale sono emerse riflessioni e proposte che hanno avuto sostanziale condivisione dell’intero consiglio.
Non vi sono stati infatti voti contrari ma solo l’astensione dei tre consiglieri presenti di Unione Democratica ed il voto favorevole, oltre che della maggioranza, anche del consigliere di Rifondazione Comunista.Il documento allegato alla Delibera e relativo alle condizioni da inserire nel protocollo da presentare all’azienda ha fatto proprie, nella quasi totalità, anche le osservazioni tecniche formulate dai consiglieri di Unione Democratica a testimonianza del fatto che nessuna pregiudiziale politica o ideologica può frapporsi alla salvaguardia di oltre cinquanta posti di lavoro.
Tutto ciò è la dimostrazione che ogni sforzo è stato fatto in vista del raggiungimento dell’obiettivo finale, ovvero quello di un accordo positivo che consenta il consolidamento e l’auspicato ampliamento delle risorse umane all’interno dell’azienda SCL e l’avvio per una colmatazione finale che consenta la chiusura a regola d’arte ed in sicurezza della discarica di bulera .
In breve le condizioni aggiuntive approvate in sede di Consiglio da inserire nella bozza di protocollo da stipulare con la Società Chimica Larderello sono le seguenti:
- L’individuazione da parte del Comune di Pomarance di un organismo anche a carattere amministrativo, che provveda alla verifica puntuale dei carichi immessi in discarica e verifichi le modalità di realizzazione dell’impianto di trattamento del percolato come previsto dal piano di gestione della discarica stessa.
- Previsione di confronti semestrali tra le Amministrazioni, le RSU e l’Azienda al fine di verificare in quale misura i profitti realizzati attraverso il consentito conferimento in discarica di rifiuti per conto terzi siano utilizzati in vista della modernizzazione e dell’adeguamento tecnologico degli impianti di produzione.
- Prevedere un ritorno a favore del Comune di Pomarance da destinare alla realizzazione di progetti rivolti al sociale.
- Rivisitazione della Fideiussione per la gestione della discarica una volta che questa sarà chiusa.
- Revisione dell’autorizzazione al conferimento in caso di variazioni degli assetti relativi alla proprietà e rimarrà valida solo nel caso che rimangano vincolate le attività di produzione chimica e di gestione della discarica.
- Prevedere il trasferimento della Direzione Aziendale della SCL a Larderello almeno in parte preponderante.
- Inserimento di una clausola di impegno dell’azienda all’effettuazione, in tempi brevi, della bonifica dell’amianto presente all’interno dell’impianto e di partecipazione al processo di screening sanitario di tutti i lavoratori per una loro maggiore tutela.
- Valutazione di una clausola di tutela dei lavoratori con il versamento di un deposito cauzionale a tutela degli stessi per vincolare maggiormente gli imprenditori ad una attività che sia continuativa e stabile nel futuro.
- Valutazione della possibilità di concedere un ampliamento di volumetrie della discarica del Bulera in base alle effettive necessità economiche dell’impianto industriale.
- Valutazione sulla responsabilità imprenditoriale dei vecchi/nuovi soggetti ai quali sarà richiesto uno sforzo (anche economico) per dare un segnale chiaro di investimento verso la S.C.L. per il suo definitivo rilancio.
- Qualora l’Amministrazione Comunale ritenga non ottemperate le condizioni fondamentali relative ai precedenti punti si riserva di ridiscutere il presente accordo e di chiedere all’Amministrazione Provinciale di sospendere l’autorizzazione al conferimento in discarica da parte di terzi.
Preme infine sottolineare come la lista civica “Insieme per cambiare”, già nella campagna elettorale del giugno 2009, aveva chiaramente messo a fuoco la problematica in questione tanto da dedicare nel programma elettorale un preciso paragrafo alla discarica di Bulera affermando quanto segue:
“Ottenere tutte le garanzie circa la sicurezza della discarica attraverso:
- Un piano di campionamento da eseguirsi sui mezzi di trasporto prima del relativo conferimento per verificare la conformità tra formulari ed materiali realmente conferiti e la loro rintracciabilità.
- Istituzione di un garante con lo scopo di informare i cittadini sulla tipologia dei materiali conferiti e la loro rintracciabilità.
- Una volta ottenute tutte le suddette garanzie, verificare con le varie industrie, l’opportunità di procrastinare la chiusura del sito, previa presentazione dei piani industriali che prevedono sviluppo ed occupazione.
- Fare in modo che da un’efficiente e sicura gestione della discarica vi sia una ricaduta economica anche per le casse comunali da reinvestire su progetti.”
Oggi possiamo dire di aver mantenuto fede a quell’impegno.
sabato 17 aprile 2010
A proposito di populismo, demagogia e confusione mentale
![]()
Pubblichiamo la risposta dell'Amministrazione comunale agli articoli di Unione Democratica sulle presunte "anomalie" del bilancio appena approvato.
Crediamo doveroso nei confronti della cittadinanza correggere le affermazioni riportate recentemente da Unione Democratica in merito ai dati riportati nel bilancio del Comune recentemente approvato.
Ci accusano di aver dichiarato, nelle assemblee tenute con la popolazione, la disponibilità complessiva per l’anno 2010 di un milione di euro per la viabilità mentre – evidenziano –in bilancio ve ne sono solo 300.000 €.
Che questo non corrisponda a verità lo sa la stessa Unione Democratica che infatti in un barlume di lucidità matematica, afferma poco dopo che altri € 700.000 sono presenti negli avanzi di bilancio del 2009 …. Se pertanto la matematica non è un opinione e 300.000 € + 700.000 € continua pur in tempi di crisi a dare come risultato 1 milione di euro, non vediamo come si possa affermare che i conti non tornino: un milione avevamo dichiarato ed un milione potrà affettivamente essere speso.
Ma ad una lettura ancora più approfondita del bilancio 2010 si può notare che sui vari capitoli dedicati alla viabilità si trovano stanziati complessivamente ben oltre 600.000 € che aggiunti agli 827.000 € deliberati dal Cosvig a fine 2009 e che prevedono l’obbligo di inizio lavori entro il 1 settembre 2010, portano l’intera cifra destinata alla viabilità generale ad un dato addirittura più alto di quello dichiarato.
Quindi per quanto ci riguarda non abbiamo detto bugie e non ne diremo perché questa cultura proprio non ci appartiene…. Rispediamo pertanto al mittente l’accusa di populismo ed aggiungiamo che se l’opposizione intende mantenersi su un atteggiamento di mera critica e scarsa propositività, di sicuro offrirà ben poco alla nostra proposta di governo in termini di stimolo e di progettualità.
E se come dicono loro per una bugia in Italia è sufficiente chiedere scusa cosa dovrebbe fare l’opposizione che sembra fare della demagogia la propria unica strategia oltre a non essere in grado di dare ai cittadini una lettura corretta delle cifre esposte in bilancio e che da parte nostra abbiamo preventivamente mostrato nelle assemblee pubbliche?
In merito poi ai presunti ritardi nell’esecuzione delle opere, Unione Democratica dovrebbe sapere che i finanziamenti stabiliti dalla Regione Toscana sono stati deliberati solo verso la fine dello scorso anno ed inoltre gli investimenti andavano concertati con il bilancio 2010; a ciò si aggiunga la necessità di supportare ed ottimizzare il lavoro dell’Ufficio tecnico che in questo anno si troverà una mole rilevante di lavoro tanto da prevedere l’esternalizzazione di alcuni progetti a professionisti locali.
Già in questi giorni sono in assegnazione le prime gare per cui a breve anche l’economia locale si rimetterà in moto in un ciclo virtuoso che una volta avviato ci attendiamo che non si rallenti più.
mercoledì 7 aprile 2010
Comunità Montana - Accordo della Giunta
POMARANCE. Prima si dice che la tassa di bonifica non si pagherà fino a quando non saranno ridefiniti i nuovi parametri da parte della Regione. Poi si aggiunge che nel caso in cui mancasse liquidità a chiusura del bilancio della Comunità montana, nelle case dell’Alta Valdicecina arriverà entro la fine dell’anno la fatidica bolletta con un importo forfettario.L’annuncio è stato dato dallo stesso presidente dell’ente, Carlo Giannoni: «Queste fatture provvisorie verranno poi ridimensionate nel 2011 secondo i nuovi parametri regionali», aggiunge. E’ affollata la sede della Comunità di Pomarance. Con questo accordo pare superato l’empasse-balzello che da troppo tempo ingessava l’ente. «Siamo usciti da un momento di stagnazione», dichiara il sindaco di Montecatini Sandro Cerri. Tra i corridoi della sede la preoccupazione degli impiegati era tangibile per la difficoltà a chiudere i bilanci e il rischio di veder commissariato l’ente. «È una legge e come tale va rispettata - spiega il presidente Giannoni - sarà però necessario rivalutare il tributo attraverso nuovi parametri che verranno discussi con la Regione e con l’intera Comunità per percepire consigli e suggerimenti». Ancora da stabilire i tempi entro i quali i bollettini giungeranno alle famiglie del comprensorio. «Non saranno emesse le bollette del 2010 prima dei nuovi parametri - sottolinea Giannoni - solo nel caso in cui mancasse liquidità a chiusura di bilancio, a fine anno potrebbero essere inviate delle bollettazioni provvisorie».La giunta sembra aver trovato, finalmente, un accordo. Una coesione che tardava a venire dal momento che i sindaci delle 3 liste civiche di Volterra, Pomarance e Castelnuovo, rispettivamente Marco Buselli, Alberto Ferrini e Loris Martignoni. hanno sempre combattuto a spada tratta, in campagna elettorale, la tassa di bonifica.Qualche perplessità si respira comunque, soprattutto per l’assenza in conferenza stampa del sindaco Ferrini e Buselli (quest’ultimo ha dovuto lasciare gli uffici della sede per impegni). «Non ci sono riserve da parte di nessuno - chiarisce Martignoni - la Comunità montana è e deve essere un elemento importante di unione di cinque comuni».
Un rilancio importante della Comunità montana che prevede inoltre la costituzione delle funzioni associate. «Inizieremo a lavorare in maniera concreta a queste funzioni - rassicura Cerri - funzioni che non dovranno essere create solo perché la legge lo prevede, ma dovranno contribuire allo sviluppo del territorio dell’Alta Valdicecina». Appagate tutte le parti politiche. «Siamo soddisfattissimi - dichiara Simone Pruneti a nome di Unione Democratica di Pomarance - questo accordo tra i cinque Comuni, oltre a tutelare il territorio, ha posto delle basi importanti per il proseguimento della Comunità montana garantendo la tutela dei dipendenti e dei cittadini».