domenica 19 febbraio 2012

Centrale a biomasse in Provincia un nuovo progetto 

Biomassa
POMARANCE Molino di Terra Rossa. La località potrebbe presto prestare il nome alla centrale a biomasse che la mantovana Società Agricola Solare ha intenzione di realizzare in terreni di sua proprietà nella località pomarancina.
Un impianto che sfiora il megawatt di potenza elettrica e per il quale è già stata avanzata la richiesta di autorizzazione alla Provincia di Pisa.
Per la legge la centrale che rientra tra quelle alimentate da fonti rinnovabili è soggetta ad autorizzazione unica. E la Provincia lo scorso 2 febbraio ha dato il via al procedimento che entro novanta giorni si dovrà concludere con un pronunciamento della conferenza dei servizi. La conferenza è fissata per il 27 marzo, ma entro il 20 gli enti chiamati al tavolo tra cui il Comune dovranno presentare il proprio parere.
In Comune si studiano le carte, anche se di progetti definitivi non ce ne sono per adesso. «Si tratta di valutare il progetto anche rispetto a quanto previsto dal nostro regolamento urbanistico – dice il sindaco Loris Martignoni –.
Ad oggi la normativa consente l’installazione di centrali nel fondovalle del Cecina e in altri luoghi ma a condizione che contribuiscano al teleriscaldamento».
Da "Il Tirreno" di Domenica 19 Febbraio 2012

mercoledì 15 febbraio 2012

Al campo sportivo 150mila euro

Calcio thumb

Spogliatoi più ampi e altri nuovi locali

 

 

DOPO la ristrutturazione della tribuna dello stadio comunale, ora ecco 150.000 euro anche per rendere più funzionale il campo sportivo di via Garibaldi.
Il Comune di Pomarance continua ad investire nell’impiantistica sportiva con l’obiettivo di aumentare la qualità delle strutture esistenti. In via Garibaldi l’intervento riguarderà la struttura in prefabbricato che attualmente ospita gli spogliatoi e altri locali di servizio al campo sportivo.
«Avremo spogliatoi più ampi e servizi igienici a norma — spiega l’assessore allo sport, Leonardo Fedeli — d’altronde questo intervento era necessario, visto che la struttura esistente è ormai vetusta e non più adatta ad ospitare la grande attività che viene svolta presso il campo sportivo di via Garibaldi”.
Su questo impianto infatti gravitano tutte le formazioni giovani dell’Usd Pomarance, la prima squadra per gli allenamenti e gli amatori. La giunta ha recentemente approvato il progetto definitivo e perciò per settembre la nuova struttura dovrebbe essere pronta per l’utilizzo. Come dicevamo in apertura, questo intervento è solo l’ultimo di una serie che il Comune di Pomarance ha già fatto allo stadio ma anche a Serrazzano e Larderello, con l’obiettivo di diventare un polo per il “turismo sportivo».
«Abbiamo le potenzialità e le caratteristiche per poter ospitare i ritiri delle squadre professionistiche in estate — riprende l’assessore Federli — è un progetto a cui stiamo lavorando».

da "La Nazione" di Mercoledì 15 Febbraio 2012

venerdì 10 febbraio 2012

Centrale eolica con 5 torri ma il Comune dice no

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Dopo l’ennesima bocciatura, Enel ripropone il quarto progetto in versione ridotta «Invece di fare interventi per la manutenzione, così vengono spesi i nostri soldi»


POMARANCE E quattro. Enel Green Power non demorde e presenta l’ennesimo progetto di maxi torri eoliche, questa volta 5, sempre su Poggio Canneto, al confine tra Pomarance e Monteverdi.
Dopo almeno tre anni di bocciature da parte della Regione, ritiri delle proposte, insurrezioni di intere frazioni, battaglie politiche per ragioni paesaggistiche, ecco che l’azienda torna alla carica. Sollevando, da subito, gli umori della politica locale.
«Ormai abbiamo perso il conto rispetto a quante volte Enel ha presentato e ridotto questo progetto», un po’ di ironia da parte della Federazione delle liste civiche “Insieme per Cambiare”. «Ricordiamo ai cittadini, ed in particolare agli utenti del servizio elettrico rimasti coinvolti nei numerosi blackout a causa della neve, come vengono impiegati i soldi delle nostre bollette.
Invece di fare i dovuti interventi di manutenzione e di miglioramento delle linee elettriche, che stanno in piedi per miracolo, si pagano decine di ingegneri e consulenti per realizzare progetti inutili,
che se verranno realizzati costeranno ingenti somme alla collettività per gli incentivi e non garantiranno produzione affidabile di energia elettrica», tuonano gli oppositori al progetto.
Per Pomarance è il capogruppo Loriano Fidanzi a puntare i piedi: «Nel programma elettorale abbiamo scritto che Pomarance è contrario a progetti eolici e lo rispetteremo». Un passo indietro. All’origine dovevano essere 9 le maxi torri solo su Monteverdi. Poi, sempre nel 2008 le pale lievitarono a 15 pure nel territorio di Pomarance. Dopo bocciature varie e ostacoli, Enel Green Power nel 2011 ci riprova, questa volta con sette torri, sempre tra il Monte Canneto e il vicino Poggio Ricciardo, davanti alla frazione di Lustignano. Nuova proposta, a cui fece eco un altro niet.
«Ci stupiamo di questa insistenza e ce ne domandiamo i motivi – si chiedono da Pomarance, Monteverdi e Montescudaio –. Se Enel deve recuperare dei soldi, incautamente anticipati al Comune di Monteverdi, farebbe bene ad affidarsi ad una agenzia di recupero crediti».
E concludono: «Ribadiamo la nostra contrarietà a qualunque progetto di maxi eolico sul Poggio Canneto, di fronte al borgo di Lustignano, in una zona di grande rilevanza paesaggistica, interessata da frane e a pochi metri da un’area protetta inserita nella rete “Natura 2000” e formuleremo le nostre osservazioni contrarie a questo progetto come in passato».

Da "Il Tirreno" di Venerdì 10 Febbraio 2012

domenica 5 febbraio 2012

Buio digitale, domani si monta il ripetitore

TV DIGITALE

POMARANCE Il buio digitale per quasi 400 pomarancini sembra, finalmente, essere alla fine.
Dopo lo switch off di novembre e oltre due mesi di canali tv obbligati - solo quelli Rai - ecco che l’appello del sindaco Loris Martignoni fa centro. E da domani il Comune riuscirà a montare l’atteso ripetitore di Montecerboli. «Ringrazio la Regione e l’Uncem che ci sono sempre state vicine in questa fase delicata in cui dal Ministero non arrivavano notizie e il problema del buio digitale non accennava a trovare soluzione», commenta a caldo il primo cittadino.
Ecco che la ricetta, per Pomarance e per gli altri 39 comuni toscani dove ancora persistono difficoltà, salta fuori all’interno della riunione convocata ieri mattina fra i rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico dipartimento comunicazione, delle emittenti nazionali private (Mediaset e La 7) e della sala operativa per lo switch off per il passaggio al digitale terrestre di Regione Toscana e Uncem Toscana, svoltosi nella sede di Uncem, in via Cavour 15, a Firenze.
Tra i comuni interessati anche quello di Pomarance, appunto. Che aveva evidenziato alla sala operativa diversi problemi di ricezione del segnale nel passaggio al digitale terrestre, con numerosi disagi per la cittadinanza. Scopo dell'incontro era quello di garantire ai comuni di esercitare le concessioni ottenute dal ministero per la ripetizione dei segnali delle emittenti nazionali nel proprio territorio, cercando di sostenere il minor costo possibile per l'adeguamento degli impianti (costo che grava sui comuni, che a loro volta sono finanziati per l'85% dalla Regione).
«Monteremo e accenderemo il ripetitore, poi si vedrà quello che succede. Ricordo che abbiamo l’autorizzazione direttamente del Ministero», sottolinea Martignoni. La soluzione che è emersa a Firenze, dopo una discussione costruttiva e serena fra gli intervenuti, soddisfa il requisito richiesto dalla sala operativa: in sostanza, grazie a consultazioni preliminari fra ispettorato regionale del Ministero e tecnici delle emittenti nazionali, verranno fornite ai comuni autorizzazioni che prevedono il costo minimo indispensabile e l'attivazione delle trasmissioni in tempi brevissimi, senza coinvolgere le reti delle emittenti nazionali.

Da "Il Tirreno" di Domenica 5 Febbraio 2012

mercoledì 1 febbraio 2012

«Solvay, no a soluzioni preconfezionate»

Sol mar

POMARANCE «Speriamo di poter cominciare una discussione seria sulla rivisitazione del rapporto tra la Solvay e la Valdicecina.
Se avessimo l'impressione che si tratta di una situazione già decisa saremmo costretti a intraprendere le nostre strade«. Così Loris Martignoni, sindaco di Pomarance, sull'incontro che avverrà in Regione il 6 febbraio tra i Comuni di Castelnuovo, Pomarance, Volterra, Montecatini Valdicecina, Cecina, Rosignano e Montescudaio, le Province di Pisa e Livorno, Atisale, Solvay, la stessa Unione e gli assessori regionali Anna Rita Bramerini e Gianfranco Simoncini.
Il famoso tavolo sul caso Solvay, preceduto da una riunione fra Bramerini e il sindaco di Montescudaio Aurelio Pellegrini. «In questa occasione - dicono dalla Regione Toscana - il sindaco ha ribadito che non c'è alcun “no” pregiudiziale al progetto Hydro-s, la realizzazione di un invaso da circa 2,2 milioni di metri cubi nei cavi dei gorilli della Steccaia per stoccare acqua proveniente dalle piene del fiume Cecina e riutilizzarla ai fini industriali, riducendo il prelievo dalle falde. Pellegrini ha chiesto che Solvay ceda di nuovo all'uso pubblico il pozzo 21 che si trova nella zona di Casegiusti, così che possa essere messo a servizio del gestore del servizio idrico integrato per integrare l'approvvigionamento idrico dei comuni della valle del Cecina».
Martignoni, conclude: «Solvay deve avere il quadro esatto della situazione per poter effettuare investimenti sostenibili rispetto al mercato. E il territorio deve avere garanzie su cui non si transige».

Da "Il Tirreno" di Mercoledì 1 Febbraio 2012

venerdì 20 gennaio 2012

Teleriscaldamento il sostituto del vapore dagli scarti del legno

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Micciano, investiti 400mila euro per la centrale a biomasse L’impianto sarà in funzione dalla fine del prossimo ottobre

 

 

POMARANCE Nella terra della geotermia spunta il primo impianto di riscaldamento  a biomasse. Servirà a riscaldare  Micciano bruciando  gli scarti del taglio dei boschi, di cui è ricca la zona.
Una centrale da 400 chilowatt è la soluzione targata Geo Energy Service (Ges), la società che gestisce il teleriscaldamento su tutto il territorio di Pomarance, per sopperire all’eccessiva distanza dai pozzi geotermici della frazione, dove vivono una quarantina di famiglie.
Propellente   saranno gli scarti del taglio dei boschi, il cosiddetto cippato verde: legno sminuzzato in particelle lunghe dai 2 ai 3 centimetri, dette “chips”. Il cippato  sarà stoccato in un silos a da lì portato alla camera di combustione. Un silos a pieno carico che garantirà un’autonomia di due settimane.
Il progetto, che insiste nella parte bassa del paese, già approvato è finanziato dal Comune di Pomarance per una spesa di 400mila euro, compreso il contributo della Regione di  134mila, prevede la messa in marcia della mini centrale entro la fine di ottobre di quest’anno.
Un arco di tempo in cui verrà realizzata anche la rete per il teleriscaldamento attraverso le vie di Micciano. Micciano è troppo distante dalle esistenti reti di teleriscaldamento e dalle sorgenti geotermiche per poter essere servito in modo efficiente ed economico con il recupero del calore naturale. Perciò, è stato progettato l’impianto a biomasse, con una potenza sufficiente a far fronte ai bisogni di riscaldamento e all’acqua calda sia in estate che in inverno.
«La concezione dell’impianto – dice il sindaco di Pomarance Loris Martignoni – permetterà agli abitanti di Micciano di poter disporre delle stesse condizioni di comfort ambientale  e servizio degli altri paesi già serviti dalla rete di teleriscaldamento». Che aggiunge: «La qualità e le caratteristiche delle reti di teleriscaldamento sono indipendenti dalla sorgente termica che utilizzano.
Anche i costi per gli utenti saranno allineati a quelle in uso per gli altri impianti e permetteranno quindi, all’utenza,  un consistente risparmio rispetto alla situazione attuale».
Al di là delle dimensioni l’impianto è importante perché è il primo a biomasse nell’area geotermica ed anche il primo di questo tipo gestito da Ges.
Un’esperienza che si pensa già di replicare in altre zone, anche in sinergia con altre risorse rinnovabili. Candidati sono Montegemoli e Libbiano. Nonostante il numero limitato delle utenze, tutto il territorio sarebbe servito da una rete alimentata da fonti rinnovabili.

Da "Il Tirreno" di Venerdì 20 Gennaio 2012

giovedì 19 gennaio 2012

Geotermia : Appello a governo e Regione

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Cosvig: «Aziende a rischio se confermati i tagli agli incentivi»

 

 

 

POMARANCE Quel che è accaduto con il fotovoltaico, che ha visto entrare in crisi le molte aziende che avevano investito nel settore dopo che erano stati rivisti gli incentivi, potrebbe succede con la geotermia.
È in atto, infatti, una rivalutazione della normativa del settore da parte del governo, che potrebbe far uscire dal processo di liberalizzazione le numerose realtà che avevano chiesto permessi di ricerca.
La Toscana è l'unica regione che sfrutta questo genere di energia. Il decreto legislativo 22 del 2010 aveva aperto il mercato, togliendo il monopolio a Enel e favorendo una decina di aziende nell'intraprendere la ricerca sulla bassa e media entalpia. Ben 150 i progetti. Un investimento quantificato per oltre un miliardo di euro in 10 anni.
In Valdicecina, il Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche (Cosvig) ha presentato un permesso di ricerca a Montecatini e uno a Radicondoli, in provincia di Siena, ma in un’area confinante.
«Abbiamo fatto un'assemblea con le aziende che hanno investito – dice il presidente di Cosvig Piero Ceccarelli – e ne è emerso un grosso timore da parte di tutti. Il rischio è che investire nella ricerca per sfruttare temperature sotto i 150 gradi per produrre energia elettrica e termica non sia più conveniente. Solo per presentare la documentazione di accompagnamento della richiesta alla Regione servono 50mila euro. Poi occorre creare dei gruppi di lavoro, le strutture e realizzare i pozzi per sondare il terreno che costano tra i 300mila e i 400mila euro».
Che aggiunge: «Una volta giunti alla fine della ricerca si può cominciare a produrre e ottenere il certificato di energia verde che serve per rientrare dell'investimento iniziale».
Da qui la richiesta al governo e alla Regione: «Abbiamo approvato e inviato un documento ai ministeri dello Sviluppo economico e a quello dell'Ambiente, oltre che al presidente della Regione e all'assessorato regionale all'Ambiente – spiega Ceccarelli –.
Chiediamo di poter discutere e di avere voce in capitolo in decisioni che rischiano di ripristinare lo stato di monopolio a favore di Enel. Ma soprattutto di bloccare la ricerca in un settore che sarebbe fondamentale per l'abbattimento di costi per aziende e famiglie. Non vorremmo fare la fine del fotovoltaico». L’allarme. «Se dovesse andare avanti questa revisione degli incentivi – conclude il presidente di Cosvig – la stessa Enel avrebbe ripercussioni molto forti».
Anche il sindaco di Pomarance, Loris Martignoni, è preoccupato.

Dal "Il Tirreno" di Giovedì 19 Gennaio 2012